Buongiorno, vi scrivo per avere un parere medico. Mia madre, 70 anni, a fine giugno ha subito una br
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Buongiorno, vi scrivo per avere un parere medico. Mia madre, 70 anni, a fine giugno ha subito una brutta caduta dalle scale. In seguito al ricovero immediato in PS l'esame TC riscontrava quanto segue:
“- modesta quota ematica extra-assiale verosimilmente da spandimento subracnoideo post-traumatico in sede fronto-mesiale anteriore a destra; coesiste sottile falda ematica subdurale parafalcale anteriore omolateralmente.
Non componenti ematiche intra-assiali ne sicure alterazioni delle strutture encefaliche di significato recente.
Strutture della linea mediana in asse.
Cerebropatia vascolare cronica di moderata entità rilevante si apprezza a livello della sostanza bianca periventricolare e profonda bi-emisferica.
Sistema ventricolare in sede, regolare per morfologia, di volume modicamente ampio in sede sovra-tentoriale.
Discreto, simmetrico aumento della rappresentazione degli spazi liquorali periencefalici.
Calcificazioni parietali ateromasiche dei sifoni carotidei e delle arterie vertebrali.
Non evidenza di sicure rime di frattura; nei limiti la rappresentazione della giunzione cranio cervicale.
Grossolana tumefazione dei tessuti molli della regione periorbitaria, zigomatica destra con ampia quota ematica nel contesto da riferire al recente evento traumatico.
Esiti di mastoidectomia parziale a destra.”
Ricoverata in PS è stata monitorata per 36 ore e poi dimessa.
Un mese dopo esegue una tac di controllo come suggerito dal PS che evince quanto segue:
“-bilateralmente presenza in sede parieto frontale fino alla volta, di falde iperdense dello spessore di circa 2/3 cm come per ematomi subdurali che determinano appianamento dei solchi subracnoidei periencefalici.
A destra al di sotto dello zigomo si reperta un’immagine ipodensa ovaliforme di circa 2 cm con aspetto simil raccolta ematica.
Sottoposta a visita neurochirurgica viene ricoverata in regime d’urgenza per terapia farmacologica a base di corticosteroidi volta al riassorbimento dell’ematoma bilaterale. Al momento del ricovero mia madre non presentava alcun disturbo neurologico e dopo circa una settimana dalla caduta aveva ripreso a condurre una vita abbastanza normale. Dopo circa 10 giorni dall’inizio della terapia in regime di ricovero ospedaliero si riscontra un peggioramento clinico-neurologico caratterizzato da rallentamento ideo-motorio ed emiparesi dell’emisoma destro pertanto si decide di praticare il giorno stesso l’intervento di craniectomia bilaterale. I giorni successivi all’intervento sono stati abbastanza sereni con una ripresa del movimento e della deambulazione e senza deficit cognitivi. Fino all’undicesimo giorno, quando l’abbiamo trovata in una condizione soporosa e quindi sottoposta nuovamente a tac che non ha segnalato alcun anomalia. E’ stata comunque dimessa in questa condizione definita dai medici riconducibile alla normalità post intervento. La stessa sera delle dimissioni abbiamo dovuto trasportarla nuovamente al PS poiché dopo le dimissioni le condizioni sono peggiorate, lo stato soporoso è peggiorato in perdita di coscienza, non rispondeva a richiami e scuotimenti ma solo a qualche stimolo doloroso dietro il collo. Ricoverata nuovamente in neurochirurgia questo stato è durato per 2 giorni, dopodiché si è risvegliata riportando afasia, tremore agli arti e non è possibile metterla in piedi e bisogna imboccarla per farla mangiare. Si trova così da due giorni.
La tac e l’angio-tac continuano ad essere negative, cosa sta succedendo?
“- modesta quota ematica extra-assiale verosimilmente da spandimento subracnoideo post-traumatico in sede fronto-mesiale anteriore a destra; coesiste sottile falda ematica subdurale parafalcale anteriore omolateralmente.
Non componenti ematiche intra-assiali ne sicure alterazioni delle strutture encefaliche di significato recente.
Strutture della linea mediana in asse.
Cerebropatia vascolare cronica di moderata entità rilevante si apprezza a livello della sostanza bianca periventricolare e profonda bi-emisferica.
Sistema ventricolare in sede, regolare per morfologia, di volume modicamente ampio in sede sovra-tentoriale.
Discreto, simmetrico aumento della rappresentazione degli spazi liquorali periencefalici.
Calcificazioni parietali ateromasiche dei sifoni carotidei e delle arterie vertebrali.
Non evidenza di sicure rime di frattura; nei limiti la rappresentazione della giunzione cranio cervicale.
Grossolana tumefazione dei tessuti molli della regione periorbitaria, zigomatica destra con ampia quota ematica nel contesto da riferire al recente evento traumatico.
Esiti di mastoidectomia parziale a destra.”
Ricoverata in PS è stata monitorata per 36 ore e poi dimessa.
Un mese dopo esegue una tac di controllo come suggerito dal PS che evince quanto segue:
“-bilateralmente presenza in sede parieto frontale fino alla volta, di falde iperdense dello spessore di circa 2/3 cm come per ematomi subdurali che determinano appianamento dei solchi subracnoidei periencefalici.
A destra al di sotto dello zigomo si reperta un’immagine ipodensa ovaliforme di circa 2 cm con aspetto simil raccolta ematica.
Sottoposta a visita neurochirurgica viene ricoverata in regime d’urgenza per terapia farmacologica a base di corticosteroidi volta al riassorbimento dell’ematoma bilaterale. Al momento del ricovero mia madre non presentava alcun disturbo neurologico e dopo circa una settimana dalla caduta aveva ripreso a condurre una vita abbastanza normale. Dopo circa 10 giorni dall’inizio della terapia in regime di ricovero ospedaliero si riscontra un peggioramento clinico-neurologico caratterizzato da rallentamento ideo-motorio ed emiparesi dell’emisoma destro pertanto si decide di praticare il giorno stesso l’intervento di craniectomia bilaterale. I giorni successivi all’intervento sono stati abbastanza sereni con una ripresa del movimento e della deambulazione e senza deficit cognitivi. Fino all’undicesimo giorno, quando l’abbiamo trovata in una condizione soporosa e quindi sottoposta nuovamente a tac che non ha segnalato alcun anomalia. E’ stata comunque dimessa in questa condizione definita dai medici riconducibile alla normalità post intervento. La stessa sera delle dimissioni abbiamo dovuto trasportarla nuovamente al PS poiché dopo le dimissioni le condizioni sono peggiorate, lo stato soporoso è peggiorato in perdita di coscienza, non rispondeva a richiami e scuotimenti ma solo a qualche stimolo doloroso dietro il collo. Ricoverata nuovamente in neurochirurgia questo stato è durato per 2 giorni, dopodiché si è risvegliata riportando afasia, tremore agli arti e non è possibile metterla in piedi e bisogna imboccarla per farla mangiare. Si trova così da due giorni.
La tac e l’angio-tac continuano ad essere negative, cosa sta succedendo?
Salve, da quanto riportato è possibile che la sig.ra abbia sviluppato un evento ischemico cerebrale, radiologicamente non apprezzabile ad esame TC eseguito, in quanto troppo precoce. Una RMN encefalo può dirimere il quadro clinico
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