Buongiorno ho 48 anni donna , da tre mesi ho dolore ad un ginocchio , questo il risultato della rsm.

Buongiorno ho 48 anni donna , da tre mesi ho dolore ad un ginocchio , questo il risultato della rsm. Chiedo aiuto e consiglio perché nonostante ortopedico con infiltrazioni e osteopata non ho risolto nulla… dalle immagini si vede la rotula spostata di 4 cm … RISONANZA MAGNETICA GINOCCHIO DX Le rime articolari femoro-tibiali non presentano focali lesioni osteocondrali, né aree di edema intraspongioso dei capi ossei. Modesta meniscopatia mediale con ridotto spessore, senza rottura. Nella norma il menisco laterale. Nella norma i legamenti crociati e collaterali. Rotula attualmente in minima iperpressione laterale, su troclea femorale ampia e poco profonda. Si associa condropatia femoro-rotulea con diffusa riduzione di spessore del rivestimento cartilagineo, senza focali difetti dei profili articolari. Nella norma i tendini rotuleo e quadricipitale. Modesto versamento articolare. Nella norma il cavo popliteo. Grazie.

4 risposte


Dalla risonanza non emergono patologie degne di nota a parte lievi segni di artrosi. E' necessario che si sottoponga ad una corretta visita diagnostica

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Gentie Signora, la risonanza magnetica descrive un quadro di condropatia femoro-rotulea associata a una lieve iperpressione laterale della rotula e a una modesta meniscopatia mediale, senza lesioni meniscali, legamentose o cartilaginee di tipo grave. È importante precisare che dal referto non emerge uno spostamento della rotula di 4 cm. La dicitura "minima iperpressione laterale" indica un lieve alterato allineamento della rotula durante il movimento, che può essere responsabile del dolore anteriore del ginocchio, soprattutto nel salire e scendere le scale, accovacciarsi o dopo una prolungata posizione seduta. Se infiltrazioni e trattamenti manuali non hanno dato beneficio, il passo successivo è una rivalutazione ortopedica, preferibilmente con uno specialista che si occupi di patologia femoro-rotulea. Spesso il trattamento più efficace consiste in un programma di fisioterapia specifica, finalizzato al rinforzo del quadricipite (in particolare del vasto mediale), dei muscoli dell'anca e al miglioramento del controllo del movimento della rotula. Solo nei casi selezionati e dopo un'attenta valutazione clinica possono essere presi in considerazione ulteriori trattamenti, comprese infiltrazioni o, più raramente, un trattamento chirurgico. Poiché il dolore persiste da tre mesi nonostante le cure già eseguite, è opportuno che la situazione venga rivalutata correlando il referto della risonanza con l'esame clinico, così da individuare la reale causa della sintomatologia e impostare il trattamento più appropriato.


Dalla risonanza il reperto più significativo è la condropatia femoro-rotulea associata a una lieve iperpressione laterale della rotula. In questi casi il trattamento più importante è un percorso fisioterapico specifico, mirato a correggere la biomeccanica del ginocchio e a rinforzare in particolare il quadricipite e la muscolatura dell'anca. Se dopo tre mesi il dolore è ancora importante, è possibile che il trattamento riabilitativo non sia stato sufficientemente completo o mirato a questa problematica. Le infiltrazioni possono essere un valido supporto, ma da sole difficilmente risolvono il problema se non vengono associate a una riabilitazione adeguata. Le consiglio quindi una rivalutazione con uno specialista del ginocchio per impostare un programma fisioterapico specifico e personalizzato. A disposizione.


Gentile utente, Dalla risonanza non emerge una lesione meniscale o legamentosa che giustifichi da sola una sintomatologia persistente. Il reperto più significativo è rappresentato dalla condropatia femoro-rotulea associata a minima iperpressione laterale della rotula, quadro che può essere responsabile di un dolore importante soprattutto durante scale, posizione seduta prolungata o accovacciamento. Vorrei però precisare un aspetto: dalla risonanza non si può misurare uno “spostamento della rotula di 4 cm”. Se le è stato riferito questo dato, sarebbe utile capire a quale parametro ci si riferisce, perché la RM descrive soltanto una minima iperpressione laterale. Considerato il mancato beneficio dopo infiltrazioni e trattamenti manuali, ritengo opportuno un nuovo inquadramento clinico. Nella sindrome femoro-rotulea è infatti fondamentale valutare anche l’allineamento dell’arto inferiore, il tracking rotuleo, l’eventuale displasia trocleare, la forza del quadricipite e della muscolatura dell’anca, aspetti che la risonanza magnetica, da sola, non è in grado di definire. Solo integrando esame clinico e imaging è possibile stabilire il trattamento più appropriato ed evitare terapie ripetute che potrebbero non affrontare la reale causa del dolore.

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