Buongiorno, da circa 4 mesi sono seguita da una ginecologa specializzata in ormoni bioidentici in qu
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Buongiorno, da circa 4 mesi sono seguita da una ginecologa specializzata in ormoni bioidentici in quanto sono in menopausa (57anni) con diversi fastidi.
Ho un dubbio: sto facendo la cura prescritta, ma il controllo dopo 4 mesi di tutti gli ormoni ha dato risultati identici a prima di cominciare la cura. È normale o gli ormoni dovrebbero essere aumentati nelle nuove analisi rispetto alle vecchie? Lei sostiene che sia normale in quanto vuol dire che gli ormoni che assumo vengono utilizzati dal mio corpo
Grazie
Ho un dubbio: sto facendo la cura prescritta, ma il controllo dopo 4 mesi di tutti gli ormoni ha dato risultati identici a prima di cominciare la cura. È normale o gli ormoni dovrebbero essere aumentati nelle nuove analisi rispetto alle vecchie? Lei sostiene che sia normale in quanto vuol dire che gli ormoni che assumo vengono utilizzati dal mio corpo
Grazie
Gentile Signora, buongiorno,
In merito alla sua osservazione, è comprensibile nutrire qualche dubbio quando i valori ormonali di laboratorio risultano invariati a distanza di mesi, nonostante l’assunzione di una terapia con ormoni bioidentici. Tuttavia, va chiarito che i livelli plasmatici degli ormoni non sempre riflettono con precisione l’efficacia clinica della terapia, soprattutto nel caso dei bioidentici, che hanno un metabolismo e una distribuzione tissutale peculiari.
Infatti, alcuni ormoni – come ad esempio il progesterone somministrato per via transdermica o vaginale – vengono assorbiti e utilizzati direttamente a livello cellulare o tissutale, con una minima persistenza nel circolo sanguigno, motivo per cui i valori ematici possono rimanere stabili o anche bassi, pur in presenza di un effetto biologico attivo.
In questi casi, il criterio guida è la risposta clinica: riduzione dei sintomi (vampate, insonnia, secchezza vaginale, irritabilità, ecc.), miglioramento del benessere generale e assenza di effetti collaterali. Se questi aspetti mostrano una tendenza positiva, l'interpretazione fornita dalla sua specialista è del tutto plausibile.
Naturalmente, qualora persistessero dubbi o i sintomi non migliorassero, può essere utile rivalutare la posologia, la via di somministrazione o approfondire con indagini complementari.
In merito alla sua osservazione, è comprensibile nutrire qualche dubbio quando i valori ormonali di laboratorio risultano invariati a distanza di mesi, nonostante l’assunzione di una terapia con ormoni bioidentici. Tuttavia, va chiarito che i livelli plasmatici degli ormoni non sempre riflettono con precisione l’efficacia clinica della terapia, soprattutto nel caso dei bioidentici, che hanno un metabolismo e una distribuzione tissutale peculiari.
Infatti, alcuni ormoni – come ad esempio il progesterone somministrato per via transdermica o vaginale – vengono assorbiti e utilizzati direttamente a livello cellulare o tissutale, con una minima persistenza nel circolo sanguigno, motivo per cui i valori ematici possono rimanere stabili o anche bassi, pur in presenza di un effetto biologico attivo.
In questi casi, il criterio guida è la risposta clinica: riduzione dei sintomi (vampate, insonnia, secchezza vaginale, irritabilità, ecc.), miglioramento del benessere generale e assenza di effetti collaterali. Se questi aspetti mostrano una tendenza positiva, l'interpretazione fornita dalla sua specialista è del tutto plausibile.
Naturalmente, qualora persistessero dubbi o i sintomi non migliorassero, può essere utile rivalutare la posologia, la via di somministrazione o approfondire con indagini complementari.
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