Gentili dottori, vorrei chiedere un vostro parere in relazione a dei pensieri suicidi che mi accompa
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Gentili dottori, vorrei chiedere un vostro parere in relazione a dei pensieri suicidi che mi accompagnano da diverso tempo e al tipo di percorso terapeutico da intraprendere. Ho 33 anni, sono un avvocato, e mi ritengo abbastanza soddisfatta del mio lavoro nonostante le difficoltà del momento storico. Negli ultimi anni sono stata in terapia con due terapeuti perché ho continui attacchi di ansia che spesso si accompagnano a pensieri suicidi. La prima esperienza é stata di tipo cognitivo-comportamentale ma si é risolta dopo poco tempo. Mi venivano assegnati dei compiti e consigliate delle strategie ma io sentivo di aver bisogno di qualcosa di diverso. Per questo motivo ho chiuso il percorso e mi sono rivolta a una terapeuta di orientamento diverso (psicodinamico) e per qualche mese mi sembrava che il percorso procedesse abbastanza bene. I problemi sono iniziati quando ho iniziato a parlarle dei pensieri suicidi e ho avuto la sensazione che cercasse di spostate sempre il discorso su altro. Vorrei specificare che questi pensieri si accompagnano a delle riflessioni di carattere esistenziale sul senso delle cose che facciamo (che spesso mi sfugge) e sul senso di vivere un'esistenza a scadenza che potrebbe chiudersi da un momento all'altro. Spesso mi chiedo a cosa serva sforzarsi di stare bene (vivere in sintonia con se stessi) pur sapendo che le cose che ci sono intorno svaniranno e noi con loro. Non credo che le radici di questi pensieri vadano cercate solo nei miei trascorsi di vita, molti si sono trovati a fare i conti con queste idee e soprattutto chi non ha appigli di tipo religioso (o di altro genere) fa fatica a gestire la quotidianità nonostante tutto. L'incapacità della mia terapeuta di comprendere questo mio stato d'animo mi ha portato a chiudere il percorso anche con lei. Ero preoccupata della possibilità di mettere in atto alcuni pensieri e lei mi diceva di stare tranquilla, come se avesse la certezza che i pensieri sarebbero rimasti tali solo perché li portavo in terapia. Solo che questa era l'unica forma di rassicurazione che mi offriva, la cosa non mi aiutava per niente e col passare del tempo questi pensieri sono diventati sempre più concreti. A questo punto mi chiedo se c'è un tipo di orientamento più specifico per questa tipologia di problematiche e se potete darmi qualche consiglio al riguardo. Mi scuso per essermi dilungata e grazie in anticipo a chi risponderà.
Buonasera comprendo il suo senso di sconforto e disorientamento nel ritrovarsi da soli con questi pensieri... Le consiglio però di rivolgersi ad una specialista psichiatra e al contempo psicoterapeuta per poter definire meglio la natura di questi pensieri e l'intenzionalità di metterli in atto; mi chiedo anche se sono pensieri che si accompagnano anche a umore basso o altri sintomi.
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