Gentili Medici, il mio medico visionando i referti, mi ha parlato di una intolleranza alle graminace

Gentili Medici, il mio medico visionando i referti, mi ha parlato di una intolleranza alle graminacee collegando il valore delle IgG della farina di grano (34,3) alla debole positività IgE per il polline di Lolium (0,43). Vi chiedo un chiarimento definitivo: 1. Una leggera sensibilità respiratoria ai pollini implica davvero la necessità di eliminare o ridurre il grano a tavola, o si tratta di due meccanismi completamente indipendenti? 2. In generale, come ci si deve comportare di fronte al risultato di questo tipo di test per le intolleranze? È davvero necessario ed efficace eliminare per sempre l'alimento dalla propria dieta? Grazie.

5 risposte


Pollini di graminacee e farina sono differenti. Il polline è quello rilasciato nell'aria dai fiore o dalle infiorescenze delle graminacee. La farina è la costituente dei semi del grano e non crossreagisce con il polline. La presenza di IgG verso la farina indica semplicemente che il soggetto mangia alimenti contenenti farina . non ha nessun significato patologico. Le IgG verso antigeni alimentari indicano semplicemente che il soggetto consuma quegli alimenti. In rare sindromi come la emosiderosi polmonare idiopatica, sindrome di Heiner, è associata ad un particolare tipo di anticorpi IgG diretti contro le proteine del latte vaccino.

Prof. Luigi Nespoli

Prof. Luigi Nespoli

pediatra

San Martino Siccomario

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Gentile paziente, il test IgG per la farina non ha alcun valore. Non faccia dieta su quel referto sarebbe un errore. Il test non è scientificamente validato Dovrebbe fare il test molecolare IgE.


Non è assolutamente necessario eliminare o ridurre il grano a tavola sulla base di questi referti, poiché i valori indicano semplicemente che il tuo organismo consuma regolarmente questo alimento e ha una lievissima sensibilità respiratoria al polline. La comunità scientifica internazionale, comprese le principali società di allergologia, non raccomanda l'uso dei test IgG per la diagnosi di intolleranze alimentari, definendoli privi di validità clinica e fortemente fuorvianti. Se elimini drasticamente il grano pur tollerandolo bene, rischi di privarti di nutrienti essenziali . Se consumi regolarmente pasta, pane e prodotti da forno senza manifestare sintomi gastrointestinali immediati (gonfiore severo, crampi) o sistemici, non devi modificare le tue abitudini alimentari.


Gentile paziente, i test su IgG non sono assolutamente da prendere in considerazione giacchè non esiste alcuna evidenza scientifica che questi siano diagnostici di alcunchè. Tanto più di cosiddette intolleranze. Le uniche intolleranze scientificamente determinate, descritte e diagnosticabili sono La Celiachia e L'intolleranza al lattosio, e vengono indagate con tutt'altro tipo di test. Tanto più correlare il risultato di tali IgG e IgE ha alcun senso. Le diete di eliminazione sulla base di questi test non sono assolutamente consigliate. Ripetto alla questione della sensibilità respiratoria al polline, ugualmente non esiste alcuna indicazione ad eliminare il grano o le farine dall'alimentazione. Diffidi da chiunque le proponga questo tipo di test e pratiche "terapeutiche" ad esse correlate.


Buonasera. L’IgE debolmente positiva per il Lolium indica una possibile sensibilizzazione, ma questo non significa automaticamente avere problemi a mangiare il grano. Allergia ai pollini e reazioni agli alimenti sono infatti fenomeni che vanno valutati separatamente, sulla base soprattutto dei sintomi e della loro relazione con l’esposizione. Per quanto riguarda invece le IgG verso la farina di grano, questi test non sono considerati validi per diagnosticare un’allergia o un’intolleranza alimentare. La presenza di IgG verso un alimento è in genere una normale conseguenza del contatto con quell’alimento e non costituisce, da sola, un’indicazione a eliminarlo dalla dieta. Le principali società scientifiche di allergologia, tra cui EAACI e AAAAI, ne sconsigliano infatti l’utilizzo a questo scopo. Quindi non eliminerei il grano sulla pura base di questi valori. Se invece ha sintomi quando mangia determinati alimenti, è opportuno discuterne e valutare la storia clinica ed eventualmente gli accertamenti realmente indicati. In ogni caso, prima di intraprendere una dieta di eliminazione è consigliabile una valutazione specialistica: non è opportuno escludere dei cibi dalla dieta a priori sulla sola base dei valori in assenza di una valutazione clinica. Cordiali saluti

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