Buongiorno L'utilizzo di bifosfonati (in una paziente di 50 anni) per il trattamento dell'osteopor
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risposte
Buongiorno
L'utilizzo di bifosfonati (in una paziente di 50 anni) per il trattamento dell'osteopororosi potrebbe causare, oltre agli effetti collaterali più "noti", la formazione di accumuli "adiposi" sulle cosce (come una specie di cellulite) o lipomi?
Grazie
L'utilizzo di bifosfonati (in una paziente di 50 anni) per il trattamento dell'osteopororosi potrebbe causare, oltre agli effetti collaterali più "noti", la formazione di accumuli "adiposi" sulle cosce (come una specie di cellulite) o lipomi?
Grazie
buongiorno, non dovrebbe esistere una corrrelazione diretta tra lipomi e bifosfonati, per maggiore sicurezza legga il bugiardino del farmaco che sta utilizzando. Le consiglio di tenere in considerazione una diagnosi di lipedema se ha come delle nodularità alle cosce e pertanto una visita angiologica.
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Buongiorno,
i bifosfonati sono farmaci ampiamente utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi e il loro profilo di sicurezza è ben conosciuto. Gli effetti collaterali più comuni riguardano l’apparato gastrointestinale, l’apparato muscolo-scheletrico (dolori ossei o muscolari), e più raramente osteonecrosi della mandibola o fratture atipiche del femore nei trattamenti molto prolungati.
Per quanto riguarda la sua domanda specifica, non vi è evidenza scientifica che l’assunzione di bifosfonati sia associata alla formazione di accumuli adiposi localizzati, cellulite o lipomi. I bifosfonati non interferiscono con il metabolismo del tessuto adiposo, né con la sua distribuzione corporea.
La comparsa di irregolarità del tessuto sottocutaneo a livello delle cosce in una donna di 50 anni è più frequentemente correlata a:
variazioni ormonali del periodo peri- o post-menopausale,
modificazioni del microcircolo,
fattori genetici e costituzionali,
variazioni di peso o riduzione del tono muscolare.
I lipomi sono formazioni benigne del tessuto adiposo e, allo stato attuale delle conoscenze, non sono correlati all’uso di bifosfonati.
In sintesi, la comparsa di accumuli adiposi o lipomi non è da considerarsi un effetto collaterale dei bifosfonati. In caso di dubbi diagnostici o di lesioni palpabili, è comunque indicata una valutazione clinica diretta ed eventualmente un’ecografia dei tessuti molli.
Resto a disposizione per consulenze telematiche.
Cordiali saluti.
Francesco Notari
i bifosfonati sono farmaci ampiamente utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi e il loro profilo di sicurezza è ben conosciuto. Gli effetti collaterali più comuni riguardano l’apparato gastrointestinale, l’apparato muscolo-scheletrico (dolori ossei o muscolari), e più raramente osteonecrosi della mandibola o fratture atipiche del femore nei trattamenti molto prolungati.
Per quanto riguarda la sua domanda specifica, non vi è evidenza scientifica che l’assunzione di bifosfonati sia associata alla formazione di accumuli adiposi localizzati, cellulite o lipomi. I bifosfonati non interferiscono con il metabolismo del tessuto adiposo, né con la sua distribuzione corporea.
La comparsa di irregolarità del tessuto sottocutaneo a livello delle cosce in una donna di 50 anni è più frequentemente correlata a:
variazioni ormonali del periodo peri- o post-menopausale,
modificazioni del microcircolo,
fattori genetici e costituzionali,
variazioni di peso o riduzione del tono muscolare.
I lipomi sono formazioni benigne del tessuto adiposo e, allo stato attuale delle conoscenze, non sono correlati all’uso di bifosfonati.
In sintesi, la comparsa di accumuli adiposi o lipomi non è da considerarsi un effetto collaterale dei bifosfonati. In caso di dubbi diagnostici o di lesioni palpabili, è comunque indicata una valutazione clinica diretta ed eventualmente un’ecografia dei tessuti molli.
Resto a disposizione per consulenze telematiche.
Cordiali saluti.
Francesco Notari
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