Buongiorno, al mio papà è stato riscontrato circa 2 mesi fa un tumore ascesso ai polmoni con metasta

Buongiorno, al mio papà è stato riscontrato circa 2 mesi fa un tumore ascesso ai polmoni con metastasi anche all’altro polmone. Ha 76 anni e fino al giorno della broncoscopia (circa una settimana dopo la diagnosi) respirava e conduceva una vita normale. La situazione ci è stata prospettata subito come drammatica anche perché lui già soffriva di bpco. La tac inoltre aveva rilevato un’infezione all’interno della stessa massa è un agglomerato di linfonodi intorno alla vena cava. Insomma prognosi naturalmente infausta. Ciò che ci ha sconvolto ulteriormente è però che dopo la broncoscopia, a distanza di neanche 24 ore, mio papà si è allettato e ha subito avuto bisogno di ossigeno. Detto ciò, si è iniziata la chemio (solo un ciclo) in attesa dei risultati che lo hanno candidato all’immunoterapia. Nel frattempo 5 gg di radio x provare a ridurre la situazione intorno alla vena cava. Venerdì finisce radio, lunedì doveva fare primo ciclo immunoterapia. Abbiamo fatto giusto in tempo ad arrivare in ospedale dopo che nel tragitto ha cominciato una tosse insistente con produzione di quello che noi pensavamo muco e invece era pus dovuto all’infezione. Ha avuto un evento severo ed è finito in terapia intensiva intubato. Fermo restando di essere cosciente che per il mio papà nn c’è purtroppo più nulla da fare, oggi ci hanno parlato di tracheotomia. Vorrei solo capire se questo ulteriore intervento sia veramente necessario perché io e la mia famiglia non vorremmo che soffrisse ulteriormente visto che si trova nella situazione di cui più aveva terrore e a volte è più cosciente visto che provano a farlo respirare autonomamente ( dopo poco però va in affanno). Io vorrei solo che nn ci fossero ulteriori interventi su di lui se nn necessari dal momento in cui non è possibile una ripresa di nessun tipo (nel frattempo il tumore è andato avanti coinvolgendo una costa). E inoltre è possibile che la broncoscopia sia stata causa scatenante di tutta questa degenerazione improvvisa? Non sappiamo più che pensare ne tantomeno che fare per rendere il passaggio di papà più lieve possibile.

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Io sono contrario all’accanimento terapeutico

Dott. Stefano Chiappalone

Dott. Stefano Chiappalone

chirurgo generale

Terracina

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