Gentile dottore, Ho effettuato curva glicemica e insuline mica che hanno riportato i seguenti esit
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Gentile dottore,
Ho effettuato curva glicemica e insuline mica che hanno riportato i seguenti esiti:
Glicemica: glicemia basale 92, dopo 30’ 128, dopo 60’ 91,dopo 90’ 70 e dopo 120min 97
Insulinemica: basale 6,2, dopo 30 min 56,9, dopo 60 min 47,3, dopo 90 min. 26,8 e dopo 120 min 43,2. La mia ginecologa che ha prescritto le curve vorrebbe che assumessi metformina due volte al dì, ma io sono un po’ perplessa. Ho già fatto visita nutrizionale per elaborazione piano alimentare adeguato. Lei cosa mi consiglia?
Ho effettuato curva glicemica e insuline mica che hanno riportato i seguenti esiti:
Glicemica: glicemia basale 92, dopo 30’ 128, dopo 60’ 91,dopo 90’ 70 e dopo 120min 97
Insulinemica: basale 6,2, dopo 30 min 56,9, dopo 60 min 47,3, dopo 90 min. 26,8 e dopo 120 min 43,2. La mia ginecologa che ha prescritto le curve vorrebbe che assumessi metformina due volte al dì, ma io sono un po’ perplessa. Ho già fatto visita nutrizionale per elaborazione piano alimentare adeguato. Lei cosa mi consiglia?
Gentile Paziente,
i risultati della curva glicemica e insulinemica mostrano valori glicemici nella norma in tutte le fasi del test (con un picco fisiologico a 30 minuti e un ritorno ai valori basali entro 120 minuti). L’insulinemia basale è anch’essa nei limiti normali, ma si osserva una risposta insulinica significativa al carico di glucosio, con un picco a 30 minuti (56.9 μU/mL) e un secondo incremento a 120 minuti (43.2 μU/mL). Questo profilo potrebbe suggerire una lieve resistenza insulinica, con un’iperproduzione compensatoria di insulina per mantenere un controllo glicemico adeguato.
La metformina è un farmaco utilizzato per migliorare la sensibilità insulinica e ridurre la produzione epatica di glucosio, spesso prescritto in casi di insulino-resistenza o prediabete, anche in assenza di diabete conclamato. Tuttavia, la decisione di iniziare una terapia deve sempre essere personalizzata, valutando parametri aggiuntivi come il BMI, la presenza di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’eventuale familiarità diabetica o altre comorbidità metaboliche.
Il piano alimentare strutturato dal nutrizionista è un pilastro fondamentale nella gestione di queste condizioni. Se non sono presenti sintomi specifici (es. acanthosis nigricans, alterazioni del ciclo mestruale) o ulteriori indicatori di rischio, potrebbe essere ragionevole monitorare nel tempo l’andamento glico-metabolico con esami mirati (es. emoglobina glicata, HOMA-IR) prima di avviare una terapia farmacologica.
Per una valutazione completa, le consiglio di prenotare una visita endocrinologica, dove sarà possibile integrare i dati clinici, discutere le sue perplessità e definire una strategia condivisa, eventualmente confermando o rimodulando l’approccio proposto.
Cordiali saluti,
Dott. Andrea Scuto
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo
MISTERBIANCO - CATANIA - VIAGRANDE - MILANO - ONLINE
FB: scutoendocrinologia
IG: scuto_endocrinologia
i risultati della curva glicemica e insulinemica mostrano valori glicemici nella norma in tutte le fasi del test (con un picco fisiologico a 30 minuti e un ritorno ai valori basali entro 120 minuti). L’insulinemia basale è anch’essa nei limiti normali, ma si osserva una risposta insulinica significativa al carico di glucosio, con un picco a 30 minuti (56.9 μU/mL) e un secondo incremento a 120 minuti (43.2 μU/mL). Questo profilo potrebbe suggerire una lieve resistenza insulinica, con un’iperproduzione compensatoria di insulina per mantenere un controllo glicemico adeguato.
La metformina è un farmaco utilizzato per migliorare la sensibilità insulinica e ridurre la produzione epatica di glucosio, spesso prescritto in casi di insulino-resistenza o prediabete, anche in assenza di diabete conclamato. Tuttavia, la decisione di iniziare una terapia deve sempre essere personalizzata, valutando parametri aggiuntivi come il BMI, la presenza di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’eventuale familiarità diabetica o altre comorbidità metaboliche.
Il piano alimentare strutturato dal nutrizionista è un pilastro fondamentale nella gestione di queste condizioni. Se non sono presenti sintomi specifici (es. acanthosis nigricans, alterazioni del ciclo mestruale) o ulteriori indicatori di rischio, potrebbe essere ragionevole monitorare nel tempo l’andamento glico-metabolico con esami mirati (es. emoglobina glicata, HOMA-IR) prima di avviare una terapia farmacologica.
Per una valutazione completa, le consiglio di prenotare una visita endocrinologica, dove sarà possibile integrare i dati clinici, discutere le sue perplessità e definire una strategia condivisa, eventualmente confermando o rimodulando l’approccio proposto.
Cordiali saluti,
Dott. Andrea Scuto
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo
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