Buongiorno Dottore, Sono una studentessa (30anni, ma ho iniziato tardi) e chiedo un parere orientat
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Buongiorno Dottore,
Sono una studentessa (30anni, ma ho iniziato tardi) e chiedo un parere orientativo sulla terapia prescritta per un periodo di blocco funzionale legato agli esami universitari (difficoltà a motivarmi e attivarmi), e conseguente depressione o Comunque
Umore avvilente in merito al mio blocco, che erroneamente poi annestetizzavo con l’alcol seguito da isolamento sociale considerato che prima vivevo in un’altra città, e adesso sono su roma solo per
L’università , sola . La psicologa da cui vado in cura mi ha consigliato di unire un percorso farmacologico e di quesefuenza lo psichiatra e con quest’ultimo Attualmente assumo bupropione al mattino e gabapentin la sera da quasi un mese; lo psichiatra ha proposto l’aggiunta di trittico per il sonno.Sono invece piuttosto scettica sull’introduzione dei quest’ultimo , perché ho la sensazione che la terapia stia diventando molto carica rispetto al quadro iniziale.
Il mio dubbio è se questa progressiva aggiunta di farmaci sia clinicamente proporzionata all’obiettivo dichiarato (superare un periodo di blocco e aumentare l’attivazione), oppure se la mia percezione di una somministrazione eccessiva sia semplicemente legata a una mia naturale riluttanza verso i farmaci.
Le prescrizioni sono avvenute in queste tre visite :
Prima visita: escitalopram; seconda visita (dopo alcuni mesi): bupropione al mattino + gabapentin la sera; Terza visita: conferma di bupropione e gabapentin, con aggiunta di trazodone (gocce la sera) per facilitare il sonno
Grazie per l’attenzione.
Sono una studentessa (30anni, ma ho iniziato tardi) e chiedo un parere orientativo sulla terapia prescritta per un periodo di blocco funzionale legato agli esami universitari (difficoltà a motivarmi e attivarmi), e conseguente depressione o Comunque
Umore avvilente in merito al mio blocco, che erroneamente poi annestetizzavo con l’alcol seguito da isolamento sociale considerato che prima vivevo in un’altra città, e adesso sono su roma solo per
L’università , sola . La psicologa da cui vado in cura mi ha consigliato di unire un percorso farmacologico e di quesefuenza lo psichiatra e con quest’ultimo Attualmente assumo bupropione al mattino e gabapentin la sera da quasi un mese; lo psichiatra ha proposto l’aggiunta di trittico per il sonno.Sono invece piuttosto scettica sull’introduzione dei quest’ultimo , perché ho la sensazione che la terapia stia diventando molto carica rispetto al quadro iniziale.
Il mio dubbio è se questa progressiva aggiunta di farmaci sia clinicamente proporzionata all’obiettivo dichiarato (superare un periodo di blocco e aumentare l’attivazione), oppure se la mia percezione di una somministrazione eccessiva sia semplicemente legata a una mia naturale riluttanza verso i farmaci.
Le prescrizioni sono avvenute in queste tre visite :
Prima visita: escitalopram; seconda visita (dopo alcuni mesi): bupropione al mattino + gabapentin la sera; Terza visita: conferma di bupropione e gabapentin, con aggiunta di trazodone (gocce la sera) per facilitare il sonno
Grazie per l’attenzione.
Buongiorno, comprendo i suoi dubbi. In linea generale, la terapia descritta non può essere definita “carica”, sebbene attualmente preveda tre farmaci, poiché ciascuno ha un razionale e un obiettivo specifico. Il bupropione è un antidepressivo con effetto "attivante", spesso indicato nei quadri caratterizzati da ridotta motivazione e blocco funzionale. Il gabapentin viene utilizzato in alcuni casi per il contenimento dell’ansia e della tensione emotiva, soprattutto in presenza di difficoltà regolative o di un pregresso uso di alcol.
Il trazodone (trittico), sebbene classificato come antidepressivo, a basse dosi viene impiegato prevalentemente come ipnoinducente; si tratta inoltre di un farmaco che non richiede particolari difficoltà qualora si rendesse necessaria una sospensione.
Nel complesso, la progressiva modulazione della terapia appare clinicamente coerente con l’obiettivo dichiarato, ferma restando l’importanza di valutare nel tempo i dosaggi, la risposta clinica e la tollerabilità, aspetti che è opportuno continuare a discutere apertamente con il proprio psichiatra.
