Buongiorno, è una settimana che ho smesso l’omepranzolo come mi è stato detto sto avendo distu

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Buongiorno, è una settimana che ho smesso l’omepranzolo come mi è stato detto sto avendo disturbi gastroduodenali con bruciori e reflusso devo resistere perché l’inibitore di pompa l’ho preso senza interruzioni per 24anni dopo infarti, ho 3 stent, le dosi erano molto più alte raggiunsi fino a due compresse di Lucen due volte al giorno, poi 3 anni fa dopo una colon scopia mi trovarono polipo e diverticoli, polipo operato in quel frangente mi hanno ridotto la pastiglia inibitore di pompa passando al omepranzolo. Ora ho deciso di provare a smettere d’accordo con il mio dottore curante, cerco di aiutarmi con degli antiacidi tipo Xamamina,Malox e il Geffer ma non più di tre giorni come consigliato dopo i 60 anni. Ho dovuto smettere perché incominciavo a sentire dolori alle ossa di tutto il corpo e vari disturbi fastidiosi, ora sto resistendo hai bruciori di stomaco, ma avrei bisogno di essere incoraggiato ad non ricadere nella dipendenza degli inibitori. grazie mille per il vostro tempo che vorrete dedicarmi cordiali saluti.
Capisco bene la sua situazione: dopo tanti anni di assunzione continuativa di inibitori di pompa ( esomeprazolo, omeprazolo...) è normale che nei primi giorni o settimane dalla sospensione si avverta un forte bruciore e reflusso dovuto al fenomeno noto come rebound acido , cioè una produzione temporaneamente elevata di acido da parte dello stomaco dopo l'interruzione dell'antisecretore. Il rebound può durare 2-6 settimane poi tende a ridursi . Dopo un uso prolungato non bisogna interrompere di colpo l'antisecretore ma procedere in maniera graduale con un piano di riduzione progressiva per rendere i sintomi piu tollerabili. I dolori ossei e muscolari che lei avverte possono dipender da un uso prolungato degli inibitori di pompa ed è corretto interromperne l 'assunzione. La cosa importante è che non si scoraggi perchè la fase che sta attraversando è fastidiosa ma reversibile e rappresenta una parte naturale del processo di sospensione . Se i disturbi dovessero essere troppo intensi non significa fallimento ma semplicemente che potrebbe essere utile aggiustare la velocità di riduzione insieme al curante.
Resto a disposizione per aiutarla a trovare lo schema più adatto e accompagnarla passo passo in questa fase.

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