Come capire l’origine dell’acne così da poterla curare sul serio? Salve, anni fa mi dissero di aver
Come capire l’origine dell’acne così da poterla curare sul serio? Salve, anni fa mi dissero di avere cisti alle ovaie e feci la curva per IR. Risultò che avevo insulino resistenza e così ho iniziato ad assumere mio inositolo. Nel frattempo non avevo ciclo irregolare o classici sintomi da pcos e le analisi ormonali erano normali. Intanto volevoigliorare la mia pelle perché avevo qualche puntino di comedone chiuso e temevo che la mia diagnosi avrebbe potuto peggiorarla se non me ne fossi presa cura. La mia pelle fu trattata come grassa( e non lo era), creme su creme per un anno che non facevano che arrossarmi e irritarmi, la pelle si è stressata all’estremo fino a darmi aisoskin nonostante non ne avessi bisogno. Dopo un anno è tornata acne molto più forte e allora ho pensato che la causa fosse ormonale e sono andata dal ginecologo. Questi mi ha detto che non avevo più cisti alle ovaie ma che potevo provare la pillola per l acne perché forse ero sensibile agli androgeni. Mi chiedo però come sia possibile che l’acne sia apparsa solo dopo l’aisoskin dato che prima di essa erano solo imperfezioni. Ad ogni modo prendo la pillola e sul mio viso esplode un’acne orribile, cistica e dolorosa su entrambe le guance che mi sta anche riempiendo di cicatrici. Dopo 7 mesi interrompo la pillola e una nuova dermatologa mi prescrive tetralysal. Ad oggi , dopo più di due mesi di tetralysal, sono chiaramente ancora piena di macchie e rossori ma le esplosioni sono diminuite e le cisti meno dolorose. Tuttavia so che questo è un effetto temporaneo dell’antibiotico e non so cosa fare dopo di esso ( a breve finisco) dato che la dermatologa mi ha detto che mi rivedrà dopo l’estate . Ho fatto le analisi ormonali al primo ciclo dopo la pillola sotto consiglio del ginecologo e gli ormoni sono normali ma qualcuno mi dice che forse era presto per misurarli e che i risultati rischiano di essere falsati. Intanto il ginecologo mi conferma di non avere più i follicoli alle ovaie o comunque molto ridotti. La dermatologa ha accennato anche allo spironolattone per forse sensibilità agli androgeni, ma io sono un po scoraggiata da tutti questi esperimenti fatti e che ad oggi mi hanno creato in acne davvero grave che prima non avevo. Capisco che ci vorrebbe una visita, ma la mia storia a cosa vi fa pensare? Può essere ancora acne ormonale se le ovaie stanno bene e le analisi sembrano essere normali? Resta l’IR seppur lieve. Dovrei vedere un endocrinologo? Vorrei andarci ma con analisi normali e senza più sapere se ho pcos non saprei neanche cosa dirgli. Vi prego di darmi un chiarimento, non so più che fare e sto vivendo con l’ansia per quello che è esploso sul mio viso e che ho paura scoppierà ancora dopo il tetralysal .
1 risposta
Gentile Signora, capisco il suo scoraggiamento. L'acne dell'adulto può essere una condizione complessa e, purtroppo, non sempre è possibile individuare un'unica causa. Nel suo caso alcuni elementi meritano attenzione: Analisi ormonali normali e ovaie senza aspetti tipici di PCOS non escludono un'acne ormonale. Alcune donne presentano una maggiore sensibilità dei recettori cutanei agli androgeni, pur avendo valori ormonali nella norma. Una lieve insulino-resistenza può contribuire all'acne, anche in assenza di una sindrome dell'ovaio policistico conclamata. L'isotretinoina (Aisoskin) non provoca di per sé un'acne più grave; tuttavia, in alcuni pazienti può verificarsi una recidiva dopo la sospensione, soprattutto se il meccanismo di base (ormonale o genetico) persiste. Anche la pillola anticoncezionale non ha lo stesso effetto in tutte le donne: alcune formulazioni migliorano l'acne, altre possono addirittura peggiorarla. Il miglioramento con Tetralysal indica che la componente infiammatoria è importante, ma è vero che l'antibiotico non rappresenta una soluzione definitiva e, terminata la terapia, è necessario programmare una strategia di mantenimento. Ritengo utile un inquadramento endocrinologico, non tanto perché le analisi siano necessariamente alterate, ma per rivalutare nel complesso la situazione: storia clinica, eventuale insulino-resistenza, assetto metabolico e l'eventuale presenza di un'ipersensibilità agli androgeni. Se il sospetto persiste, alcuni esami ormonali possono essere ripetuti dopo almeno 2-3 mesi dalla sospensione della pillola, quando l'effetto del contraccettivo è completamente esaurito. Per quanto riguarda lo spironolattone, nelle donne con acne persistente dell'adulto può rappresentare un'opzione valida, anche in presenza di esami ormonali normali, ma deve essere valutato e monitorato da uno specialista. Il consiglio è quindi di proseguire il percorso con la dermatologa e affiancare una valutazione endocrinologica, evitando continui cambi di terapia senza una strategia condivisa. Oggi l'acne femminile si affronta spesso con un approccio integrato tra dermatologo, ginecologo ed endocrinologo.
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