Buongiorno Dottori, ho 28 anni e chiedo cortesemente un vs. parere. Ho una diagnosi di ADHD in c
Buongiorno Dottori, ho 28 anni e chiedo cortesemente un vs. parere. Ho una diagnosi di ADHD in comorbilità con ipocondria e depressione. Ho ultimamente un dubbio riguardo la mia diagnosi, ed é questa: ho paura che non si tratti solo di depressione ma di disturbo bipolare. Mi è venuto questo dubbio perché riflettendo sul mio umore, mi accorgo che non è costantemente depresso o flesso, ma ci sono periodi dove risulta un po’ migliore (non ho mai avuto comportamenti maniacali, però quantomeno sono periodi dove non devo proprio trascinarmi in giro e le cose di tutti i giorno mi sembra mi vengano più semplici, e l’energia sia più alta) e altri dove invece é un po’ peggiore. Il dubbio nasce perché ho paura che questi miglioramenti siano dei periodi maniacali o ipomaniacali e quindi che il problema sia un disturbo bipolare. Sono anche ben consapevole di soffrire di ansia ipocondriaca, di fissarmi spesso su patologie e malattie e che quindi questa possa magari essere una mia preoccupazione infondata (mi è capitato spesso di avere paura di altre patologie). Solo che questa volta mi sembra un po’ più sensata, essendomi reso conto che ci sono periodi migliori e peggiori a livello di umore. Vedró lo psichiatra settimana prossima per stabilire una terapia, dato che al momento ho solo le diagnosi che vi ho elencato. Secondo voi é un timore fondato? Grazie mille e vi auguro un buon lavoro.
2 risposte
Gentile utente, La paura di avere un disturbo bipolare è comune nei pazienti con ansia ipocondriaca, ma il tuo racconto di periodi in cui ti senti “un po’ meglio”, con più energia e facilità nelle attività quotidiane, senza comportamenti maniacali evidenti (come euforia, spese sconsiderate, insonnia marcata), suggerisce più probabilmente fluttuazioni tipiche della depressione o dell’ADHD, dove l’umore può oscillare senza raggiungere l’ipomania. Il disturbo bipolare richiede episodi ipomaniacali o maniacali ben definiti, non solo miglioramenti transitori, e la tua consapevolezza dell’ipocondria è un punto di forza. La psicoterapia cognitivo-comportamentale e una terapia farmacologica mirata possono aiutarti, evitando farmaci che potrebbero causare eventualmente ipomania. La visita psichiatrica imminente è cruciale: condividi i tuoi timori e descrivi i periodi di “miglioramento” per chiarire la diagnosi e valutare la terapia che sia la più adatta possibile nel tuo caso specifico. Resto a disposizione per eventuali necessità, cari saluti
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Buongiorno, la riflessione che fa è molto lucida e comprensibile: quando si convive con una diagnosi come l’ADHD associata a depressione e ipocondria, è naturale interrogarsi sull’andamento del proprio umore e temere che vi possa essere anche un disturbo bipolare. Tuttavia, da quanto descrive, non emergono elementi tipici di una fase maniacale o ipomaniacale. Nel disturbo bipolare, infatti, i periodi di rialzo dell’umore si accompagnano in genere a una marcata riduzione del bisogno di sonno, aumento dell’autostima, iperattività, eloquio accelerato, irritabilità o impulsività, condotte rischiose o disinibite. Il semplice alternarsi di fasi in cui ci si sente “più energici” o “meno depressi” è invece molto frequente nei disturbi depressivi cronici, nei disturbi d’ansia e nell’ADHD stesso, che spesso determina fluttuazioni naturali di motivazione e concentrazione legate allo stress o al ritmo quotidiano. Il fatto che lei riconosca la componente ipocondriaca e che non riferisca sintomi maniacali veri e propri fa pensare che si tratti più di una variazione fisiologica dell’umore o di un timore legato all’ansia. È comunque corretto discuterne con lo psichiatra, che potrà valutare nel tempo il decorso clinico e distinguere eventuali oscillazioni patologiche da normali variazioni emotive. Continui a monitorare il suo stato d’animo, ma senza allarmarsi: la consapevolezza che mostra è già una base importante per affrontare il percorso terapeutico con serenità.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
