buongiorno, combatto con un edema del bacino da più di un anno, ho fatto di tutto:fisioterapia, teca
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buongiorno, combatto con un edema del bacino da più di un anno, ho fatto di tutto:fisioterapia, tecar, magnetoterapia, bifosfonati, posturale...ma niente, non accenna a ridursi.
Ho sentito parlare di un intervento di subcondroplastica, vorrei avere un parere da uno specialista.
grazie
Ho sentito parlare di un intervento di subcondroplastica, vorrei avere un parere da uno specialista.
grazie
Buongiorno, capisco bene la frustrazione: un edema osseo del bacino persistente da oltre un anno non è una situazione banale.
Alcuni punti chiave, da specialista:
Quando un edema osseo non regredisce dopo 6–12 mesi di terapie conservative (come nel tuo caso), non va più considerato “transitorio”, ma spesso espressione di sofferenza meccanica subcondrale persistente o micro-instabilità.
La subcondroplastica è una procedura mini-invasiva che consiste nell’iniezione di un cemento fosfato di calcio nella zona di edema per rinforzare l’osso subcondrale e ridurre dolore e infiammazione.
Detto questo, è fondamentale essere chiari:
Nel bacino la subcondroplastica NON è indicata di routine come nel ginocchio.
Può essere valutata solo in casi molto selezionati, ad esempio:
-edema focale ben localizzato (soprattutto acetabolare o sacro-iliaco)
-assenza di necrosi, infezione o artrosi avanzata
-fallimento documentato di tutte le terapie conservative (come nel tuo caso)
Prima di parlare di intervento servono:
-RMN recente (non più vecchia di 3–4 mesi)
-Valutazione ortopedica superspecialistica (anca/bacino)
Escludere cause spesso sottovalutate:
-conflitto femoro-acetabolare
-instabilità sacro-iliaca
-insufficienza ossea/metabolica
Alcuni punti chiave, da specialista:
Quando un edema osseo non regredisce dopo 6–12 mesi di terapie conservative (come nel tuo caso), non va più considerato “transitorio”, ma spesso espressione di sofferenza meccanica subcondrale persistente o micro-instabilità.
La subcondroplastica è una procedura mini-invasiva che consiste nell’iniezione di un cemento fosfato di calcio nella zona di edema per rinforzare l’osso subcondrale e ridurre dolore e infiammazione.
Detto questo, è fondamentale essere chiari:
Nel bacino la subcondroplastica NON è indicata di routine come nel ginocchio.
Può essere valutata solo in casi molto selezionati, ad esempio:
-edema focale ben localizzato (soprattutto acetabolare o sacro-iliaco)
-assenza di necrosi, infezione o artrosi avanzata
-fallimento documentato di tutte le terapie conservative (come nel tuo caso)
Prima di parlare di intervento servono:
-RMN recente (non più vecchia di 3–4 mesi)
-Valutazione ortopedica superspecialistica (anca/bacino)
Escludere cause spesso sottovalutate:
-conflitto femoro-acetabolare
-instabilità sacro-iliaca
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