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Gentili dottori sono una donna di 42 anni in buona salute, non fumo, non bevo e non assumo farmaci per terapie croniche. Nel 2011 ho scoperto di avere un Herpes genitale. Purtroppo ci devo convivere. Ultimamente, diciamo da due anni, le recidive sono frequenti, con cadenza quasi mensile. Ho provato con cicli di aciclovir più o meno lunghi, con il risultato di recidive più frequenti ancora. Non essendoci purtroppo un vaccino, cosa potrei fare? Ci sono analisi specifiche che potrei fare per evidenziare una qualche forma di deficit immunitario? Oppure mi devo semplicemente rassegnare? Grazie se mi saprete consigliare.

2 risposte


Il suo caso è di frequente riscontro nella pratica clinica. Consiglio una valutazione approfondita delle sottopopolazioni linfocitarie e dei possibili elementi di induzione della flessione immunologica ( cosiddetti trigger ) . In genere la situazione da lei descritta trova una sua soddisfacente soluzione.

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Da quanto descrive non sembra tanto un problema di “deficit immunitario” quanto di andamento particolarmente recidivante dell’herpes genitale, che purtroppo in alcune persone si comporta proprio così anche in perfetta salute generale. In questi casi, più che fare esami infiniti (che hanno senso solo se dalla visita emergono altri segni di sospetto per immunodeficienza), si valuta con il dermatologo/venereologo o l’infettivologo se impostare una strategia diversa: capire bene se si tratta di HSV tipo 1 o 2, confermare la diagnosi con tampone PCR in fase attiva se non è mai stato fatto, individuare eventuali fattori scatenanti (stress, ciclo, altre infezioni, ecc.) e prendere in considerazione una terapia antivirale “soppressiva” continuativa per un periodo, da cucire su misura. Le consiglierei quindi una visita specialistica di persona per rivedere la storia clinica, gli esami già fatti e programmare il miglior percorso per ridurre al minimo queste recidive.

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