emoglobina glicata

gentile dott.ssa di recente ho effettuato diverse analisi per poter effettuare il mio terzo tentativo di pma (soffro di endometriosi) ho 34 anni, normopeso, tra i valori che ho dai referti quelli sballati sono -emoglobina glicata 7.5 (glicemia 96) -candida intestinale ormai da un po di anni ( esame feci) -vitamina d leggermente insufficiente (prendo d base) - mutazione in omozigosi del mthfr c77 - omocisteina 13 tutti gli altri valori sono nella norma compresi quelli della tiroide e ormonali e' opportuno in vista di questo tentativo di fecondazione consultarmi con un diabetologo? soffro di nausea e gonfiore post pasto e mi accorgo di accusare malessere quando assumo zuccheri soprattutto al mattino. grazie sono della provincia di teramo

5 risposte


Assolutamente si, se il valore della emoglobina glicata è confermato significa a digiuno la glicemia è regolare (come riporta) mentre pare aumentare oltre la norma dopo i pasti e nell'ottica del discorso di PMA è doveroso consultare lo specialista!

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Gentile signora considerando i valori dell'emoglobina glicosilata consiglio di effettuare curva da carico orale di glucosio ( con 75 g di glucosio) con prelievo per glicemia ai tempi zero e 120 minuti. Una volta effettuato il test possiamo vederci per una visita. Cordiali saluti


Gentile Sig.ra, l'emoglobina glicata è oltre i limiti di normalità e richiede un approfondimento. Considerando i valori normali di glicemia a digiuno, il valore alterato di emoglobina glicata potrebbe essere conseguente a iperglicemia post-prandiale (valori elevati di glicemia dopo i pasti). Un esame molto utile in questi casi, per chiarire la diagnosi, è l'OGTT, ossia la curva glicemica da carico in cui si valuta la glicemia dopo l'assunzione di 75 g di glucosio. Ad ogni modo, per l'alterazione della glicata e per i sintomi che riferisce anche in previsione della prossima pma, una visita diabetologica diventa necessaria. Un caro saluto, Vanessa Matta


Un medico che si occupa correttamente di fecondazione assistita è in grado diconsigliarla. In questi casi, in genere, si ricorre a farmaci anti iperinsulinemici.


GENTILISSIMA DIREI CHE CONSULTARE UN DIABETOLOGO INTERNISTA SIA CORRETTO BERNOCCHI

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