Ho 40 anni ,ad aprile recata al ospedale mi hanno fatto una tac per disequilibri

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Ho 40 anni ,ad aprile recata al ospedale mi hanno fatto una tac per disequilibrio mal di testa e fischio a orecchio(negativa) ovviamente mi hanno poi fatto fare altri accertamenti come visita da otorino ecocardiogramma ecodoppler sovraortici, visita neurologo, otorino e risonanza magnetica con contrasto per escludere neurinoma, tutto ok , i miei sintomi sono poi stati associati a un problema di postura cervicale. A giugno ho ricevuto una pallonata di cuoio in testa non ho perso conoscenza ma solo mal di testa tutta sera notte e il mattino seguente ho fatto un salto al ps per consulto e dato che assumo cardioaspirina mi hanno voluto fare in altra tac per escludere ematoma( anche se avevo fatto notare al dottore che avevo già fatto tac ad aprile ) torno a casa e leggo su internet che so che è sbagliato che le radiazioni emesse dalle tac sono cumulative e possono fare insorgere neoplasie . Dato che io ne avevo già fatte altre 3 di tac sempre encefalo (2017 per alcuni minuti non sentivo metà del corpo) (2019 pressione alta mal di testa e mi è stata prescritto enapren 5 mg) e (dicembre 2020 per giramenti e mal di testa dopo aver assunto un antibiotico) quindi in totale ho fatto dal 2017 al 2021 5 tac encefalo, di cui 3 ravvicinate (dicembre 2020, aprile 2021, e giugno 2021)

ovviamente sono un po’ preoccupata e continuo a farmene una colpa di essermi recata al ps, so che i dottori al pronto soccorso guardano sempre il rischio beneficio però forse qualche tac avrei potuto evitarla se me ne stavo a casa

Mi scusi se mi sono dilungata ma volevo spiegarle la situazione e dato che lei. E saprà certamente più di me vorrei sapere se con soprattutto le 3 tac recenti e ravvicinate Rispetto al resto della popolazione minsi sono alzate le probabilità di sviluppare una neoplasia a breve o lungo termine?
Grazie per l’attenzione

cordiali saluti
Dott. Rosario Di Meo
Radiologo diagnostico, Ecografista, Radiologo
Cologno Monzese
Gentile Signora,
capisco molto bene la sua preoccupazione: è un timore frequente e legittimo, soprattutto dopo aver letto informazioni allarmanti online. Provo a risponderle in modo chiaro, onesto e basato sui numeri reali, così può ridimensionare correttamente il rischio.

1⃣ TAC e radiazioni: cosa significa “dose cumulativa”

È vero che:

le radiazioni sono cumulative

in teoria possono aumentare il rischio oncologico

Ma è altrettanto vero che la dose di una TAC encefalo è relativamente bassa rispetto ad altri esami TC.

Una TAC encefalo standard espone a circa 1–2 mSv
(per confronto: una TAC torace può arrivare a 7–8 mSv)

2⃣ Nel suo caso concreto

Lei riferisce 5 TAC encefalo dal 2017 al 2021, di cui:

3 ravvicinate (dic 2020 – apr 2021 – giu 2021)

Dose totale stimata: circa 5–10 mSv complessivi in 4 anni

Per darle un riferimento:

l’esposizione naturale ambientale è circa 3 mSv/anno

in 4 anni una persona “media” assorbe ~12 mSv solo vivendo

La sua esposizione totale è paragonabile a pochi anni di fondo naturale, non a dosi elevate.

3⃣ Rischio reale di neoplasia: parliamo chiaro

Gli studi epidemiologici mostrano che:

un aumento statisticamente misurabile del rischio si osserva con dosi molto più alte, tipicamente >50–100 mSv

sotto queste soglie il rischio è teorico, non dimostrabile clinicamente nel singolo individuo

Nel suo caso:

non esiste evidenza di aumento significativo del rischio

non c’è rischio “a breve termine”

l’eventuale aumento a lungo termine (decenni) sarebbe estremamente basso, dell’ordine di frazioni di punto percentuale

In pratica: non cambia in modo rilevante il suo destino oncologico rispetto alla popolazione generale.

4⃣ Le TAC erano giustificate?

Sì. Tutte.

sintomi neurologici acuti

trauma cranico in terapia con cardioaspirina

esclusione di emorragia o lesioni intracraniche

In questi contesti il beneficio supera nettamente il rischio
Evitare una TAC in un trauma cranico avrebbe potuto essere più pericoloso.

5⃣ Un punto importante sulla “colpa”

Vorrei essere molto chiaro su questo aspetto:

Non ha fatto nulla di sbagliato
Non è stata “imprudente”
Non ha aumentato consapevolmente un rischio evitabile

Ha fatto ciò che qualsiasi persona responsabile avrebbe fatto in presenza di sintomi neurologici o trauma.

Conclusione

Il numero di TAC effettuate non la espone a un rischio oncologico clinicamente rilevante
Non esiste un rischio aumentato “imminente”
Il rischio a lungo termine, se presente, è molto basso e teorico
Le indicazioni cliniche erano corrette

Il consiglio per il futuro è solo uno:
evitare esami radiologici se non necessari, ma senza paura retroattiva per quelli già fatti.

Se vuole, posso anche aiutarla a capire quando una TAC è davvero necessaria e quando invece si può aspettare, così da sentirsi più tranquilla in futuro.

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