Buongiorno gentili Dottori, scrivo per quanto riguarda una situazione che ormai va avanti da troppo
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Buongiorno gentili Dottori,
scrivo per quanto riguarda una situazione che ormai va avanti da troppo tempo.
Nel gennaio 2022 è insorta una ragade anale anteriore che è perdurata per i successivi 5 mesi circa. A seguito di diverse terapie di cui l'ultima dilatan+levorag+antrolin , sono riuscito a farla cicatrizzare e guarire, confermando anche tramite visita proctologica . La ragade ha portato grande stress mentale e fisico( in particolare localmente, in quanto ho eseguito numerosi trattamenti tra cui appunto dilatazioni, applicazioni continue di pomate e unguenti ecc, per portarla a guarigione), e pensavo di aver risolto. Purtroppo sin dalla guarigione, ho continuato a sperimentare problemi e fastidi anali (e li accuso tutt'ora) nonostante la ragade fosse guarita : spesso durante i movimenti intestinali avevo ed ho l'impressione che l'ano fosse come ristretto, e 9 volte su 10 mi procuro piccole lesioni ragadiformi ( cosi definite dallo specialista) che sono recidive, in quanto guariscono magari anche per giorni o settimane e poi anche con defecazioni "morbide" ricompaiono sulla mucosa anale verso l'orifizio , .
Un altro sintomo contestualmente insorto dopo la guarigione della ragade , sono dei dolori anali trafittivi intermittenti durante la giornata anche lontani dalla defecazione, che accuso purtroppo costantemente, anche in periodi in cui non ho lesioni o graffietti di alcun tipo ( sempre confermato da visita specialistica) , che peggiorano se sono seduto e migliorano in piedi fino a sparire da steso.
Ho eseguito diverse visite nell'ultimo anno per cercare di arrivare a capire dove fosse il problema: inizialmente si pensava derivasse tutto dallo stato della mucosa anale , che ripetutamente infastidita dalle defecazioni ecc, è stata descritta come "iperemica e disepitelizzata" da una visita medica e portava a questi problemi. Allora ho eseguito l'ennesima terapia con 2 mesi di pomata all'ossido di zinco tre volte al giorno ( dopo aver escluso proctiti ed emorroidi, e dopo aver provato altre terapie tra cui Topster integratori e quant'altro), cura nell'igiene locale, attenzione all'alimentazione, idratazione ecc. Al termine della terapia di due mesi con la pasta allo zinco, per un mesetto non ho avuto problemi di lesioni alla mucosa, ma solo le fitte intermittenti che perduravano comunque , e pensavo di aver risolto almeno il problema delle lesioni.
Arrivando ad oggi, continuo ad avere gli stessi problemi : fitte intermittenti durante la giornata, e continue lesioni ragadiformi sulla mucosa anale che appaiono sempre anteriormente , a volte un po sui lati ma sempre nel versante anteriore (verso i genitali per intenderci).
Dalle visite specialistiche non emergono patologie del canale ano-rettale, ma i sintomi persistono.
Ho eseguito una manometria che indica "tono sfinteriale nella norma in relazione all'età con spike di contrattura isolato ,contrazione nella norma per intensità diminuito per durata, rilasciamento del complesso sfinteriale e del pubo rettale diminuito con iniziale contrazione paradossa come nella sindrome nel pubo rettale. Utile riabilitazione del pavimento pelvico."
Il Dottore che mi segue dice che sia i dolori anali intermittenti che le frequenti piccole lesioni, possono essere causate da questa condizione del pavimento pelvico, come conseguenza di "pregresso stress della regione" . Anche un terzo sintomo, ovvero la difficoltà che accuso a trattenere lo stimolo dell'urina, potrebbe essere causato da eventuali tensioni del pavimento pelvico a detta del medico, che quindi mi suggerisce di iniziare un percorso di riabilitazione.
Le mie domande sono :
-potrei essere sulla strada giusta per la risoluzione dei miei problemi con la riabilitazione che comincerò a breve?
-L'esito della manometria giustificherebbe davvero finalmente i miei sintomi ?
-A breve dovrei cominciare il percorso di riabilitazione, ma nonostante l'utilizzo frequente che faccio della pasta allo zinco , bagni caldi ecc, le piccole lesioni fanno fatica a guarire e ricompaiono facilmente. Come posso trattarle per arrivare alla riabilitazione in uno stato della mucosa migliore ? Conviene tornare ad una frequenza di applicazione di tre volte al giorno o posso fare/utilizzare altro?
-Eventualmente si può seguire la riabilitazione anche con delle piccole lesioni attive o porterebbero a troppo fastidio durante le sedute ?
Vorrei solo sapere di essere sulla strada giusta per risolvere questa situazione che ormai in 2 anni ha cambiato radicalmente la mia quotidianità e non mi permette di vivere serenamente da tempo e che, dopo i diversi tentativi e fallimenti, mi sembra non avere più via d'uscita . Aggiungo inoltre che non mi è stata minimamente indicata una possibilità di intervento chirugico in quanto " non c'è nulla su cui si debba intervenire" , da ciò che emerge dalle visite proctologiche.
Vi ringrazio in anticipo
scrivo per quanto riguarda una situazione che ormai va avanti da troppo tempo.
