Buongiorno Dr, mia madre ha 67 anni, dislipidemica e ipertesa. Maltollera la maggior parte dei prin
Buongiorno Dr, mia madre ha 67 anni, dislipidemica e ipertesa. Maltollera la maggior parte dei principi attivi antipertensivi (ramipril, amlodiplina, idroclorotiazide) ed é stato un supplizio trovare una terapia efficace nel tempo . Da qualche mese finalmente si é raggiunto un equilibrio apparentemente stabile con una combo di metoprololo, barnadipina, irbesartan e la dose minima di furosemide. Il metoprololo é stato introdotto a seguito di scoperta di numerosissime BEV monomorfe ed isolate che le davano molti sintomi. Dopo 6 mesi di terapia con lo stesso é stato ripetuto holter che ha rilevato un aumento del numero di BEV "ma una miglior qualità delle stesse" così il cardiologo ha raddoppiato il dosaggio del farmaco, che credo sia ora al massimo, metà al mattino e metà alla sera. In attesa di controllo tra ulteriori 6 mesi, lo specialista ha anche prescritto una RMN cardiaca per completare l'iter diagnostico, la quale appare palesemente normale se non per gli atri che vengono definiti "severamente dilatati" : il snx ha area di 30 cm2 con volume 67 mL e il destro 21 cm2. Tutto il resto é appunto normale, infatti nelle conclusioni viene riportato: regolare funzione sistolica biventricolare (FEVS 71%) in assenza di alterazioni della cinetica. No alterazioni patologiche alla caratterizzazione tissutale. Controllando il referto dell'ultima visita cardiologica, quella che ha preceduto e portato alla prescrizione di questa RMN, il cardiologo aveva riportato da eco un "atrio dilatato 76 mL con lieve insufficienza mitralica" ma non ci ha detto nulla al riguardo, se non che il cuore di mia mamma é ok, va solo mantenuta la pressione e risolte le BEV e che nel suo caso non si può nemmeno parlare di cardiopatia ipertensiva in quando non ci sono gli estremi. A giugno dovrà appunto rifare holter per vedere l'effetto dell'aumento di metoprololo e valutare se sia il caso di inserire un altro farmaco (tipo la Flecainide ha detto) o altro. Alla luce di quanto sopra, voleva sapere quanto sia preoccupante il volume degli atti relativi e se, mantenendo la pressione a regime e risolvendo le BEV, dovrebbero tornare a volumi ragionevoli (al netto della lieve insufficienza mitralica). Grazie e scusate la prolissità!
1 risposta
Buon pomeriggio innnazitutto tra l’eco transtoracici e l risonanza è più che normale che ci possano essere delle piccole differenze. L’ingrandimento atriale consiste in una alterazione anatomica causata da svariati fattori che comunque non è reversibile. L cardiopatia ipertensiva consiste in un ispessimento delle pareti cardiache generalmente valutando il setto interventricolare se ne prende atto, secondario all’ipertensione. Per quanto concerne l sua domanda la pressione protrebbe essere un trigger per l’insorgenza di bev ma andrebbe valutata la storia la sintomatologia e i fattori di rischio per poter avere un idea più precisa e potern formulare una risposta esaustiva pertanto una visita cardiologica completa potrebbe fugare ogni suo dubbio
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