Da circa un anno sono seguito da un'altra specialista che, però, ritiene che la mia condizione non s

Da circa un anno sono seguito da un'altra specialista che, però, ritiene che la mia condizione non sia patologica. In più, sono emerse alcune divergenze sulla terapia, dato che convivo con una sintomatologia che non trovo trattata adeguatamente. Elenco brevemente i miei principali sintomi: Forte ansia sociale: vivo con un'angoscia paralizzante la maggior parte delle situazioni sociali (ad esempio durante le pause a lezione), a cui segue un forte evitamento. Dismorfismo corporeo: ho un'ossessione per il mio aspetto (in particolare per il viso e la mandibola), con conseguente vergogna e desiderio di chirurgia come unica soluzione, che si protrae da diversi mesi. Stanchezza cronica: ho bisogno di dormire circa 10 ore a notte ma mi sveglio sempre esausto, con pesantezza e fotofobia. Crisi acute di panico: in alcuni contesti ho una reazione fisica automatica con tachicardia, sudorazione e una sensazione di irrealtà. Sintomi fisici associati: soffro anche di ginecomastia e, recentemente, di acne. In passato ho assunto duloxetina 60 mg, pregabalin 150 mg, olanzapina e valproato (rifiutato per la paura della perdita di capelli). Attualmente prendo ancora duloxetina e pregabalin (Lyrica) ma non trovo giovamento. La terapia attuale mi lascia in uno stato di pesantezza, senza alcun miglioramento sull'ansia e sulla vergogna. Per gestire le crisi più forti assumo Tavor come ansiolitico di emergenza. Il mio dubbio è se possa soffrire di una depressione resistente ai trattamenti, magari associata a un disturbo d'ansia sociale, o se un'eventuale base fisica (es. ormonale) possa aggravare il quadro psichiatrico. Mi chiedo quali sono i principali piani terapeutici associati a questa sintomatologia. Vi ringrazio per l'attenzione.

2 risposte


Avete già discusso di un'integrazione con la psicoterapia cognitivo-comportamentale (almeno sulla gestione dei sintomi d'ansia sociale)? Consiglierei inoltre un controllo ematochimico, se non già effettuato. Senza una storia clinica completa è impossibile fornire prospettive di trattamento, ma solo indicazioni "di minima" (come sopra) sulla base della sintomatologia descritta.

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Buongiorno. La situazione che descrive è indubbiamente complessa, ma sembrerebbe rientrare nel perimetro delle condizioni di ansia nelle sue varie espressioni. Dalla intensità che emerge dalla sua descrizione è necessario associare una farmacoterapia mirata a una psicoterapia strutturata. È importante fare una distinzione, ad esempio, tra fobia sociale e disturbo evitante di personalità: la distinzione non è sempre chiarissima dal punto di vista fenomenologico, ma il secondo spesso presenta una resistenza maggiore al cambiamento e richiede tempi più lunghi. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, i farmaci solitamente più indicati sono gli SSRI o gli SNRI. L'inefficacia di un singolo farmaco di questa categoria, come nel suo caso la Duloxetina, non esclude affatto che un altro molecola della stessa classe possa rivelarsi efficace. L'uso pregresso di farmaci diversi tra loro come benzodiazepine, valproato o olanzapina lascia intendere che probabilmente lo psichiatra avrà notato sintomi o sfumature del quadro clinico che non sempre un paziente può descrivere esaustivamente in una domanda pubblica. È necessario dunque essere costanti sia nella farmacoterapia che nella psicoterapia, poiché solo la sinergia tra i due approcci può portare a una prognosi favorevole. Non si scoraggi per i precedenti fallimenti terapeutici, ma affronti il percorso con continuità.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.