Buongiorno, ho fatto una colonscopia poiché occasionalmente paper bleeding e avendo familiarità per
Buongiorno, ho fatto una colonscopia poiché occasionalmente paper bleeding e avendo familiarità per CCR (padre, 45 anni). Nel referto della colonscopia il medico ha scritto "polipo piano (IIa) di 2mm asportato con ansa a freddo del trasverso distale." Mi è ora arrivato l'esito dell'esame istologico del polipo. Nell'esito c'è scritto: -frustolo bioptico del diametro massimo di cm 1,7. (in toto) - A1) Adenoma tubulare con displasia di basso grado. Volevo capire come mai ci sono scritte due dimensioni diverse per il polipo e tra quanto dovrei rifare la colonscopia. Grazie.
2 risposte
La differenza è troppa , 2 mm verso 17 mm0 1,7 cm . quindi penso che una delle due sia dovuta ad un errore di battitura . Per un esame istologico simile , adenoma tutbulare a basso grado di displasia , un controllo endoscopico va programmato tra i 2-3 anni , ma considerato il caso di Suo padre (riscontro di CCR a 45 anni) mi sento di consigliarle di fare il prossimo controllo tra 2 anni . Buona serata .
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Buongiorno. L'esame istologico è nel complesso rassicurante: si tratta di un piccolo adenoma tubulare con displasia di basso grado, quindi una lesione benigna con iniziali alterazioni cellulari, che è stata individuata e rimossa prima che potesse evolvere nel tempo. Le due dimensioni indicate non sono necessariamente in contraddizione. I 2 mm riportati nella colonscopia rappresentano la dimensione stimata dal gastroenterologo durante l'esame. I 1,7 cm dell'istologico, invece, si riferiscono al “frustolo bioptico”, cioè al materiale complessivamente ricevuto e misurato dal laboratorio dopo l'asportazione: non significa necessariamente che il polipo fosse di 17 mm. Ai fini della sorveglianza, in questo caso è particolarmente importante la dimensione endoscopica documentata dal colonscopista. Per un singolo adenoma tubulare di soli 2 mm con displasia di basso grado, completamente asportato durante una colonscopia di buona qualità, il reperto di per sé è a basso rischio e non richiederebbe un controllo a breve distanza. Nel suo caso, però, c'è un elemento importante: suo padre ha avuto un carcinoma colorettale a soli 45 anni. Questa familiarità va considerata separatamente dal piccolo adenoma e può giustificare un programma di controlli più ravvicinato rispetto a quello previsto per una persona senza familiarità. Le raccomandazioni standard post-polipectomia per piccoli adenomi, infatti, devono essere adattate quando esiste una storia familiare di carcinoma colorettale. Per questo non fisserei autonomamente il prossimo controllo basandomi soltanto sul polipo. Porterei referto della colonscopia, istologico e informazioni sulla diagnosi di suo padre al gastroenterologo: nel suo caso può essere ragionevole orientarsi verso l'intervallo più prudente previsto dal percorso di screening familiare. Inoltre, considerando che suo padre ha sviluppato il tumore prima dei 50 anni, chiederei al gastroenterologo anche se nella vostra famiglia sia indicata una valutazione genetica per predisposizione ereditaria al carcinoma colorettale, soprattutto se sono presenti altri familiari con tumori del colon o tumori correlati. In sintesi: il polipo trovato non è un tumore ed è stato rimosso in una fase molto precoce; l'aspetto che merita maggiore attenzione per programmare i controlli futuri è soprattutto la familiarità paterna così giovane.
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