Buongiorno, mia madre ha 78 anni e per un'insufficienza venosa cronica agli arti inferiori indossa c
Buongiorno, mia madre ha 78 anni e per un'insufficienza venosa cronica agli arti inferiori indossa calze a compressione durante la giornata. Una sera, a metà maggio, mentre faceva lo sforzo per toglierne una ha sentito un dolore acuto dietro il tallone, accompagnato da un rumore (tipo crack articolare). Da allora a volte avverte dolore solo localizzato in quella zona quando flette e estende la caviglia. L'intensità del dolore non è sempre uguale tutti i giorni. Sente invece sempre dolore al tatto in quella zona. Al tatto non sembra che ci siano evidenti differenze di forma in quella zona rispetto all'altro piede. Magari può essersi verificato un trauma che fatica a guarire, dato che indossa per 12 ore al giorno calze a compressione. Anche perchè al mattino, prima di indossare le calze, il dolore è lieve o quasi assente, mentre è più intenso quando indossa un paio di calze particolarmente strette. Non credo che possa essersi verificata un frattura da fragilità ossea. La differenza di dolore da un giorno all'altro potrebbe dipendere anche dal fatto che indossa plantari (per compensare scoliosi) e diversi tipi di ciabatte (comprate in negozi di ortopedia, non usa scarpe per evitare di comprimere il piede e peggiorare la circolazione sanguigna) che possono aver creato diverse condizioni di camminata durante gli ultimi mesi. Mi interessava capire se sia caso di eseguire esami strumentali (rx o rm) per vedere se eventualmente si sia verificata qualche frattura. E capire a chi rivolgerci. Se sia il caso di fare una visita ortopedica o fisiatrica (in caso di sospetta frattura) o se magari prima sia sufficiente sentire un fisioterapista, nel caso che si trattasse di una cosa lieve o articolare che fa fatica a guarire a causa delle calze da compressione. Oppure se sia il caso di fare un'infiltrazione per aiutare quella zona a sfiammarsi. Grazie
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