Buongiorno Dottori, vi scrivo per chiedere alcuni chiarimenti in merito alla terapia farmacologica

2 risposte
Buongiorno Dottori,
vi scrivo per chiedere alcuni chiarimenti in merito alla terapia farmacologica seguita dal mio compagno, il quale ha una diagnosi da ADHD di grado severo con comorbilità ansiosa. Attualmente è in cura presso una psichiatra che si occupa esclusivamente della prescrizione farmacologica, senza però affiancare un percorso di psicoterapia.
La terapia consiste nell’assunzione quotidiana di 50 mg di metilfenidato, con un giorno di sospensione settimanale (generalmente il sabato). In tale giornata, tuttavia, il mio compagno fa abitualmente e contemporaneamente uso di alcol, cannabis (legale nel paese in cui viviamo, la Germania) e nicotina.
Ho più volte espresso le mie perplessità rispetto a questo comportamento, sia per le possibili interazioni tra il metilfenidato (ancora presente nell’organismo) e le suddette sostanze, sia per i potenziali effetti negativi sulla sua salute psicofisica, considerando anche che ho notato, un aumento della sua ansia, nervosismo e agitazione.
Pertanto, vi pongo i seguenti quesiti:
1. È clinicamente appropriato prevedere un giorno di sospensione settimanale nella terapia con metilfenidato?
2. È sicuro assumere, nel giorno di sospensione, sostanze come alcol (anche in quantità moderate, ex. solo una birra), cannabis e nicotina, considerato che il farmaco potrebbe essere ancora in circolo?
Purtroppo, non ho ricevuto informazioni dalla psichiatra che lo segue, e in quanto persona fortemente contraria all’uso di sostanze (alcol, nicotina, ecc.) mi preme comprendere meglio gli eventuali rischi legati a questa situazione, oltre al fatto che la situazione sta diventando gravosa e stressante per me.
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la disponibilità.

Cordiali saluti..
Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

La sospensione settimanale di metilfenidato non è una pratica standard per ADHD severo, ma può essere proposta per valutare sintomi residui o ridurre tolleranza.
Tuttavia, può aumentare ansia o irritabilità nel giorno di pausa.

L’uso di alcol, cannabis, e nicotina nel giorno di sospensione è rischioso.

Il metilfenidato è ancora presente, e queste sostanze possono amplificare ansia, nervosismo, e agitazione, oltre a peggiorare la salute psicofisica.

Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto

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Dr. Matteo Innocenti
Psichiatra, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Firenze
Gentile utente,

grazie per aver condiviso con tanta precisione e attenzione la situazione del suo compagno. Le sue osservazioni sono assolutamente legittime e denotano un forte senso di responsabilità e preoccupazione per il benessere psicofisico della persona a lei vicina.

Rispondo di seguito ai quesiti posti:

1. La pratica di sospendere il metilfenidato per un giorno alla settimana (cosiddetto drug holiday) non è sempre raccomandata e deve essere valutata caso per caso. In alcuni soggetti può essere utilizzata per contenere determinati effetti collaterali o monitorare la persistenza della sintomatologia in assenza del farmaco. Tuttavia, nei casi di ADHD con una componente severa e una comorbidità ansiosa, l’interruzione settimanale può risultare destabilizzante e andrebbe considerata con cautela. È importante che questa scelta venga supportata da una valutazione clinica accurata e condivisa con il paziente, anche in merito alle sue abitudini e stile di vita.

2. L’assunzione di alcol, cannabis e nicotina – anche nel giorno di sospensione – può interferire in modo significativo con la stabilità clinica e i sintomi correlati all’ADHD e all’ansia. Anche se il metilfenidato non viene assunto in quella giornata, la sua emivita e il metabolismo possono determinare la permanenza di quote residue nel circolo sistemico, soprattutto se assunto in formulazioni a rilascio prolungato. In particolare, l’alcol e la cannabis possono talvolta aumentare più o meno lievemente i livelli di ansia, interferire con la qualità del sonno, alterare l’umore e ridurre l’efficacia globale della terapia farmacologica. Inoltre, l’uso associato – seppur non simultaneo – può complicare il quadro clinico e rendere più difficile una valutazione corretta della risposta al trattamento.

Il fatto che abbia notato un peggioramento dell’ansia, del nervosismo e dell’agitazione nel suo compagno è un elemento rilevante, che merita di essere discusso in modo approfondito con lo specialista che lo segue. In questo senso, potrebbe essere utile un approccio integrato che includa anche un supporto psicoterapeutico, utile a lavorare non solo sui sintomi ma anche sulle dinamiche legate all’uso delle sostanze, alla regolazione emotiva e ai meccanismi di coping.

Comprendo che questa situazione possa risultare per lei fonte di stress e fatica. È importante anche prendersi cura del proprio equilibrio quando si vive accanto a una persona che affronta una condizione psichiatrica complessa.

Resto a disposizione nel caso desiderasse ulteriori chiarimenti. Un cordiale saluto.

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