Buongiorno, mi chiamo Cristina e scrivo per chiedere un consiglio. Ho 47 anni e sono normopeso, da u
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Buongiorno, mi chiamo Cristina e scrivo per chiedere un consiglio. Ho 47 anni e sono normopeso, da un po' di tempo, misurando la pressione, ho notato che, indipendentemente dal momento della giornata in cui effettuo la misurazione, la pressione, la massima, si aggira intorno ai 130/135. A volte arriva anche a 140/143. I valori della minima invece sono compresi tra gli 80 e gli 85. Lo stesso i battiti. In passato, in concomitanza con un periodo di preoccupazione, il mio medico di base mi aveva prescritto Lobivon. Poi, trascorso il periodo, la situazione è rientrata. Ultimamente, a causa del gran caldo, nonché di una sensazione di costrizione e capogiro alla testa ma, soprattutto, a causa di una sensazione di palpitazioni frequenti, ho ripreso appunto a misurare la pressione, accorgendomi di tali valori. Aggiungo che assumo la pillola Klaira, che soffro di microadenoma ipofisario secernente prolattina e che, a seguito di un controllo cardiologico, soffro di extrasistole ventricolare. Vorrei pertanto sapere se il quadro sintomatico esposto sia riconducibile a ipertensione, oppure alle extrasistole che con il caldo si sono fatte molto più frequenti e fastidiose insieme, appunto, alla sensazione di palpitazioni. Vorrei sapere se sia il caso di intraprendere una terapia farmacologica per la pressione o se, piuttosto, fissare un ulteriore visita cardiologica per vedere se c'è una terapia per le extrasistole ventricolari. In attesa di un vostro riscontro ringrazio anticipatamente.
Buongiorno. I valori pressori sono entro la norma e non ravvedo la necessità di intervenire farmacologicamente diversamente in presenza di un cardiopalmo costante e intenso sarebbe quantomai opportuno praticare una serie di indagini di base cardiologica ( ecg basale, holter ecg delle 24 ore , ecocardiogramma ) per escludere la presenza di una cardiopatia su base organica ed eventualmente intervenire con trattamento farmacologico lenitivo per contenere l’intensità clinica del fenomeno e le relative ripercussioni psicologiche che i fenomeni extrasistolici comportano.
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