Dopo 5 Coliche biliari auto limitanti in 7 mesi, dopo eco addome, è emerso un tappeto si fango bilia

Dopo 5 Coliche biliari auto limitanti in 7 mesi, dopo eco addome, è emerso un tappeto si fango biliare di 13 mm e una formazione di 0,98 cm pseudoadenomatoso/polipoide. Sono in terapia con UDCA da due settimane. La prima visita chirurgica riporta indicazione all’intervento di colecistectomia a 180 gg. Che tipo di possibilità ci sono di evitare la rimozione della cistifellea ? Che tipo di attenzioni devo avere al di Là di alimentazione povera di grassi /alcol/zuccheri in piccole quantità ? Attività fisica si può continuare a praticare in attesa di intervento o può scatenare nuove coliche?

1 risposta


Buongiorno. Nel suo caso distinguerei due problemi: il fango biliare sintomatico, che le ha già provocato cinque coliche in sette mesi, e la formazione polipoide di circa 9,8 mm. Il primo elemento è già importante: dopo cinque episodi di colica non siamo più di fronte a un reperto ecografico occasionale, ma a una patologia biliare sintomatica e recidivante. In questa situazione la colecistectomia laparoscopica rappresenta generalmente il trattamento definitivo. L'acido ursodesossicolico (UDCA) può modificare la composizione della bile e in alcuni casi ridurre il fango biliare, ma non garantisce né la scomparsa definitiva del problema né la prevenzione di nuove coliche o delle possibili complicanze. Per questo, dopo episodi ripetuti come i suoi, non lo considererei un'alternativa equivalente all'intervento. C'è inoltre una formazione descritta come pseudoadenomatosa/polipoide di 9,8 mm. È praticamente alla soglia di 10 mm e merita una valutazione accurata delle immagini ecografiche. Non significa affatto che si tratti di una formazione maligna: molti reperti polipoidi della colecisti sono benigni. Tuttavia, dimensioni prossime al centimetro rappresentano un ulteriore elemento che il chirurgo deve considerare nella decisione. Pertanto, se le cinque coliche presentavano effettivamente le caratteristiche tipiche del dolore biliare, personalmente vedrei poche ragioni per cercare a tutti i costi di conservare la colecisti. L'intervento programmato in elezione permette inoltre di affrontare il problema in condizioni generalmente migliori rispetto a dover intervenire durante una colecistite o un'altra complicanza. Nell'attesa non è necessario seguire una dieta estremamente restrittiva: è più utile evitare gli alimenti che ha già identificato come scatenanti, soprattutto pasti molto abbondanti o particolarmente ricchi di grassi. Meglio pasti regolari e non eccessivi. L'attività fisica può generalmente essere continuata. Correre, camminare, andare in palestra o praticare sport non determina normalmente la migrazione del fango biliare e non è considerato un fattore scatenante tipico delle coliche. Se nota però che un determinato tipo di esercizio provoca sistematicamente dolore, naturalmente lo sospenda e ne parli con il chirurgo. Infine, durante l'attesa non aspetterei il controllo programmato in presenza di dolore intenso che dura diverse ore, febbre, brividi, vomito persistente, colorazione gialla della cute o degli occhi oppure urine molto scure: in questi casi bisogna escludere una colecistite, una migrazione nella via biliare o una pancreatite e occorre una valutazione urgente. In sintesi, l'UDCA può essere ragionevole nell'attesa, ma con cinque coliche in sette mesi e una formazione polipoide prossima a 1 cm, la proposta di colecistectomia che ha ricevuto appare coerente con il quadro clinico.

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