Gentile Dottore, sono una ragazza di 20 anni e da circa due anni vivo con una forte paura delle alle

Gentile Dottore, sono una ragazza di 20 anni e da circa due anni vivo con una forte paura delle allergie crociate che mi sta portando a evitare quasi tutta la frutta e la verdura (mangio solo pochissime verdure cotte). Ho eseguito un esame del sangue (Allergy EUROLINE Inalanti) che ha mostrato valori molto bassi, tutti in Classe 1 (sensibilizzazione debole): nello specifico Dermatophagoides pteronyssinus e farinae a 0.35 kU/l, Lolium a 0.43 kU/l e Ambrosia elatior a 0.43 kU/l. Fino a due anni fa mangiavo sempre tutto senza alcun problema. Il mio sintomo stagionale principale (specie a settembre e in autunno) è solo la sensazione di orecchie tappate, senza asma o molti starnuti. A tavola, però, l'ansia mi fa sentire un forte blocco in gola, giramenti di testa e fame d'aria. Vorrei chiederle: con questi valori così bassi in Classe 1 corro davvero il rischio di avere reazioni allergiche gravi o improvvise come uno shock anafilattico? Posso stare tranquilla a tavola? Vi ringrazio e scusatemi

2 risposte


salve, si può far prescrivere i molecolari dal MMG ( prestazioni che rientrano nei LEA) che potrà interpretare ( i MMG hanno un' ottima preparazione per l' allergologia molecolare) oppure rivolgersi ad un allergologo immunologo clinico per un percorso mirato.

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Buon pomeriggio, le cosiddette allergie crociate esistono realmente, ma si manifestano soprattutto in persone sensibilizzate ai pollini che sviluppano una sintomatologia dopo specifci alimenti, il sintono più comune è il prurito immediato alla bocca, al palato o alla gola e eventuale gonfiore della mucosa orale e delle labbra. Nella maggior parte dei casi le reazioni sono lievi e limitate al cavo orale; le reazioni gravi sono possibili ma rappresentano situazioni molto meno comuni e non possono essere dedotte semplicemente da un valore basso di IgE per inalanti.Un dato molto più importante è invece l’assenza di sintomatologia in relazione all’assunzione di uno specifico alimento. Le consiglierei di parlarne con un allergologo, che potrà valutare la sua storia clinica nel dettaglio ed eventualmente eseguire test più specifici se vi fossero reali sospetti di allergia alimentare. Molto spesso, in situazioni come la sua, una corretta valutazione specialistica aiuta a recuperare gradualmente un'alimentazione più varia e serena.

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