Buongiorno, ho 59 anni e ho una TPV alla vena poplitea dall'anno 2000 in seguito a frattura e immob
Buongiorno, ho 59 anni e ho una TPV alla vena poplitea dall'anno 2000 in seguito a frattura e immobilizzazione da gesso. Uso ogni giorno , tranne quando vado a dormire, calze a compressione graduata indicate dallo specialista. Non ho dolori , ma sopratutto d'estate, quando è fastidioso usare le calze e senza il polpaccio diventa il doppio, è facile avere crampi. Volevo sapere se oltre alle calze terapeutiche posso fare altro (farmaci o chirurgia), per migliorare la mia condizione. Grazie per eventuali risposte.
8 risposte
Salve. Essendo la TVP di vecchia data , non è indicata alcuna terapia, anche se dovrebbe sottoporsi a controlli periodici. Per quanto riguarda le calze, è proprio l' estate , con il caldo, il nemico principale delle vene , che tendono a gonfiarsi e a dare fastidio.
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buongiorno, oltre la elastocompressione bisognerebbe aggiungere terapia orale da assumere sempre o a cicli in base alle sue esigenze. Le consiglio visita angiologica e doppler per rivalutare la sua situazione.
Buongiorno, le consiglio di fare un ecodoppler di controllo se non l'ha già fatto, per capire se effettivamente la vena poplitea non si è ricanalizzata completamente dopo la trombosi o ha una varicosi concomitante che le può dare questi sintomi e in base allo stato del sistema venoso profondo lo specialista la può consigliare un intervento o meno. Se fosse davvero che la vena poplitea non si è ripresa dalla trombosi ed è rimasta occlusa purtroppo la calza è la sua arma migliore al momento, come farmaci può provare dei venotonici (degli integratori) ma altri farmaci veri e propri non ce ne sono. Come chirurgia al sistema venoso profondo in questo senso sono più sperimentali ed eseguiti in pochi centri, sono di solito riservati a mancanze congenite di valvole venose o gravi sindromi posttrombotiche, che non mi sembra il suo caso da come ha descritto i suoi sintomi. Stent al sistema venoso profondo sono riservati alle vene iliache e al massimo alla vena femorale comune, quindi anche questa non sarebbe un'opzione per lei. Spero di aver risposto alla sua domanda.
Gentile paziente, E' possibile che alla base dei suoi sintomi sia presente una sindrome post-trombotica, ossia un'insufficienza delle valvole venose colpite dalla trombosi con conseguente ristagno ematico, gonfiore (maggiormente nei mesi estivi) e crampi. E' importante valutare la presenza di questa sindrome (comunque molto probabile da quanto lei riferisce) con un ecocolordoppler venoso. La calza elastica (minimo I° classe di compressione se i suoi vasi arteriosi presentano un flusso valido) rappresenta comunque il presidio migliore per mitigare la sintomatologia ed è importante che la calza venga cambiata regolarmente (una volta all'anno va bene) in modo da garantire una valida e costante elastocompressione nel tempo. E' possibile inoltre associare una terapia flebotonica (ad esempio a base di Diosmina) per migliorare il tono venoso, soprattutto se nei mesi estivi è più difficile indossare con regolarità la calza elastica. Cordialmente
Buongiorno, certo seguendo ottimali norme comportamentali e posturali, può trovarle di molto dettagliate sul sito della SIFCS (sifcs.it) , Società storica di Flebologia. per quanto riguarda scelte terapeutiche sarà bene contattare un angiologo, come in condizioni di sindrome post-trombotica sintomatica, i Bioflavonoidi svolgono un effetto positivo sui disturbi. Cordialità
Buongiorno, dopo una trombosi venosa profonda così lontana nel tempo può persistere una sindrome post-trombotica, con difficoltà del ritorno venoso e gonfiore dell’arto, soprattutto con il caldo. Le calze elastiche rimangono spesso un elemento importante, ma non sono necessariamente l’unica possibilità. Farmaci o eventuali trattamenti dipendono dal tipo e dall’entità delle alterazioni venose residue. Le consiglierei una visita flebologica con ecocolordoppler aggiornato, per valutare il circolo venoso profondo e superficiale e capire se, oltre alla compressione, vi siano altre strategie utili nel suo caso.
Probabilmente lei è affetto da quella che si definisce Sindrome Post-Trombotica. La gestione di tale sindrome, dopo un'attenta valutazione specialistica flebologica, può coinvolgere anche farmaci, integratori, esercizi fisici e, in casi estremi, chirurgia. Un caro saluto
Buongiorno, Nel periodo estivo può essere utile supportare la circolazione con flebotonici anche ad azione antiedemigena, tuttavia, la loro indicazione prescrizione deve essere valutata anche tenendo conto di altri farmaci che assume e di possibili intolleranze/allergie. Per quanto riguarda l’approccio chirurgico, è pensabile nel caso la sindrome post-trombotica (data dalla pregressa TVP poplitea) si associa ad una insufficienza venosa con presenza di vene varicose, che aggravano la sintomatologia e l’edema. Le suggerisco una valutazione angiologica/flebologica per affrontare insieme la situazione. A presto. Dott.ssa Claudia Carnuccio
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