circa un anno fa mi sono rotta il malleolo peronale destro. Ho fatto tutte le radiografie. Da poco h
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circa un anno fa mi sono rotta il malleolo peronale destro. Ho fatto tutte le radiografie. Da poco ho fatto la risonanza magnetica. L'esito: danno ai legamenti laterali della caviglia con stiramenti e una lesione di secondo grado. C'è anche un po' di edema nei tessuti molli. C'è rischio che la caviglia o legamenti si rompono, cosa posso fare? Grazie
Salve, una lesione di secondo grado legamentosa ha un trattamento che è solitamente conservativo ma senza le giuste terapie tende a rendere la caviglia instabile e quindi esporre la parte ossea a sviluppare una variabile quota di edema (in base al carico che viene fornito alla caviglia durante le sue attività). Se non pratica sport o attività fisica in generale non c'è il rischio di rottura dei legamenti stessi, escludendo traumatismi che includano la zona della caviglia. Quello che può fare è sicuramente recarsi da un bravo fisioterapista che saprà indicarle il percorso terapeutico, fatto di terapia strumentale mirata e tanto esercizio terapeutico, più aderente alle sue necessità.
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Buongiorno, con una lesione di II grado i legamenti non sono completamente rotti, ma parzialmente lesionati. Questo significa che la stabilità è ridotta, ma non è "sul punto di rompersi" spontaneamente, Il rischio aumenta in caso di nuove distorsioni o traumi sulla stessa caviglia.
Sicuramente un percorso fisioterapico mirato, fatto di esercizi di rinforzo, migliorare la propriocezione e la stabilità della caviglia è fondamentale.
Può essere utile nel mentre l'utilizzo di tutori o bendaggi in situazioni a rischio (sport, camminate su terreni sconnessi).
Se la caviglia continua a cedere spesso o se c’è dolore persistente o peggioramento, un ortopedico potrebbe valutare soluzioni aggiuntive (infiltrazioni, o raramente un intervento chirurgico di ricostruzione legamentosa).
Sicuramente un percorso fisioterapico mirato, fatto di esercizi di rinforzo, migliorare la propriocezione e la stabilità della caviglia è fondamentale.
Può essere utile nel mentre l'utilizzo di tutori o bendaggi in situazioni a rischio (sport, camminate su terreni sconnessi).
Se la caviglia continua a cedere spesso o se c’è dolore persistente o peggioramento, un ortopedico potrebbe valutare soluzioni aggiuntive (infiltrazioni, o raramente un intervento chirurgico di ricostruzione legamentosa).
Buongiorno, visto che è passato un anno in questi casi è molto importante la clinica, ovvero se il piede/gamba le fa male, in che modo cammina. La rassicuro che i legamenti non si rompono se non a causa di un trauma. Le consiglio di effettuare esercizi di riabilitazione guidati da un Fisioterapista. Le auguro una buona guarigione
Salve, sicuramente rinforzo della muscolatura di gamba e piede e allenamento di propriocezione possono vicariare la lassità legamentosa
Buongiorno
Avrei necessita di avere maggiori dettagli in merito alla sua domanda.
Mi invii il suo contatto telefonico su questo sito.
senza impegno economico.
Grazie
Avrei necessita di avere maggiori dettagli in merito alla sua domanda.
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Grazie
Deve eseguire un protocollo fisioterapico volto al rinforzo, la propriocezione e la stabilità della sua caviglia: esercizi mirati possono prevenire ulteriori infortuni
I legamenti sono indeboliti, quindi in caso di traumatismo alla caviglia, come una distorsione, potrebbe esserci maggiore richio di una rottura maggiore o completa.
Tuttavia puoi limitare questo rischio effettuando un percorso riabilitativo per il rinforzo della caviglia e della propriocezione, perchè i muscoli andranno ad aiutare i legamenti danneggiati.
