Buongiorno, mio figlio di 11 anni ha una ciste solitaria di 12 cm all' omero dx. E' stato sottoposto
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Buongiorno, mio figlio di 11 anni ha una ciste solitaria di 12 cm all' omero dx. E' stato sottoposto ad inchiodamento endomidollare con chiodi flessibili in acciaio e successivamente a 3 infiltrazioni cortisoniche che non hanno prodotto nessun risultato. Il chirurgo che lo segue preferisce non proseguire chirurgicamente con currettage e innesto osseo ma attendere e monitorarlo nel tempo. E' possibile che non esista un soluzione meno invasiva ma risolutiva?
Buongiorno,
capisco perfettamente la sua preoccupazione e il desiderio di trovare una soluzione più efficace per il problema di suo figlio. Le cisti ossee solitarie sono lesioni benigne che, sebbene possano sembrare preoccupanti, spesso vengono gestite con un approccio conservativo, soprattutto nei bambini, dato che l’osso è ancora in fase di crescita e rigenerazione.
La scelta di non procedere con un trattamento chirurgico più invasivo, come il currettage e l’innesto osseo, è spesso motivata dal fatto che queste cisti tendono, in alcuni casi, a guarire spontaneamente con il passare del tempo, specialmente quando il processo di crescita dell’osso si avvicina alla fine. Questo approccio è anche volto a ridurre al minimo i rischi e le complicazioni potenzialmente associati a interventi chirurgici ripetuti.
Le consiglio di discutere del percorso terapeutico con il chirurgo che segue suo figlio o, se lo ritiene opportuno, di richiedere un secondo parere ortopedico, magari presso un chirurgo ortopedico specializzato in patologie ossee pediatriche. Questo potrebbe aiutarla a valutare tutte le possibilità e a scegliere il percorso migliore per il benessere di suo figlio.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti!
capisco perfettamente la sua preoccupazione e il desiderio di trovare una soluzione più efficace per il problema di suo figlio. Le cisti ossee solitarie sono lesioni benigne che, sebbene possano sembrare preoccupanti, spesso vengono gestite con un approccio conservativo, soprattutto nei bambini, dato che l’osso è ancora in fase di crescita e rigenerazione.
La scelta di non procedere con un trattamento chirurgico più invasivo, come il currettage e l’innesto osseo, è spesso motivata dal fatto che queste cisti tendono, in alcuni casi, a guarire spontaneamente con il passare del tempo, specialmente quando il processo di crescita dell’osso si avvicina alla fine. Questo approccio è anche volto a ridurre al minimo i rischi e le complicazioni potenzialmente associati a interventi chirurgici ripetuti.
Le consiglio di discutere del percorso terapeutico con il chirurgo che segue suo figlio o, se lo ritiene opportuno, di richiedere un secondo parere ortopedico, magari presso un chirurgo ortopedico specializzato in patologie ossee pediatriche. Questo potrebbe aiutarla a valutare tutte le possibilità e a scegliere il percorso migliore per il benessere di suo figlio.
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