Buongiorno dottori, scusate se disturbo ma dopo 2 anni di rimandi da un reparto all'altro è 6 mesi d
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risposte
Buongiorno dottori, scusate se disturbo ma dopo 2 anni di rimandi da un reparto all'altro è 6 mesi discontinuità di terapie cortisoniche l'ultimo referto di risonanza cita questo:
Presa visione di ultimo controllo RM del 29/09/2023.
L'odierno controllo mostra sostanzialmente sovrapponibile l'aspetto lievemente ispessito del terzo
craniale del peduncolo ipofisario e del recesso infundibulare, sfumatamente iperintensi in T2\Flair, in
assenza di impregnazioni contrastografiche.
Dopo somministrazione di mezzo di contrasto permane enhancement nel fondo del CUI bilateralmente
con prevalenza a dx
Invariati tutti i noti restanti rilievi.
Paziente con storia ventennale di ipofisite autoimmune e relativi assi compromessi, da due anni sono all prese con disturbi vestibolari di instabilità, vertigini, acufeni, visita neurologia negativa.
Vi chiedo aiuto perché sono proprio disperata, anche questa volta mi dicono che non c'è nulla ma con 6 mesi di cortisone alle spalle è impossibile avere ancora ben due infiammazioni Tra l'altro unipofisite recidiva che già di per sé è rara.
Grazie infinite per la disponibilità
Buona giornata e buon lavoro
Tiziana
Presa visione di ultimo controllo RM del 29/09/2023.
L'odierno controllo mostra sostanzialmente sovrapponibile l'aspetto lievemente ispessito del terzo
craniale del peduncolo ipofisario e del recesso infundibulare, sfumatamente iperintensi in T2\Flair, in
assenza di impregnazioni contrastografiche.
Dopo somministrazione di mezzo di contrasto permane enhancement nel fondo del CUI bilateralmente
con prevalenza a dx
Invariati tutti i noti restanti rilievi.
Paziente con storia ventennale di ipofisite autoimmune e relativi assi compromessi, da due anni sono all prese con disturbi vestibolari di instabilità, vertigini, acufeni, visita neurologia negativa.
Vi chiedo aiuto perché sono proprio disperata, anche questa volta mi dicono che non c'è nulla ma con 6 mesi di cortisone alle spalle è impossibile avere ancora ben due infiammazioni Tra l'altro unipofisite recidiva che già di per sé è rara.
Grazie infinite per la disponibilità
Buona giornata e buon lavoro
Tiziana
Buongiorno Tiziana,
capisco perfettamente la frustrazione e l’ansia che può derivare da una storia così complessa e lunga. Provo a fare chiarezza sul referto e sulla situazione clinica.
Cosa dice il referto
La risonanza attuale è sostanzialmente sovrapponibile a quella di settembre 2023.
È presente un lievemente ispessimento del terzo craniale del peduncolo ipofisario e del recesso infundibulare, con sfumata iperintensità in T2/FLAIR, senza impregnazione contrastografica significativa.
Il fondo del CUI (cavità uditiva interna?) mostra un minimo enhancement bilaterale, prevalente a destra.
Tutti gli altri rilievi sono invariati.
In termini pratici, non ci sono lesioni nuove o evidenze di infiammazione attiva massiva. L’ispessimento e il minimo enhancement possono rappresentare segni residui di ipofisite pregressa o modificazioni cicatriziali.
Perché può dare sintomi persistenti
Anche in assenza di infiammazione attiva, le strutture ipofisarie e i nervi circostanti possono continuare a generare sintomi, come vertigini o instabilità.
I sintomi vestibolari e gli acufeni possono avere più cause concomitanti (orecchio interno, microcircolazione, farmaci, post-effetto dei cortisonici), non necessariamente legate all’ipofisite attiva.
Sull’uso dei cortisonici
Una sospensione di 6 mesi può portare a sintomi residui dovuti a squilibri ormonali, non necessariamente a nuova infiammazione.
La recidiva vera di ipofisite autoimmune è rara, e il referto attuale non documenta una recidiva massiva.
Cosa fare
Valutazione endocrinologica completa: controllare gli assi ormonali, perché sintomi come vertigini o debolezza possono derivare da deficit residui.
Valutazione otorinolaringoiatrica se i sintomi vestibolari persistono, per escludere cause periferiche.
Follow-up RM mirato: ripetere l’esame tra 6–12 mesi se i sintomi non peggiorano.
Messaggio chiave:
Dal referto non emerge una nuova ipofisite attiva, e i sintomi persistenti possono essere effetto residuo della malattia pregressa o degli squilibri ormonali, non segno di recidiva massiva.
Capisco quanto sia frustrante sentirsi dire “non c’è nulla”, ma spesso i sintomi residui non corrispondono a nuove lesioni.
Se vuoi, posso spiegarti come interpretare i valori ormonali e quali esami fare per capire meglio l’origine dei tuoi disturbi vestibolari.
Dott. Rosario Di Meo
Specialista Radiologo
capisco perfettamente la frustrazione e l’ansia che può derivare da una storia così complessa e lunga. Provo a fare chiarezza sul referto e sulla situazione clinica.
Cosa dice il referto
La risonanza attuale è sostanzialmente sovrapponibile a quella di settembre 2023.
È presente un lievemente ispessimento del terzo craniale del peduncolo ipofisario e del recesso infundibulare, con sfumata iperintensità in T2/FLAIR, senza impregnazione contrastografica significativa.
Il fondo del CUI (cavità uditiva interna?) mostra un minimo enhancement bilaterale, prevalente a destra.
Tutti gli altri rilievi sono invariati.
In termini pratici, non ci sono lesioni nuove o evidenze di infiammazione attiva massiva. L’ispessimento e il minimo enhancement possono rappresentare segni residui di ipofisite pregressa o modificazioni cicatriziali.
Perché può dare sintomi persistenti
Anche in assenza di infiammazione attiva, le strutture ipofisarie e i nervi circostanti possono continuare a generare sintomi, come vertigini o instabilità.
I sintomi vestibolari e gli acufeni possono avere più cause concomitanti (orecchio interno, microcircolazione, farmaci, post-effetto dei cortisonici), non necessariamente legate all’ipofisite attiva.
Sull’uso dei cortisonici
Una sospensione di 6 mesi può portare a sintomi residui dovuti a squilibri ormonali, non necessariamente a nuova infiammazione.
La recidiva vera di ipofisite autoimmune è rara, e il referto attuale non documenta una recidiva massiva.
Cosa fare
Valutazione endocrinologica completa: controllare gli assi ormonali, perché sintomi come vertigini o debolezza possono derivare da deficit residui.
Valutazione otorinolaringoiatrica se i sintomi vestibolari persistono, per escludere cause periferiche.
Follow-up RM mirato: ripetere l’esame tra 6–12 mesi se i sintomi non peggiorano.
Messaggio chiave:
Dal referto non emerge una nuova ipofisite attiva, e i sintomi persistenti possono essere effetto residuo della malattia pregressa o degli squilibri ormonali, non segno di recidiva massiva.
Capisco quanto sia frustrante sentirsi dire “non c’è nulla”, ma spesso i sintomi residui non corrispondono a nuove lesioni.
Se vuoi, posso spiegarti come interpretare i valori ormonali e quali esami fare per capire meglio l’origine dei tuoi disturbi vestibolari.
Dott. Rosario Di Meo
Specialista Radiologo
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