Buongiorno, Da anni soffro di dolori lancinanti al centro dello sterno per i quali ho.effettuato tu

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Buongiorno,
Da anni soffro di dolori lancinanti al centro dello sterno per i quali ho.effettuato tutti gli esami possiboli
Manometria, phmetria, ecocardio, test da sforzo , rm coronarica..
Da tutto cio oltre che una gastrite cronica non emerge nulla, nemmeno dagli esami fatti subito dopo questi dolori in pronto soccorso ...da circa un paio di mesi il cardiologo mi ha prescritto verapamil sospettando una possobile angina di prinzmetal ma non ho nessun effetto ( 2 pastiglie e mezzo)
Mi chiedo se e' verosimile come diagnosi ...ho.33 anni non bevo non fumo ..ho un bmi nella norma ..purtroppo ad oggi i dolori sono ricorrenti e purtoppo invalidanti perche' arrivano spesso...sono davvero disperata ...
Dr. Giuseppe BILOTTA
Cardiologo, Medico certificatore
Cagliari
Buongiorno. Dal suo racconto si evidenziano numerose indagini cardiologiche ( Ecocardiogramma, Test ergometrico, RM cardiaca ) e gastroenterologiche ( Manometria esofagea, PHmetria ) finalizzate a fare luce e chiarezza a fronte di una intensa sintomatologia stenocardica lamentata. A termine degli indicati accertamenti il suo cardiologo di riferimento ha posto diagnosi di Angina variante di Prinzmetal prescrivendole un trattamento con Verapamile, senza tuttavia ottenere risultati validi dal punto di vista della sintomatologia soggettiva. Nel suo post, tuttavia, non è chiaro se i fenomeni anginosi siano evocati dallo sforzo o se compaiono spontaneamente e se, in relazione a questi eventi dolorosi, sia mai effettuata, nelle prime ore successive, una determinazione laboratoristica dei principali marcatori di sofferenza cardiaca ovvero Mioglobina, Troponina HS, CK-MB oltre che la registrazione di un tracciato ECG durante la crisi anginosa. Le alterazioni elettrocardiografiche ischemiche e/o l’innalzamento anomalo di quest’ultimi ci indirizzerebbe con apprezzabile certezza verso una condizione ischemica da valutare successivamente con ulteriori indagini appropriate quali l’AngioTAC coronarica e la Coronaroventricolografia. In mancanza di queste indagini invasive, capaci di evidenziare sia l’anatomia dell’albero coronarico sia la perfusione miocardica, risulta non facile formulare di ischemia cardiaca da vasospasmo. A tale riguardo va precisato come lo spasmo coronarico sia legato ad una repentina contrazione della parete muscolare coronarica che comporta secondariamente un improvviso calo del relativo flusso ematico alla pari di una stenosi fissa da placca ateromasica stenosante o di un evento occlusivo improvviso di natura trombotica. Senza le conoscenze anatomofunzionali del suo distretto coronarico ogni diagnosi di vasospasmo funzionale potrebbe essere un fatto ipotetico e non certo. Fatte queste premesse le dico con dovuta chiarezza come nell’attuale pratica cardiologica è impossibile porre diagnosi di angina vasospastica senza ricorrere ad indagini caratterizzate da una certa invasività come prima descritto. Spesso i test ergometrici, l’ecostress da sforzo o farmacologico e la stessa miocardioscintigrafia perfusionale con Tecnezio 99 metastabile, qualora l’angina vasospastica non sia indotta dallo sforzo, si rivelano nella norma innescando sconforto nel paziente e dubbi nello specialista in malattie cardiovascolari. A mio parere, solo dopo una approfondita valutazione coronarica, in presenza di alterazioni elettrocardiografiche suggestive per ischemia o di alterazioni degli indici di laboratorio diagnostici per sofferenza ischemica, si puo’ addurre una diagnosi escludente di coronaropatia su base anatomica ed orientarsi verso un disturbo funzionale di tipo vasospastico prevedendo un trattamento a base di calcioantagonisti non-diidropiridinici quali il Diltiazem o il Verapamile

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