Buongiorno, ho 34 anni e durante una risonanza magnetica eseguita per un problema al ginocchio dest

Buongiorno, ho 34 anni e durante una risonanza magnetica eseguita per un problema al ginocchio destro è stata studiata anche la parte sinistra a scopo comparativo. In modo del tutto occasionale è stata riscontrata una lesione ossea a livello della tibia prossimale sinistra, dove non avverto alcun dolore né altri sintomi. Nel referto è riportato: "Lesione focale ossea moriforme di circa 30 mm, iperintensa nelle sequenze T2-pesate e con piccolo focolaio di edema osseo circostante, in prima ipotesi riconducibile ad encondroma, comunque da monitorare nei successivi controlli. Si documenta a livello del margine posteriore dell'epifisi prossimale della tibia in sede mediana." La lesione misura circa 3 cm ed è stata descritta come compatibile con un encondroma. Sono un po' preoccupato perché, pur sapendo che dovrò farmi valutare da un ortopedico, vorrei capire meglio il significato di questo reperto. Vorrei chiedere: Un encondroma con queste caratteristiche è generalmente considerato un reperto benigno? Il piccolo edema osseo circostante è un elemento frequente o merita particolare attenzione? Il rischio che possa evolvere in qualcosa di più serio è concreto oppure si tratta nella maggior parte dei casi di lesioni stabili nel tempo? Quali controlli vengono solitamente consigliati in situazioni come questa? Ringrazio chiunque possa darmi qualche chiarimento.

2 risposte


Salve, nella maggior parte dei casi, specialmente nell'arto inferiore, gli encondromi sono dei reperti occasionali che non richiedono alcun tipo di trattamento, se asintomatici. Potrebbe essere utile ripetere una risonanza a distanza per studiarne eventuali cambiamenti. Lo specialista che la visiterà saprà sicuramente darle le indicazioni giuste. Saluti.

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Gentile Signore, il reperto descritto alla risonanza è compatibile, in prima ipotesi, con un encondroma, una lesione cartilaginea benigna che viene frequentemente riscontrata in modo occasionale durante esami eseguiti per altri motivi. Nella maggior parte dei casi si tratta di una lesione stabile nel tempo e il rischio di trasformazione in una forma maligna è molto basso, soprattutto quando è isolata e asintomatica. Il piccolo focolaio di edema osseo circostante è un reperto che merita attenzione ma, da solo, non è sufficiente a indicare una lesione aggressiva. Deve essere interpretato insieme alle caratteristiche radiologiche della lesione e, soprattutto, al quadro clinico. Generalmente è consigliabile una valutazione da parte di un ortopedico, preferibilmente con esperienza in patologia oncologica dell'apparato muscolo-scheletrico, che potrà visionare direttamente le immagini ed eventualmente richiedere radiografie mirate o programmare controlli radiologici periodici per verificarne la stabilità nel tempo. Solo in presenza di caratteristiche radiologiche sospette, aumento dimensionale della lesione o comparsa di sintomi può rendersi necessario un ulteriore approfondimento. Nel suo caso, sulla base di quanto riportato nel referto, non vi sono elementi che facciano pensare con certezza a una lesione maligna, ma è corretto eseguire i controlli consigliati per confermarne la stabilità.

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