Buongiorno, sono un uomo di 58 anni senza patologie pregresse. Da più di sei mesi ho i seguenti sint
Buongiorno, sono un uomo di 58 anni senza patologie pregresse. Da più di sei mesi ho i seguenti sintomi: gonfiore addominale, senso di languore allo stomaco, eruttazioni e meteorismo intenso, problemi digestivi senza bruciore di stomaco, feci non formate poltacee soprattutto al mattino, occasionalmente più formate al pomeriggio. Premetto che un paio di mesi prima dell'insorgere della sintomatologia ho eseguito colonscopia per positività al test sul sangue occulto. Esito della colon negativo ( solo alcuni polipetti iperplastici rimossi). Ho visto 3 diversi gastroenterologi, che durante le visite non hanno riscontrato alcuna anomalia ed eseguito i seguenti esami: gastroscopia ( tutto negativo, non celiachia), ecoaddome completo ( tutto negativo), ovviamente esami sangue ( tutto in ordine) e controllo glicemia ( glicata 5,5), ho quindi successivamente eseguito test elastasi fecale ( molto bassa :74 e indicano 210) . Visto il valore basso di elastasi ho eseguito tac addome con mdc (( tutto negativo a parte diverticolosi del sigma e del con destro). L'unica cura fatta ha previsto l'assunzione di normix per 1 settimana seguito da butyrose per 1 mese senza sostanziale miglioramento. Il perdurare dei sintomi in questi, ormai quasi 8 mesi, pur con andamento altalenante, ha finito per incidere pesantemente sulla vita di tutti i giorni generando un progressivo senso di ansia. Non so più come procedere e vi chiederei un consiglio in merito. Grazie
2 risposte
Premesso che dare consigli terapeutici su questa piattaforma é severamente vietato, posso solo dirLe che si tratta verosimilmente di un disturbo funzionale, che peraltro può e ve essere curato come qualunque altra malattia. Se vuole mi contatti altrove ( vedi mio profilo) per una Consulenza “ufficiale” online, anche solo in forma scritta
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Buongiorno. Gli accertamenti che ha già eseguito sono nel complesso molto rassicuranti: colonscopia, gastroscopia, ecografia, esami ematici e soprattutto TC addome con contrasto negative rendono meno probabile una patologia organica importante. C'è però un dato che merita di essere chiarito: l'elastasi fecale di 74 è effettivamente molto bassa. Un valore del genere può essere compatibile con insufficienza pancreatica esocrina, ma non permette da solo di formulare la diagnosi. In particolare, se il campione è stato raccolto da feci molto molli o acquose, l'elastasi può risultare artificialmente ridotta per un effetto di diluizione. Per questo, prima di considerare il pancreas responsabile di tutti i sintomi, discuterei con il gastroenterologo la possibilità di ripetere l'elastasi su una evacuazione il più possibile formata. Se risultasse nuovamente nettamente ridotta, avrebbe senso approfondire specificamente la funzione pancreatica e valutare con lo specialista se vi sia indicazione a una terapia con enzimi pancreatici. Parallelamente, gonfiore, meteorismo, eruttazioni e alvo poltaceo con andamento altalenante possono rientrare anche in un disturbo funzionale dell'apparato digerente, eventualmente con sovrapposizione tra dispepsia funzionale e colon irritabile. Questo può produrre sintomi molto fastidiosi pur in presenza di esami strutturali normali. Non continuerei quindi con cicli ripetuti di Normix o con diversi integratori senza aver prima chiarito il significato dell'elastasi. Se non sono già stati valutati, il gastroenterologo potrà inoltre decidere se approfondire altre possibili cause di feci cronicamente non formate, ad esempio alterazioni degli acidi biliari o specifiche intolleranze/malassorbimenti in base alla storia clinica. Infine, l'ansia sviluppata dopo otto mesi di disturbi è comprensibile e può a sua volta amplificare meteorismo, percezione della distensione e sintomi digestivi, ma non utilizzerei l'ansia come spiegazione prima di aver chiarito il dato dell'elastasi. In sintesi, più che ricominciare da capo con ulteriori esami, procederei in maniera mirata: confermare innanzitutto se quel valore di elastasi è realmente patologico e, se non lo fosse, orientare il trattamento verso il disturbo funzionale predominante.
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