Dopo un episodio di vertigini molto forti.mi e stata fatta al ps, una tac con esito negativo ,da que

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Dopo un episodio di vertigini molto forti.mi e stata fatta al ps, una tac con esito negativo ,da quel momento che sono passati due anni,dopo visite neurologiche ,prendo antidepressivi ,amisulpride al mattino da cinquanta mezza pasticca ,e alla sera zarelis da 35 credo il piu basso. Prendo anche al mattino una compressa di candesartan x la pressione .e come provo a sospendere un psicofarmaco vado in depressione, vorrei smettere ma mi e impossibile ,premetto che anche in vecchia data ho sofferto di episodi depressivi ,ma dopo una piccola cura, mi ristabilivo e stavo bene x molto tempo.ora invece e diverso non riesco a smettere ho 69 anni,tra i vari pensieri che mi frullano ,mi viene da attribuire alla compressa della pressione candesartan la colpa di questo malessere.soffro anche di episodi di aura visiva molto di rado una volta piu o meno ogni sei mesi poi magari due volte consecutive..
Dott.ssa Micaela Bozzetti
Psichiatra, Psicoterapeuta
Terni
E' difficile rispondere al suo quesito perché il quesito non è chiaro.
Da una parte, da un punto di vista strettamente medico, mi sento di dirle che i disturbi dell'umore sono spesso ad andamento cronico e recidivante, pertanto in alcune situazioni è difficile sospendere la terapia senza attendersi ricadute di episodi depressivi.
D'altro canto, la situazione che descrive in questa domanda andrebbe approfondita, valutando le caratteristiche dei sintomi che esperisce, studiando il loro andamento nel tempo e conoscendo anche alcune caratteristiche del suo carattere, della sua personalità ... e della sua vita (situazione personale, sociale, lavorativa, affettiva).
Il nostro umore, infatti, per quanto possa essere strettamente influenzato da aspetti biologici che determinano l'insorgenza dei disturbi dell'umore, è anche condizionato da moltissimi fattori ambientali e dal nostro modo di reagire alle cose della vita.
Le consiglio di affidarsi ad una persona che ritiene affidabile, con la quale con fiducia e pazienza ricostrure in modo utile la sua "storia di malattia" e valutare il da farsi.
Se anche il da farsi fosse proseguire un trattamento farmacologico, in sé e per sé non è necessariamente un problema, se risolve i suoi sintomi.

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