Buongiorno, sono una signora invalida al 100% con legge 104 art 3 comma 3 per epilessia farmacoresis
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Buongiorno, sono una signora invalida al 100% con legge 104 art 3 comma 3 per epilessia farmacoresistente con crisi plurigiornaliere. Il neurologo mi sta facendo fare la Genetica e i Test Cognitivi. Le chiedo gentilmente se possono essere utili per ottenere l'accompagnamento?
Si pensi che mi è stato negato anche con 2 certificazioni del Pronto Soccorso di 2 traumi cranici seri dovuti a due crisi epilettiche con cadute a terra.
Il Mio neurologo ospedaliero non sa più cosa fare per Tutelarmi !!
La ringrazio e mi scusi molto per l'intrusione. Cordiali Saluti,
Nicoletta.
Si pensi che mi è stato negato anche con 2 certificazioni del Pronto Soccorso di 2 traumi cranici seri dovuti a due crisi epilettiche con cadute a terra.
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Può solo presentare ricorso al giudice del Lavoro dopo una perizia medico-legale che analizzi bene il suo caso.
Sono a sua disposizione se vuole.
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Gentile Signora Nicoletta,
l’indennità di accompagnamento non dipende dalla sola gravità della diagnosi o dalla percentuale di invalidità, ma viene concessa quando la Commissione medico-legale accerta l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita in autonomia (come alimentarsi, vestirsi, curare l’igiene personale).
Nel suo caso, la documentazione di genetica o dei test cognitivi può essere utile solo se dimostra un ulteriore impatto funzionale della malattia, ad esempio deficit cognitivi rilevanti o peggioramento della capacità di orientamento e autonomia. Da sola, però, non è sufficiente: è fondamentale che nelle relazioni specialistiche emerga in modo chiaro e dettagliato: la frequenza e imprevedibilità delle crisi, i rischi di cadute e traumi, la necessità di assistenza costante o vigilanza continua per motivi di sicurezza, l’effettiva limitazione nelle attività quotidiane senza supporto.
Le consiglio di:
1. Chiedere al neurologo e ad altri specialisti di redigere una relazione clinico-funzionale che descriva concretamente le difficoltà quotidiane e il bisogno di assistenza continua.
2. Allegare referti di Pronto Soccorso e cartelle cliniche, ma accompagnati da una descrizione chiara del nesso tra crisi, traumi e necessità di sorveglianza.
3. Valutare, con un medico legale di fiducia, la possibilità di presentare nuova domanda o ricorso con documentazione mirata ai requisiti dell’accompagnamento.
l’indennità di accompagnamento non dipende dalla sola gravità della diagnosi o dalla percentuale di invalidità, ma viene concessa quando la Commissione medico-legale accerta l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita in autonomia (come alimentarsi, vestirsi, curare l’igiene personale).
Nel suo caso, la documentazione di genetica o dei test cognitivi può essere utile solo se dimostra un ulteriore impatto funzionale della malattia, ad esempio deficit cognitivi rilevanti o peggioramento della capacità di orientamento e autonomia. Da sola, però, non è sufficiente: è fondamentale che nelle relazioni specialistiche emerga in modo chiaro e dettagliato: la frequenza e imprevedibilità delle crisi, i rischi di cadute e traumi, la necessità di assistenza costante o vigilanza continua per motivi di sicurezza, l’effettiva limitazione nelle attività quotidiane senza supporto.
Le consiglio di:
1. Chiedere al neurologo e ad altri specialisti di redigere una relazione clinico-funzionale che descriva concretamente le difficoltà quotidiane e il bisogno di assistenza continua.
2. Allegare referti di Pronto Soccorso e cartelle cliniche, ma accompagnati da una descrizione chiara del nesso tra crisi, traumi e necessità di sorveglianza.
3. Valutare, con un medico legale di fiducia, la possibilità di presentare nuova domanda o ricorso con documentazione mirata ai requisiti dell’accompagnamento.
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