Buongiorno . Una persona a me molto cara ha subito un ‘ intervento all’anca . Ha fatto infezione ed
Buongiorno . Una persona a me molto cara ha subito un ‘ intervento all’anca . Ha fatto infezione ed è stata sottoposta ad un’altro intervento . Da quando è uscita dalla sala operatoria, ha subito capito che c’era qualcosa che non andava , non muoveva le dita del piede e la gamba era come addormentata . Fatto riabilitazione in ospedale ma non ha benefici . E’ tutt’ora ricoverata , da tre mesi . Il chirurgo insiste nel dire che ha il muscolo che deve pian piano ,con la riabilitazione , svegliarsi e che ci può volere anche un anno . Ora lei gira nei corridoi con il girello , ma cade spesso , non ha la sensibilità , completamente zoppa . Può essere? Che esami si possono fare per capire la situazione ? Vi ringrazio infinitamente.
1 risposta
Buongiorno. La persistenza, a distanza di tre mesi dall'intervento, di una marcata difficoltà nel movimento del piede associata a riduzione della sensibilità dell'arto inferiore non è generalmente riconducibile a un semplice "muscolo che deve risvegliarsi". In questi casi è importante prendere in considerazione anche la possibilità di una sofferenza neurologica periferica, la cui entità e il cui potenziale recupero possono essere molto variabili. Fortunatamente, un recupero neurologico può richiedere tempi lunghi, anche diversi mesi, e talvolta oltre un anno. Tuttavia, è fondamentale definire con maggiore precisione la natura del deficit. A tal fine, una visita neurologica associata a un esame elettromiografico (EMG) e velocità di conduzione nervosa può fornire informazioni preziose sul coinvolgimento dei nervi periferici e sul grado di recupero in atto. In alcuni casi possono essere indicati anche ulteriori approfondimenti strumentali, da valutare sulla base del quadro clinico. Nel frattempo, la riabilitazione rimane un elemento fondamentale del trattamento, ma ritengo che una valutazione neurologica specialistica sia opportuna per inquadrare correttamente la situazione e fornire indicazioni prognostiche più precise. La presenza di cadute ripetute, inoltre, merita particolare attenzione per ridurre il rischio di ulteriori traumi e ottimizzare gli ausili per la deambulazione.
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