Buongiorno, scrivo per chiedere un parere in merito all’intervento di asportazione della ghiandola
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Buongiorno,
scrivo per chiedere un parere in merito all’intervento di asportazione della ghiandola del Bartolini.
Circa quattro anni fa ho avuto per la prima volta un ascesso alla ghiandola del Bartolini, che è stato trattato tramite aspirazione con siringa. Successivamente l’ascesso si è riformato altre due volte; nell’ultimo episodio, avvenuto a settembre 2023, il mio ginecologo ha deciso di procedere con un’incisione.
Dopo tale intervento, a distanza di alcuni mesi, si è ripresentata un’infiammazione, ma senza formazione di ascesso. Da allora convivo con un rigonfiamento di dimensioni simili a una noce al lato di sinistra. Nella maggior parte del tempo non mi provoca dolore, tuttavia in alcune situazioni (ad esempio indossando indumenti molto aderenti come jeans o calze strette, oppure talvolta dopo i rapporti) avverto fastidio. Inoltre, la presenza costante della rigonfiamento mi crea un notevole disagio psicologico e la continua preoccupazione che possa riformarsi un ascesso.
In seguito all’incisione, il ginecologo che mi seguiva mi aveva riferito che, in caso di recidiva, sarebbe stato opportuno procedere con l’asportazione della ghiandola. Circa un anno fa, per motivi personali, ho cambiato ginecologo e anche il nuovo specialista, dopo aver valutato la situazione, mi ha fornito lo stesso consiglio.
Ad oggi sono stata contattata per programmare l’intervento di asportazione, previsto per il mese di febbraio.
Vorrei gentilmente conoscere il vostro parere in merito a questa decisione e all’intervento stesso.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la disponibilità.
scrivo per chiedere un parere in merito all’intervento di asportazione della ghiandola del Bartolini.
Circa quattro anni fa ho avuto per la prima volta un ascesso alla ghiandola del Bartolini, che è stato trattato tramite aspirazione con siringa. Successivamente l’ascesso si è riformato altre due volte; nell’ultimo episodio, avvenuto a settembre 2023, il mio ginecologo ha deciso di procedere con un’incisione.
Dopo tale intervento, a distanza di alcuni mesi, si è ripresentata un’infiammazione, ma senza formazione di ascesso. Da allora convivo con un rigonfiamento di dimensioni simili a una noce al lato di sinistra. Nella maggior parte del tempo non mi provoca dolore, tuttavia in alcune situazioni (ad esempio indossando indumenti molto aderenti come jeans o calze strette, oppure talvolta dopo i rapporti) avverto fastidio. Inoltre, la presenza costante della rigonfiamento mi crea un notevole disagio psicologico e la continua preoccupazione che possa riformarsi un ascesso.
In seguito all’incisione, il ginecologo che mi seguiva mi aveva riferito che, in caso di recidiva, sarebbe stato opportuno procedere con l’asportazione della ghiandola. Circa un anno fa, per motivi personali, ho cambiato ginecologo e anche il nuovo specialista, dopo aver valutato la situazione, mi ha fornito lo stesso consiglio.
Ad oggi sono stata contattata per programmare l’intervento di asportazione, previsto per il mese di febbraio.
Vorrei gentilmente conoscere il vostro parere in merito a questa decisione e all’intervento stesso.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la disponibilità.
Buongiorno,
dal quadro che descrive si tratta di una patologia recidivante della ghiandola del Bartolini. Dopo più episodi di ascesso, trattamenti conservativi (aspirazione e incisione) e la presenza di una tumefazione persistente che le provoca fastidio e disagio, l’indicazione all’asportazione della ghiandola (bartolinectomia) è corretta e appropriata.
La bartolinectomia è un intervento definitivo, che elimina la causa del problema e riduce drasticamente la possibilità di nuove infezioni. Viene eseguito in anestesia (di solito loco-regionale o generale breve), con un decorso post-operatorio generalmente buono; nei primi giorni possono esserci gonfiore e fastidio locale, che tendono a risolversi progressivamente.
Il fatto che due ginecologi diversi abbiano confermato la stessa indicazione rafforza la validità della scelta. Si affidi serenamente all’équipe che la seguirà e non esiti a discutere con loro i dettagli del post-operatorio e dei tempi di recupero.
dal quadro che descrive si tratta di una patologia recidivante della ghiandola del Bartolini. Dopo più episodi di ascesso, trattamenti conservativi (aspirazione e incisione) e la presenza di una tumefazione persistente che le provoca fastidio e disagio, l’indicazione all’asportazione della ghiandola (bartolinectomia) è corretta e appropriata.
La bartolinectomia è un intervento definitivo, che elimina la causa del problema e riduce drasticamente la possibilità di nuove infezioni. Viene eseguito in anestesia (di solito loco-regionale o generale breve), con un decorso post-operatorio generalmente buono; nei primi giorni possono esserci gonfiore e fastidio locale, che tendono a risolversi progressivamente.
Il fatto che due ginecologi diversi abbiano confermato la stessa indicazione rafforza la validità della scelta. Si affidi serenamente all’équipe che la seguirà e non esiti a discutere con loro i dettagli del post-operatorio e dei tempi di recupero.
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