Gentilissimi dottori, cercherò di essere più chiara e sintetica possibile. Donna, 55 anni. A set
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Gentilissimi dottori, cercherò di essere più chiara e sintetica possibile.
Donna, 55 anni. A settembre 2014, a seguito di fortissimi dolori allo stomaco, sono stata sottoposta a gastroscopia che ha dato come esito reflusso biliare (il medico che ha eseguito l’esame ha parlato di “lago di bile” (niente altro è emerso, che io ricordi, dall’esame istologico). Il gastroenterologo che mi ha presa in cura, dopo alcune prove con Riopan e sucralfato (che non tolleravo perché mi provocavano diarrea), mi ha prescritto Ursobil. Da allora, periodicamente, gli chiedevo se era il caso di continuare ad assumere il farmaco, dal momento che nel foglio illustrativo era indicato di non superare i due anni. Fino a oggi (sono passati DIECI anni), mi ha sempre risposto che non c'erano problemi perché si trattava di sali biliari. Questo fino a una quindicina di giorni fa quando, ponendogli nuovamente la domanda, mi ha risposto che effettivamente il farmaco è un po’ pesante (per cosa?) e consigliandomi Riopan. Gli ho detto che avevamo già provato a usarlo senza successo perché lo tolleravo male. A quel punto mi ha consigliato di valutare la sospensione del farmaco in accordo con il curante.
Premesso che:
dal 2014 (cioè da quando ho iniziato ad assumere Ursobil) non ho più avuto il minimo problema di stomaco, grazie all'Ursobil;
che le coliche che avevo avuto allora erano state terribili e mi avevano lasciato strascichi di nausee e malesseri vari per mesi e non intendo ritrovarmi in quelle condizioni nuovamente (e, quindi, “proverei a sospenderlo” mi pare un’opzione azzardata);
che, mi pare di capire, il reflusso biliare non è una condizione temporanea ma ha origine da un difetto anatomico di continenza del cardias per cui il farmaco si limita ad agire incarcerando gli acidi biliari ma non cura il problema alla base;
le mie domande sono:
una assunzione così prolungata può avere creato danni all’organismo; dove, in caso di risposta affermativa? Altri consigli in merito?
grazie
Donna, 55 anni. A settembre 2014, a seguito di fortissimi dolori allo stomaco, sono stata sottoposta a gastroscopia che ha dato come esito reflusso biliare (il medico che ha eseguito l’esame ha parlato di “lago di bile” (niente altro è emerso, che io ricordi, dall’esame istologico). Il gastroenterologo che mi ha presa in cura, dopo alcune prove con Riopan e sucralfato (che non tolleravo perché mi provocavano diarrea), mi ha prescritto Ursobil. Da allora, periodicamente, gli chiedevo se era il caso di continuare ad assumere il farmaco, dal momento che nel foglio illustrativo era indicato di non superare i due anni. Fino a oggi (sono passati DIECI anni), mi ha sempre risposto che non c'erano problemi perché si trattava di sali biliari. Questo fino a una quindicina di giorni fa quando, ponendogli nuovamente la domanda, mi ha risposto che effettivamente il farmaco è un po’ pesante (per cosa?) e consigliandomi Riopan. Gli ho detto che avevamo già provato a usarlo senza successo perché lo tolleravo male. A quel punto mi ha consigliato di valutare la sospensione del farmaco in accordo con il curante.
Premesso che:
dal 2014 (cioè da quando ho iniziato ad assumere Ursobil) non ho più avuto il minimo problema di stomaco, grazie all'Ursobil;
che le coliche che avevo avuto allora erano state terribili e mi avevano lasciato strascichi di nausee e malesseri vari per mesi e non intendo ritrovarmi in quelle condizioni nuovamente (e, quindi, “proverei a sospenderlo” mi pare un’opzione azzardata);
che, mi pare di capire, il reflusso biliare non è una condizione temporanea ma ha origine da un difetto anatomico di continenza del cardias per cui il farmaco si limita ad agire incarcerando gli acidi biliari ma non cura il problema alla base;
le mie domande sono:
una assunzione così prolungata può avere creato danni all’organismo; dove, in caso di risposta affermativa? Altri consigli in merito?
grazie
Consigli terapeutici su questa piattaforma é vietato darne.
In ogni caso , non é il cardias ma il piloro ad essere incontinente, e il Riopan non ha alcun effetto nel combattere un reflusso BILIARE duodeno-gastrico. Il sucralfato avrebbe più senso ma il suo possibile effetto collaterale non é la diarrea ma la STIPSI.
Non posso aggiungere altro per i motivi già detti. Se vuole entrare in dettaglio deve contattarmi tramite Consulenza online
In ogni caso , non é il cardias ma il piloro ad essere incontinente, e il Riopan non ha alcun effetto nel combattere un reflusso BILIARE duodeno-gastrico. Il sucralfato avrebbe più senso ma il suo possibile effetto collaterale non é la diarrea ma la STIPSI.
Non posso aggiungere altro per i motivi già detti. Se vuole entrare in dettaglio deve contattarmi tramite Consulenza online
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