Dopo aver fatto l' eparina con guanti ad un paziente con epatite C trattata con interferone e che ri

Dopo aver fatto l' eparina con guanti ad un paziente con epatite C trattata con interferone e che risulta nn quantificabile e nn dosabile, invece di mettere bene il cappuccio sull' ago mi sono punta , premetto che l' aghetto nell' uscire era stato strofinato sul cotone con citrosil, dopo aver continuato a sciogliere un po' l' eparina sull' addome , volevo rimettere il tappo sull' ago e mi sono punta , dal mio dito, anche se ho premuto tanto, nn è uscito sangue e sull' ago nn ne ho visto, infatti il cotone era pulitissimo. Ora sono terrorizzata . Grazie

1 risposta


Buonasera, capisco lo spavento: una puntura accidentale con un ago è sempre un evento che genera molta ansia, soprattutto quando il paziente è noto per epatite C. Tuttavia, nella situazione che descrive il rischio di trasmissione appare molto basso. Il paziente risulta con infezione da HCV non rilevabile/non quantificabile, cioè con carica virale assente o estremamente bassa, condizione che riduce in modo significativo la possibilità di trasmissione. Inoltre, l’assenza di sangue visibile sull’ago e la mancata fuoriuscita di sangue dal dito sono elementi ulteriormente rassicuranti. Detto questo, in ambito sanitario ogni esposizione percutanea deve essere gestita secondo le procedure previste, indipendentemente dal rischio percepito. È quindi corretto: • segnalare l’evento secondo il protocollo della struttura; • eseguire i controlli sierologici di base (ad esempio HCV, HBV e HIV); • programmare il follow-up secondo le indicazioni del medico competente o del servizio di medicina del lavoro; Nella grande maggioranza dei casi simili non si verifica alcuna trasmissione, ma il monitoraggio serve a garantire sicurezza e tracciabilità.

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