Tuttavia puoi limitare questo rischio effettuando un percorso riabilitativo per il rinforzo della caviglia e della propriocezione, perchè i muscoli andranno ad aiutare i legamenti danneggiati.
Buonasera!
Il percorso riabilitativo segue tipicamente un approccio graduale, passando attraverso diverse fasi per ripristinare la piena funzionalità e prevenire ricadute, che includono:
1. Fase di Recupero Articolare:
Inizialmente si lavora per ripristinare la mobilità dell'articolazione, spesso attraverso mobilizzazioni passive e attive guidate.
2. Fase di Recupero Funzionale:
Successivamente si procede con esercizi di potenziamento muscolare, recupero dell'equilibrio e della coordinazione.
3. Fase di Recupero Sportivo:
Per chi pratica sport, si arriva gradualmente al recupero del gesto sportivo specifico.
Nel compresso quindi la riabilitazione prevede di lavorare su mobilità e stretching, sul potenziamento muscolare, sull'equilibrio e sulla propriocezione.
Spero di esserti stata utile!
Saluti!
Il percorso riabilitativo segue tipicamente un approccio graduale, passando attraverso diverse fasi per ripristinare la piena funzionalità e prevenire ricadute, che includono:
1. Fase di Recupero Articolare:
Inizialmente si lavora per ripristinare la mobilità dell'articolazione, spesso attraverso mobilizzazioni passive e attive guidate.
2. Fase di Recupero Funzionale:
Successivamente si procede con esercizi di potenziamento muscolare, recupero dell'equilibrio e della coordinazione.
3. Fase di Recupero Sportivo:
Per chi pratica sport, si arriva gradualmente al recupero del gesto sportivo specifico.
Nel compresso quindi la riabilitazione prevede di lavorare su mobilità e stretching, sul potenziamento muscolare, sull'equilibrio e sulla propriocezione.
Spero di esserti stata utile!
Saluti!
tanta tanta fisioterapia per far si che i suoi muscoli proteggano la sua caviglia ed i legamenti lesionati
Gentile paziente,
la risonanza evidenzia esiti di lesione legamentosa con stiramenti e un grado di instabilità residua, ma non indica un rischio imminente di rottura. In questi casi è fondamentale un percorso di fisioterapia per rinforzo muscolare, recupero propriocettivo ed elasticità articolare, così da stabilizzare la caviglia e ridurre il rischio di nuove distorsioni. L’uso di tutori o bendaggi può essere utile nelle attività a rischio. Una rivalutazione ortopedica è indicata se i sintomi persistono o peggiorano.
la risonanza evidenzia esiti di lesione legamentosa con stiramenti e un grado di instabilità residua, ma non indica un rischio imminente di rottura. In questi casi è fondamentale un percorso di fisioterapia per rinforzo muscolare, recupero propriocettivo ed elasticità articolare, così da stabilizzare la caviglia e ridurre il rischio di nuove distorsioni. L’uso di tutori o bendaggi può essere utile nelle attività a rischio. Una rivalutazione ortopedica è indicata se i sintomi persistono o peggiorano.
Buongiorno,
dalle radiografie non si vedono i legamenti, quindi è possibile verificarli con altri esami (come la risonanza magnetica).
Non c'è rischio che la caviglia si rompa senza altri traumi, così come i legamenti se non vengono eccessivamente stirati.
Il rischio maggiore in questi casi è che si sviluppi un instabilità di caviglia. Consiglio sempre in questi casi di seguire un percorso di riabilitazione appropriato.
dalle radiografie non si vedono i legamenti, quindi è possibile verificarli con altri esami (come la risonanza magnetica).
Non c'è rischio che la caviglia si rompa senza altri traumi, così come i legamenti se non vengono eccessivamente stirati.
Il rischio maggiore in questi casi è che si sviluppi un instabilità di caviglia. Consiglio sempre in questi casi di seguire un percorso di riabilitazione appropriato.
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