Buongiorno, sono una studentessa di 20 anni. Il 28 maggio, in seguito a una visita psichiatrica, do

2 risposte
Buongiorno,
sono una studentessa di 20 anni. Il 28 maggio, in seguito a una visita psichiatrica, dopo diversi mesi che andavo da una psicologa, ho iniziato a prendere 20mg di fluoxetina al giorno. (Non credo mi sia stato diagnosticato nulla, ma i sintomi sono più o meno di una depressione, con molti sbalzi di umore e problemi relazionali/affettivi).
Dopo qualche settimana ha iniziato ad aiutarmi tantissimo. Sono riuscita a ricominciare a vivere la mia vita, riuscendo finalmente a fare diverse cose che volevo fare da molto tempo e gli sbalzi d’umore sono diventati meno intensi, infatti non mi sono più ritrovata a dover ricorrere all’autolesionismo per controllare le emozioni.
La mia vita adesso sta riuscendo a mantenere un buon equilibrio: ho iniziato una nuova università, mi sto relazionando bene con nuove persone, mi sono imposta di andare in palestra e iniziare un corso di teatro. Tuttavia, questo equilibrio rimane veramente tanto fragile.
Mi sono resa conto che appena mi stanco un pochino più del solito, è come se mi risalissero tutte le sensazioni negative. Inoltre ho dovuto smettere completamente di bere alcool, perchè mi ero accorta che anche solo dopo un singolo spritz, accompagnato da qualche snack, mi ritrovavo nei giorni seguenti (dall’1 ai 2 giorni interi) a sentirmi completamente depressa, come se avessi perso tutti i benefici della fluoxetina.
Smettere di bere alcol non è di per sè un enorme problema per me, però mi scombussola molto la sensibilità del mio equilibrio neuro chimico e mi capita di sentirmi giù proprio per la consapevolezza che non ci vuole nulla a buttarmi giù e a demolire tutto quello che sto cercando di costruirmi. Inoltre mi chiedo se sia normale sentirsi molto depressi appena si è un attimo stanchi. Questa condizione, oltre a farmi sentire incerta e inquietata, non è assolutamente ideale vista la mia nuova routine, che prevede lezioni universitarie, studio e diverse altre attività, fra cui socializzazione, attività fisica, ecc…
Mi chiedo se sia forse il caso di aumentare la dose?

P.S.
Mi ritrovo a chiedere tutto ciò sul forum perchè non sono più andata dalla psicologa o dallo psichiatra. Non mi trovavo per nulla bene con loro. Al momento non me la sento di ricominciare un trattamento psicologico, perchè mi aveva causato degli ulteriori problemi e temo di non trovare qualcuno che riesca a capire veramente i miei problemi e ad aiutarmi a risolverli senza far peggiorare invece la situazione.
Invece prima di pagare una seduta psichiatrica, volevo capire meglio quali opzioni ho, perchè anche in questo caso temo di spendere soldi e di trovarmi nuovamente male, il che mi creerebbe solo sensi di colpa per aver sprecato nuovamente soldi della mia famiglia per la mia condizione mentale.

Grazie mille in anticipo per la vostra disponibilità!
Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissima,

La tua storia, carica di sofferenza, vulnerabilità e un profondo desiderio di non sentirti sola, è toccante e merita un ascolto attento.

A 29 anni, affronti un’ansia sociale debilitante, traumi da bullismo scolastico, mobbing lavorativo, dinamiche familiari disfunzionali e una depressione grave che ti ha portato a due ricoveri, uno in Sicilia e uno al San Raffaele di Milano, esperienze ancora dolorose da rivivere.

La tua fragilità, il senso di inadeguatezza e la paura di affrontare la vita sono pesi enormi, ma il tuo impegno in psicoterapia cognitivo-comportamentale da oltre un anno e l’uso volontario di una terapia farmacologica mostrano una forza che forse non riconosci.

Non sei pigra né “troppo fragile per questo mondo”, come dici: stai combattendo una battaglia complessa contro sintomi reali, radicati in traumi che hanno plasmato la tua percezione di te stessa.

La tua famiglia, con un fratello di 26 anni che si isola e un altro di 34 che ti fa sentire “mai abbastanza”, contribuisce al tuo senso di colpa e solitudine.

Gli amici, pur presenti, sembrano “di uscita”, non in grado di comprendere il tuo mondo interiore, e questo accentua l’isolamento, nonostante tu riconosca la fortuna di averli.

La tua tendenza a spendere per ricevere affetto, svuotando i risparmi destinati a psicoterapia e psichiatria, riflette un bisogno umano di connessione, non una colpa.

I tuoi lavori e la nuova opportunità come assistente tecnico nella scuola dove hai subito bullismo sono passi coraggiosi, nonostante il terrore che evocano.

La paura del futuro, dell’invecchiare sola o di non farcela senza i tuoi genitori, è un’ansia comune in chi vive con traumi e ansia sociale, ma non sei definita da queste paure.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è efficace per l’ansia sociale, ma i traumi complessi richiedono tempo e, a volte, approcci specifici per elaborare il passato.

Non sei una delusione per i tuoi terapeuti: la paura è un sintomo, non un fallimento.

La tua terapia farmacologica potrebbe richiedere un aggiustamento per stabilizzare l’umore e ridurre l’ansia, dunque il consiglio è innanzitutto effettuare una accurata visita psichiatrica per inquadrare al meglio la situazione e mettere a punto un trattamento che sia personalizzato, e che possa aiutarti nel miglior modo possibile.

Resto a disposizione per ogni necessità, ti faccio i migliori auguri per tutto. Cari saluti

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Dott. Marco Faldi
Psichiatra, Psicoterapeuta
Firenze
Buonasera, per consolidare l'efficacia della fluoxetina sui sintomi - comunque già di per sé positiva, da quello che ha scritto - potrebbe in realtà essere molto utile un percorso di psicoterapia. I percorsi psicologici generalmente aiutano molto ad imparare a gestire momenti di crisi con strategie anche semplicemente comportamentali e non necessariamente farmacologiche. Se in questo momento la spesa è un problema è utile sapere che generalmente i Servizi Territoriali di Salute Mentale offrono la possibilità di accede a percorsi psicologici nel pubblico; viceversa, penso che possa essere un ottimo investimento per il suo benessere psicologico a medio termine. Buon proseguimento!

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