Nel gennaio 2022 è insorta una ragade anale anteriore che è perdurata per i successivi 5 mesi circa. A seguito di diverse terapie di cui l'ultima dilatan+levorag+antrolin , sono riuscito a farla cicatrizzare e guarire, confermando anche tramite visita proctologica . La ragade ha portato grande stress mentale e fisico( in particolare localmente, in quanto ho eseguito numerosi trattamenti tra cui appunto dilatazioni, applicazioni continue di pomate e unguenti ecc, per portarla a guarigione), e pensavo di aver risolto. Purtroppo sin dalla guarigione, ho continuato a sperimentare problemi e fastidi anali (e li accuso tutt'ora) nonostante la ragade fosse guarita : spesso durante i movimenti intestinali avevo ed ho l'impressione che l'ano fosse come ristretto, e 9 volte su 10 mi procuro piccole lesioni ragadiformi ( cosi definite dallo specialista) che sono recidive, in quanto guariscono magari anche per giorni o settimane e poi anche con defecazioni "morbide" ricompaiono sulla mucosa anale verso l'orifizio , .
Un altro sintomo contestualmente insorto dopo la guarigione della ragade , sono dei dolori anali trafittivi intermittenti durante la giornata anche lontani dalla defecazione, che accuso purtroppo costantemente, anche in periodi in cui non ho lesioni o graffietti di alcun tipo ( sempre confermato da visita specialistica) , che peggiorano se sono seduto e migliorano in piedi fino a sparire da steso.
Ho eseguito diverse visite nell'ultimo anno per cercare di arrivare a capire dove fosse il problema: inizialmente si pensava derivasse tutto dallo stato della mucosa anale , che ripetutamente infastidita dalle defecazioni ecc, è stata descritta come "iperemica e disepitelizzata" da una visita medica e portava a questi problemi. Allora ho eseguito l'ennesima terapia con 2 mesi di pomata all'ossido di zinco tre volte al giorno ( dopo aver escluso proctiti ed emorroidi, e dopo aver provato altre terapie tra cui Topster integratori e quant'altro), cura nell'igiene locale, attenzione all'alimentazione, idratazione ecc. Al termine della terapia di due mesi con la pasta allo zinco, per un mesetto non ho avuto problemi di lesioni alla mucosa, ma solo le fitte intermittenti che perduravano comunque , e pensavo di aver risolto almeno il problema delle lesioni.
Arrivando ad oggi, continuo ad avere gli stessi problemi : fitte intermittenti durante la giornata, e continue lesioni ragadiformi sulla mucosa anale che appaiono sempre anteriormente , a volte un po sui lati ma sempre nel versante anteriore (verso i genitali per intenderci).
Dalle visite specialistiche non emergono patologie del canale ano-rettale, ma i sintomi persistono.
Ho eseguito una manometria che indica "tono sfinteriale nella norma in relazione all'età con spike di contrattura isolato ,contrazione nella norma per intensità diminuito per durata, rilasciamento del complesso sfinteriale e del pubo rettale diminuito con iniziale contrazione paradossa come nella sindrome nel pubo rettale. Utile riabilitazione del pavimento pelvico."
Il Dottore che mi segue dice che sia i dolori anali intermittenti che le frequenti piccole lesioni, possono essere causate da questa condizione del pavimento pelvico, come conseguenza di "pregresso stress della regione" . Anche un terzo sintomo, ovvero la difficoltà che accuso a trattenere lo stimolo dell'urina, potrebbe essere causato da eventuali tensioni del pavimento pelvico a detta del medico, che quindi mi suggerisce di iniziare un percorso di riabilitazione.
Le mie domande sono :
-potrei essere sulla strada giusta per la risoluzione dei miei problemi con la riabilitazione che comincerò a breve?
-L'esito della manometria giustificherebbe davvero finalmente i miei sintomi ?
-A breve dovrei cominciare il percorso di riabilitazione, ma nonostante l'utilizzo frequente che faccio della pasta allo zinco , bagni caldi ecc, le piccole lesioni fanno fatica a guarire e ricompaiono facilmente. Come posso trattarle per arrivare alla riabilitazione in uno stato della mucosa migliore ? Conviene tornare ad una frequenza di applicazione di tre volte al giorno o posso fare/utilizzare altro?
-Eventualmente si può seguire la riabilitazione anche con delle piccole lesioni attive o porterebbero a troppo fastidio durante le sedute ?
Vorrei solo sapere di essere sulla strada giusta per risolvere questa situazione che ormai in 2 anni ha cambiato radicalmente la mia quotidianità e non mi permette di vivere serenamente da tempo e che, dopo i diversi tentativi e fallimenti, mi sembra non avere più via d'uscita . Aggiungo inoltre che non mi è stata minimamente indicata una possibilità di intervento chirugico in quanto " non c'è nulla su cui si debba intervenire" , da ciò che emerge dalle visite proctologiche.
Vi ringrazio in anticipo
Se il Collega ha escluso l’ipotesi di intervento chirurgico (e, da quanto detto, mi sembra corretta come indicazione), direi che di questo non deve preoccuparsi.
Proceda alla riabilitazione per prima cosa, e poi si vedrà il da farsi.
Saluti
Proceda alla riabilitazione per prima cosa, e poi si vedrà il da farsi.
Saluti
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