Gent.le Dott. sono un cardiopatico ischemico on piu' stend assumo vari farmaci tra cui Lixiana,Plavi
Gent.le Dott. sono un cardiopatico ischemico on piu' stend assumo vari farmaci tra cui Lixiana,Plavix;Bisoprololo, Ranexa,crestor,Xatral e Pantorc, MA TRE MESI FA' ho avuto una forte FARINGITE ACUTA partita dall'orecchio fino alla gola con forte tosse che mi strozzava letteralmente trattato con antibiotici lo stomaco si lamentava con iappetenza,bruciore disfalgia. Sottoposto A GASTRO che evidnzia piccola ernia iatale da scivolamento,minute flebectasie esofagee, gastropatia cronica iperemica. E ANCORA A TUTT'OGGI lamento bruciore alla gola e secca spece al risveglio. Dunque cosa MIE' SUCCESSO ? COSA POSSO FARE ? COSA MI CONSIGLIA DI PRENDERE ? Spero in eventuale risposta e ringrazio anticipatamente, distinti saluti
2 risposte
In prima istanza si può ipotizzare che abbia un reflusso gastro-esofageo che occorre curare in modo più efficace. Purtroppo consigli terapeutici specifici QUI non gliene posso dare perché le regole del sito lo vietano rigorosamente. Se vuole mi cerchi altrove ( vedi mio profilo)
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Buongiorno. Da quanto descrive, è possibile che dopo l'episodio di faringite e tosse sia rimasta una irritazione faringo-laringea, alla quale potrebbe contribuire anche il reflusso gastroesofageo favorito dalla piccola ernia iatale. Bruciore e secchezza della gola al risveglio possono essere compatibili con questa situazione, ma è importante sottolineare che non tutti i disturbi della gola sono necessariamente causati dal reflusso. La gastroscopia che ha effettuato è nel complesso rassicurante, ma nel suo caso eviterei di aggiungere o modificare autonomamente farmaci: assume già Pantorc (pantoprazolo) e soprattutto una terapia cardiologica complessa comprendente Lixiana e Plavix. Sarebbe opportuno verificare con gastroenterologo o medico curante dose, orario e corretta modalità di assunzione del pantoprazolo; gli inibitori di pompa protonica, quando prescritti per il reflusso, sono generalmente più efficaci se assunti 30–60 minuti prima del pasto. Considerato che il bruciore alla gola persiste da circa tre mesi, effettuerei anche una visita otorinolaringoiatrica con fibrolaringoscopia, soprattutto per verificare che dopo la precedente faringite non persista un problema locale. C'è inoltre un elemento che approfondirei: lei riferisce disfagia, cioè difficoltà nella deglutizione. Se è ancora presente, soprattutto se avverte che il cibo si arresta o la difficoltà sta aumentando, ne parlerei nuovamente con il gastroenterologo. La disfagia persistente è infatti un sintomo che richiede un inquadramento specifico. Se, nonostante una terapia correttamente impostata, i disturbi continuassero, il passo successivo non dovrebbe essere semplicemente aggiungere altri farmaci: può essere indicata una pH-impedenziometria delle 24 ore, eventualmente associata alla manometria esofagea, per stabilire se esista realmente un reflusso acido o non acido correlato ai sintomi della gola. Nel frattempo può aiutare evitare pasti abbondanti e tardivi, non coricarsi nelle 2–3 ore successive alla cena e limitare gli alimenti che nota peggiorare chiaramente i sintomi. Quindi non mi sembra opportuno allarmarsi per i reperti della gastroscopia, ma, vista la persistenza dei disturbi e la sua terapia cardiologica, farei ORL + rivalutazione gastroenterologica piuttosto che modificare autonomamente i farmaci.
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