Buongiorno, sono una donna di 35 anni, da circa un anno cerco una gravidanza ma da Febbraio ho dov
Buongiorno, sono una donna di 35 anni, da circa un anno cerco una gravidanza ma da Febbraio ho dovuto interrompere la ricerca in quanto a seguito di controlli effettuati per dei linfonodi gonfi sono risultata positiva alla toxoplasmosi. Il primo esame effettuato a metà Febbraio dava IGG 75,10 IGM >4 ho effettuato nuovo esame a metà marzo in altro laboratorio e sono risultate IGG a 92.8 IGM 14.7 e avidità 0.068 A breve effettuerò nuovo esame di controllo ma avendo ancora i linfonodi un pò gonfi dubito di essermi negativizzata. Ovviamente avendo in mente la ricerca di una gravidanza che già si protrae da oltre un anno senza successo vorrei capire che orizzonte temporale si sta configurando davanti in caso di positività delle IGM. Sono già 3 mesi che mi sto portando avanti questa infezione, per ora il medico di base e il ginecologo mi hanno consigliato di attendere e aspettare che passi ma vorrei capire se parliamo di aspettare un altro mese, due, 6 o un anno perché in quel caso forse preferirei sapere se è possibile ricorrere a qualche farmaco. Grazie
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Buonasera cara, capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto dopo un periodo di ricerca della gravidanza già lungo e la necessità improvvisa di sospenderla. Dai valori che riporta emerge un quadro compatibile con una infezione recente da toxoplasma, verosimilmente avvenuta nei mesi precedenti agli esami. La presenza di IgG in aumento e IgM positive indica che il suo organismo ha già sviluppato una risposta immunitaria e sta evolvendo verso una condizione di immunità stabile. È importante sapere che le IgM possono rimanere positive per molti mesi, talvolta anche dopo la completa risoluzione dell’infezione, e questo non significa essere ancora malati né avere un’infezione attiva. Allo stesso modo, la presenza di linfonodi un po’ ingrossati può persistere a lungo e non rappresenta un segno di malattia in corso. Nella donna non gravida, la toxoplasmosi è generalmente una condizione autolimitante e non richiede terapia specifica. I farmaci, inoltre, non accelerano la negativizzazione delle IgM. Per quanto riguarda la ricerca di una gravidanza, le raccomandazioni indicano in genere di attendere circa 6 mesi dall’infezione acuta, tempo sufficiente perché l’immunità si consolidi e il rischio per una futura gravidanza diventi trascurabile. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, non è necessario attendere un anno né la completa negativizzazione delle IgM. Per maggiore tranquillità, può essere ragionevole ripetere la sierologia a distanza di alcune settimane o mesi, così da documentare la stabilizzazione del quadro immunologico, con IgG stabili o in aumento e IgM in progressiva riduzione. Questo controllo serve soprattutto come conferma dell’evoluzione favorevole della situazione e non come requisito indispensabile per riprendere la ricerca di una gravidanza. In sintesi, il quadro che descrive è coerente con un’infezione già in via di risoluzione e con lo sviluppo di un’immunità protettiva. Una rivalutazione periodica concordata con il ginecologo o il medico curante può aiutare a definire con serenità il momento più appropriato per tornare a programmare una gravidanza. Un cordiale saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
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