Il trazodone (trittico), sebbene classificato come antidepressivo, a basse dosi viene impiegato prevalentemente come ipnoinducente; si tratta inoltre di un farmaco che non richiede particolari difficoltà qualora si rendesse necessaria una sospensione.
Nel complesso, la progressiva modulazione della terapia appare clinicamente coerente con l’obiettivo dichiarato, ferma restando l’importanza di valutare nel tempo i dosaggi, la risposta clinica e la tollerabilità, aspetti che è opportuno continuare a discutere apertamente con il proprio psichiatra.
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Gentile signora, innanzitutto, è fondamentale premettere che è impossibile stabilire con certezza se sia la sua percezione di un’eccessiva assunzione di farmaci a essere errata o se i farmaci prescritti siano impropri per il tuo caso specifico. Per definizione, le scelte terapeutiche di uno psichiatra non sono sindacabili se non attraverso una valutazione clinica diretta e approfondita.
Tuttavia, analizzando la combinazione proposta, la terapia non appare affatto eccessiva né sproporzionata rispetto a un quadro di blocco funzionale con componenti di ansia e insonnia.
Ecco alcune chiavi di lettura utili per comprendere la logica della sua terapia:
Bupropione: È un antidepressivo che agisce su noradrenalina e dopamina. Viene scelto spesso proprio nelle situazioni inibite, dove mancano motivazione, energia e spinta ad attivarsi. Un altro vantaggio he può essere sfruttato in casi richiesti, è una riduzione dell'appetito. Di conseguenza non si rischia un aumento di peso, molto comune con altri antidepressivi.
Trittico (Trazodone): È un antidepressivo di cui, a bassi dosaggi, si sfrutta principalmente l'azione ipnoinducente (facilita il sonno). Il grande vantaggio rispetto alle classiche benzodiazepine è che non induce una rapida tolleranza, ovvero quella diminuzione di efficacia che costringe spesso ad aumentare le dosi nel tempo.
Gabapentin: Viene spesso utilizzato per modulare l'ansia o stabilizzare il tono dell'umore, agendo in sinergia con gli altri farmaci senza caricare eccessivamente il sistema.
Spesso la sensazione che la terapia sia "troppa" deriva dal numero di molecole diverse, ma in psichiatria si preferisce talvolta associare bassi dosaggi di farmaci differenti che agiscono su recettori diversi, piuttosto che dare un dosaggio massiccio di un unico farmaco. Questo approccio serve a coprire i vari sintomi (apatia al mattino, insonnia la sera) in modo mirato.
Il suo scetticismo è comprensibile e umano, ma la terapia sembra mirare proprio a ricostruire quel ritmo sonno-veglia necessario per ritrovare la concentrazione e l'energia di cui ha bisogno. Saluti
Tuttavia, analizzando la combinazione proposta, la terapia non appare affatto eccessiva né sproporzionata rispetto a un quadro di blocco funzionale con componenti di ansia e insonnia.
Ecco alcune chiavi di lettura utili per comprendere la logica della sua terapia:
Bupropione: È un antidepressivo che agisce su noradrenalina e dopamina. Viene scelto spesso proprio nelle situazioni inibite, dove mancano motivazione, energia e spinta ad attivarsi. Un altro vantaggio he può essere sfruttato in casi richiesti, è una riduzione dell'appetito. Di conseguenza non si rischia un aumento di peso, molto comune con altri antidepressivi.
Trittico (Trazodone): È un antidepressivo di cui, a bassi dosaggi, si sfrutta principalmente l'azione ipnoinducente (facilita il sonno). Il grande vantaggio rispetto alle classiche benzodiazepine è che non induce una rapida tolleranza, ovvero quella diminuzione di efficacia che costringe spesso ad aumentare le dosi nel tempo.
Gabapentin: Viene spesso utilizzato per modulare l'ansia o stabilizzare il tono dell'umore, agendo in sinergia con gli altri farmaci senza caricare eccessivamente il sistema.
Spesso la sensazione che la terapia sia "troppa" deriva dal numero di molecole diverse, ma in psichiatria si preferisce talvolta associare bassi dosaggi di farmaci differenti che agiscono su recettori diversi, piuttosto che dare un dosaggio massiccio di un unico farmaco. Questo approccio serve a coprire i vari sintomi (apatia al mattino, insonnia la sera) in modo mirato.
Il suo scetticismo è comprensibile e umano, ma la terapia sembra mirare proprio a ricostruire quel ritmo sonno-veglia necessario per ritrovare la concentrazione e l'energia di cui ha bisogno. Saluti
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