Gentili dottori, Il mio angiologo, dopo diagnosi di lipedema 1 stadio grado 1, mi ha consigliato ci
Gentili dottori, Il mio angiologo, dopo diagnosi di lipedema 1 stadio grado 1, mi ha consigliato ciclo di carbossiterapia. Sono quasi a fine ciclo ma ho notato che mi si sono riempite le gambe di capillari che prima non avevo. Sia il dottore che mi effettua il trattamento che L’angiologo sono abbastanza sorpresi in quanto entrambi mi hanno detto che la carbossi aiutava anche con vene e capillari. Eppure, ora ho le gambe piene di. Ragnatele di capillari che prima non avevo. Posso fare scleroterapia una volta finita carbossi? Per fortuna mancano solo due sedute. Esiste qualcosa di migliore della scleroterapia? Grazie dei vostri consigli, sono molto arrabbiata poiché ho speso molti soldi per questa carbossiterapia e mi ritrovo le gambe rovinate
3 risposte
Buongiorno, dopo tanti tanti anni di attività, con tutte le tecniche che nel tempo si sono succedute, mi sento di dire che la sclerosi (microscleroterapy) è ancora la metodica migliore per trattare i capillari esteticamente molesti. Non capisco francamente cosa sia successo, ma dopo un periodo di "riposo" credo sarà necessario fare altri trattamenti. Ne parli con il suo Angiologo, per decidere come e quando procedere. Saluti
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Gentile Utente, comprendo il suo disappunto. Va però detto che non è possibile stabilire con certezza, a distanza, se la comparsa dei capillari sia stata causata direttamente dalla carbossiterapia o se rappresenti l'evoluzione di una predisposizione già presente. In linea generale, la carbossiterapia non viene utilizzata principalmente per eliminare teleangectasie e capillari superficiali; il suo impiego nel lipedema è rivolto soprattutto al miglioramento del microcircolo e della sintomatologia. Può quindi accadere che il risultato estetico non corrisponda alle aspettative. Se i nuovi vasi che descrive sono effettivamente teleangectasie, la scleroterapia rimane ancora oggi uno dei trattamenti più efficaci. In alcuni casi possono essere utilizzati anche laser vascolari, ma la scelta dipende dal tipo, dal calibro e dalla distribuzione dei capillari. Prima di programmare qualsiasi trattamento, consiglio comunque una rivalutazione clinica ed ecografica per verificare che non vi siano alterazioni del circolo venoso sottostante che possano favorire la comparsa di nuovi capillari. Per qualsiasi dubbio o per approfondire il suo caso specifico, può contattarmi per una visita online. Dr. Pietro Bertini
Buongiorno, comprendo il suo disappunto. La comparsa di nuovi capillari dopo un ciclo di carbossiterapia non rappresenta un effetto atteso, ma può verificarsi, anche se non è tra le complicanze più comuni. È difficile stabilire se vi sia un rapporto diretto di causa-effetto oppure se la comparsa delle teleangectasie sia legata a una predisposizione individuale o all'evoluzione di un'insufficienza venosa sottostante. Prima di programmare un trattamento estetico dei capillari, le consiglierei di effettuare un ecocolordoppler venoso degli arti inferiori (se non già eseguito recentemente), per escludere la presenza di reflussi venosi che potrebbero favorire la comparsa di nuove teleangectasie. Trattare i capillari senza correggere un'eventuale insufficienza venosa può infatti ridurre l'efficacia del trattamento nel tempo. Se il quadro venoso è nella norma, la scleroterapia rappresenta ancora oggi il trattamento di prima scelta per la maggior parte delle teleangectasie degli arti inferiori, con ottimi risultati quando eseguita da operatori esperti. In alcuni casi selezionati, soprattutto per capillari molto sottili o di particolari caratteristiche, è possibile ricorrere anche al laser vascolare, ma non esiste una tecnica universalmente superiore: la scelta dipende dal tipo, dal calibro e dalla distribuzione dei vasi. Per quanto riguarda il lipedema, infine, è importante ricordare che la carbossiterapia non rappresenta un trattamento risolutivo e le evidenze scientifiche sulla sua efficacia sono ancora limitate. Il trattamento del lipedema si basa principalmente su esercizio fisico regolare, controllo del peso, terapia compressiva quando indicata e, nei casi selezionati, chirurgia dedicata. Spero di esserle stata d'aiuto, cordiali saluti. dottssa Elena Butera, internista e angiologa
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

