Buongiorno, il 1/11/2019 ho avuto, sbagliando, un rapporto sessuale anale ricettivo con eiaculazione
Buongiorno, il 1/11/2019 ho avuto, sbagliando, un rapporto sessuale anale ricettivo con eiaculazione del partner interna senza preservativo. La cosa si é ripetuta altre due volte: il 1/12/2019 e il 29/12/2019. Per un po’ di tempo ho vissuto tranquillamente, con il dubbio di qualche possibile malattia sempre scacciato e visto come molto lontano. Solamente ad aprile di quest’anno l’ipotesi o dubbio di aver contratto una MST si é fatto persistente e ingombrante causandomi problemi di ansia e attacchi di panico. Ad aprile 2021 ho fatto un autotest HIV risultato negativo che mi ha fatto stare tranquillo per un po’ fino al 27/05/2021 in cui ho deciso di sottopormi ad uno screening pressoché completo delle MST. Tra gli altri esami fatti (tutti risultati negativi) c’è anche il test per l’HIV con metodo ELFA risultato anch’esso negativo. La mia domanda é: posso mettermi l’anima in pace? Ho letto che il test é definitivo a 90 giorni dal presunto rapporto a rischio, secondo tale logica, quindi dovrei poter star tranquillo, confermate? Non ho più avuto rapporti sessuali di nessun genere da Gennaio 2020 (avvenuto, però, con preservativo e senza eiaculazione del partner), salvo un bacio “profondo” o “alla francese” avvenuto recentemente (che non credo nemmeno si possa considerare “rapporto sessuale”). La paura della sieropositività mi dà il tormento e credo che presto chiederò un consulto psicologico. Ringrazio anticipatamente per la risposta.
5 risposte
Buonasera, capisco la sua ansia sopratutto nell' eventualità che il suo partner fosse stato sieropositivo in caso contrario visto l' ampio screening a cui si è sottoposto è improbabile che ad oggi, come risulta dalle sua analisi, abbia contratto una MST o sia sieropositivo. Saluti dott. Roberto Marchetti
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Gli esami clinici che si fanno per le malattie sessualmente trasmissibili hanno un elevato grado di affidabilità per cui i risultati che lei ha avuto sono validi. Inoltre, essendo passato un periodo di tempo così lungo dal rapporto a rischio all'esame, mi sentirei di escludere la sieropositività. Potrebbe discutere i risultati dei suoi esami con il suo medico di fiducia per avere una maggior tranquillità. Questa esperienza emotiva che sta facendo (l'ansia e la paura) potrebbe essere trasformata in un messaggio positivo per lei affinché a partire da oggi lei si protegga da eventuali pericoli per la sua salute.
Da quanto scrive mi sento proprio di dirle:STIA TRANQUILLO!!!! Ha fatto tanti esami di controllo , è passato tanto tempo perciò non ha contratto nulla. Forse ora lei ha un eccesso di ansia e chissà... qualche senso di colpa che la tormenta. Chiaramente le dico di usare sempre il preservativo e quindi di non avere rapporti a rischio e le consiglierei un consulto psicologico per imparare a gestire l'ansia e la sua emotività in modo da vivere bene un po' tutta la sua vita. Buona serata. Dott. Lina Isardi
buongiorno gentile utente, grazie per questa condivisione . Parto dalla fine: il tormento di cui parla genera altro tormento ed esige di essere contenuto ; rapporti avuti nel 2019 ed indagati nel 2021, con ulteriori analisi che sconfermano il timore di malattie sessualmete trasmissibili; altalentante umore relativo al riaccendersi della paura.... da indicazioni del ministero della salute nessun test attualmente a disposizione può rilevare l'infezione immediatamente dopo il contagio. Il periodo finestra, vale a dire il tempo che intercorre tra l'avvenuto contagio e la positività del test, varia da persona a persona e dipende dal tipo di test utilizzato. Se si sospetta un'esposizione all'HIV a causa di un comportamento a rischio nelle ultime 48 ore, è importante consultare quanto prima un medico che valuterà l'indicazione di una eventuale Profilassi Post-Esposizione (PEP). Attualmente si dispone di test di screening di quarta generazione che ricercano sia gli anticorpi anti-HIV prodotti dall'individuo, che componenti del virus, come l'antigene p24. Questo tipo di test, normalmente offerto nei principali laboratori ospedalieri, permette la diagnosi già a 20 giorni dal comportamento a rischio (esposizione). Il periodo finestra, che assicura un risultato definitivo, è pari a 40 giorni dall'esposizione. come ha detto lei stesso Alcuni test rapidi, acquistabili in farmacia senza ricetta medica, possono essere eseguiti in totale autonomia (auto-test o self-test). Il periodo finestra degli auto-test attualmente in commercio è di circa 90 giorni. dalle date da lei indicate , siamo abbondantemente oltre. Pertanto le consiglierei di stare più sereno per quanto le è possibile ed eventualemnte ,se lo ritiene, sono a sua disposizione per un colloquio psicologico , anche on line. saluti cari dott.ssa giusi vicino
Capisco quanto questa paura possa diventare invasiva e quanto, quando l'ansia si focalizza sulla salute, anche test negativi possano non bastare mai del tutto a rassicurare emotivamente. Succede frequentemente: la mente continua a cercare controllo e rassicurazione ma questo calma solo per un po', poi il dubbio riemerge. Il fatto che stia pensando ad un supporto psicologico è un passo che denota la sua capacità di riconoscere una difficoltà e soprattutto che voglia stare bene. Può aiutarla a comprendere e a gestire il meccanismo d'ansia che si è creato. Con il giusto lavoro queste paure possono davvero perdere il loro potere sulla sua vita quotidiana. Il primo passo verso la serenità è forse proprio smettere di affrontare tutto questo da soli.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



