Buongiorno, premetto che sono una ragazza di 22 anni, lavoro come receptionist in una grande catena

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Buongiorno, premetto che sono una ragazza di 22 anni, lavoro come receptionist in una grande catena alberghiera, ho tanta voglia di lavorare e do tutta me stessa al lavoro. Ho iniziato a lavorare da quando avevo 16 anni, iniziando come cameriera, stagista/tirocinio sempre nel mondo del turismo, ho poi iniziato con fare le stagioni in giro per l'Italia, finché non ho trovato un albergo dove fermarmi con un determinato...Ero fortemente motivata ad iniziare questo lavoro...Talmente motivata che il peso di dovermi fare 80 km in treno al giorno, tra andata e ritorno perdendo in totale quasi 12/13 ore non era un problema, e non ho mai avuto problemi nel presentarmi al lavoro in orario...Arrivando al punto, negli ultimi mesi, a partire da circa Dicembre ho cominciato ad andare in malattia per un periodo massimo di 6 gg per febbre, nausea, tachicardia e attacchi di panico di cui non mi rendevo affatto conto in quanto lo collegavo alla stanchezza ... Col passare delle settimane, ora mesi, ho notato che a casa sono completamente un altra persona, spensierata e solare, ma appena penso al lavoro, al fatto di arrivare sul posto di lavoro, a quello che dovrò affrontare a ogni turno, iniziavo a stare... Tralasciando lo stress, le scadenze, i compiti che i miei datori e superiori mi assegnavano, hanno iniziato a trattarmi diversamente da quando ero arrivata, quando avevo problemi e chiedevo una mano per chiarimenti, venivo zittita, ricevevo risposte dove sminuivano le mie capacità, lanciavano frecciatine , oppure durante i turni di notte da sola mi succedeva qualcosa e mandavo un messaggio nel gruppo di lavoro per una mano sul da farsi, ricevono risposte come "invece che scrivere messaggi alle 4 di mattina, vai a leggerti le istruzioni" e più volte mi è capitato di incassare diverse risposte, col passare del tempo ho iniziato a notare di avere dei tic nervosi come quello di piegare leggermente la testa senza accorgermene ripetutamente, di avere dei tremori quando dovevo parlare con le persone o con i colleghi/datore di lavoro (cosa mai successa neanche sotto stress) forti mal di testa con capogiri che non mi permettevano di fare il mio lavoro correttamente, distrazioni frequenti fino ad avere un lieve vuoto di memoria su quello che stavo facendo ... quando sono a casa non riesco più a mangiare tutti i pasti se non una volta al giorno in piccole porzioni per poi stare male quasi come per avere la nausea, non dormo la notte se non a distanza di 2 ore massimo 5 per poi svegliarmi senza motivo e non riuscire più a prendere sonno, da come mi racconta il mio ragazzo, a volte urlavo letteralmente agitandomi nel sonno ... Io non cosa fare, mi scuso innanzitutto per i troppi dettagli che ho elencato, mi sento male con me stessa , ho pensieri brutti quasi ogni momento che penso al lavoro e alle persone con cui devo lavorare, ci sono stati tanti altri episodi che ho dovuto subire al lavoro dove dovevo stare zitta perché non mi permettevano di spiegarmi... Ho pensato di andare dal mio medico di famiglia per chiedere un certificato che mi permetta di avere una pausa dal lavoro, alla fine finirei il contratto il 32 marzo, ho pensato di resistere fino all'ultimo ma più vado avanti più le mie condizioni peggiorano...Cosa posso fare? Come posso comportarmi ? Sono giovane non ho esperienza con questi tipi di problemi e ho perso la mia voglia di vivere a causa di questo lavoro ...
Dott.ssa Rosalba Cagna
Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Salve. La domanda che pone è complessa e difficile dirimerla in due righe. Parrebbe che il carico lavorativo abbia prodotto uno stato ansioso-depressivo che ha avuto conseguenze negative anche nel rapporto coi colleghi. Le suggerirei, se ha la possibilità, di richiedere al suo medico di stare in malattia per qualche tempo. Parimenti le suggerisco di consultare uno psichiatra per una terapia adeguata che la risollevi dallo stato in cui si trova. Opportuna anche una psicoterapia quando le sarà possibile anche economicamente. Cordiali saluti.

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