Buongiorno, sono un uomo. Da circa un mese ho un bruciore lieve durante la minzione, come una sensaz
Buongiorno, sono un uomo. Da circa un mese ho un bruciore lieve durante la minzione, come una sensazione di graffio/ostruzione a livello uretrale. Il fastidio non è acuto e non è presente a riposo. Nel periodo precedente al sintomo praticavo autoerotismo molto frequente: con brevi periodi di astinenza (3–4 giorni) il fastidio si attenuava, ma tornava dopo l’eiaculazione, sempre solo durante la minzione. Dopo un’attività intensa recente il sintomo è peggiorato, ma con 2–3 giorni di astinenza è tornato lieve. Ho notato una secrezione opaca, inodore e non densa, e un arrossamento della punta che si è risolto in 1–2 giorni. Assumo integratori (Prostamol e Cisti Stop) per una prostata spesso irritata; ho una ragade anale in guarigione e in passato ho avuto prostatite. Nelle settimane precedenti al primo bruciore ho avuto rapporti protetti e non protetti con partner anche occasionali. Vorrei capire se questo quadro è più compatibile con irritazione meccanica oppure se è opportuno eseguire test per MST. Le MST che danno sintomi possono attenuarsi e poi ripresentarsi, oppure questo andamento è più tipico di un’irritazione? Conviene attendere una settimana di astinenza totale per verificare la risoluzione dei sintomi, oppure è meglio procedere subito con esami? In caso, quali test sono più indicati?
2 risposte
Il suo problema è evidentemente una lieve congestione/infiammazione della prostata dovuta principalmente alla troppo intensa sollecitazione sessuale. Gli integratori alimentari possono fare poco o nulla, molto più iportante è darsi una saggia regolata nello stile di vita, abitudini sessuali comprese. Non è così che si manifestano le malattie sessualmente trasmesse.
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Lei ha un quadro che trascina da tempo di consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica che, ovviamente si accentua, con l'attività sessuale stimolatoria e l'ejaculazione. Nel tempo è evidente che mai ha risolto nulla, forse perché in realtà sono solo stati inseguiti i sintomi (peraltro mi sembra accada anche ora). Occorre che un buon andrologo riveda tutta la situazione con i dovuti esami genitali cografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Oltre al profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La attenta interpretazione andrologica e integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
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