Buongiorno a tutti gli specialisti iscritti sulla piattaforma, cercherò di esporre il mio caso in
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Buongiorno a tutti gli specialisti iscritti sulla piattaforma,
cercherò di esporre il mio caso in modo sintetico senza tralasciare informazioni preziose.
Sei mesi fa ho riportato una "distorsione" alla caviglia, così definita dal medico del pronto soccorso che, praticata RX, non riscontrava fratture nonostante tumefazione evidente, dolore forte e quasi impossibilitato nell'appoggio. Dopo 1 settimana ho rimosso il bendaggio come da istruzioni, ma dolore e gonfiore erano ancora lì.
Così è iniziato il calvario: sono stato da un ortopedico che mi ha fatto eseguire ecografia da cui si evidenziavano versamenti diffusi, tendini ispessiti e tenosinovite del tibiale posteriore. Ho fatto 2 cicli di tecar, ultrasuoni, FREMS, laser YAG, mobilizzazione passiva, esercizi propriocettivi e assunzione di integratori a seguito dei quali dolore e gonfiore erano diminuiti di molto, consentendomi la deambulazione. Mi ha fatto eseguire una nuova ecografia da cui i problemi a carico dei tendini erano spariti e pertanto ero guarito per lui.
Sono stato da un secondo ortopedico che mi ha fatto eseguire una RMN da cui è emerso:
- falda di versamento articolare periastragalico, con aspetto saccato al recesso dorsale astragalo-scafoideo
- sfumata zolla di edema spongioso al processo astragalico posteriore di aspetto contusivo
A seguito di ciò, mi ha prescritto 2 cicli di magnetoterapia totalmente inutili al termine dei quali mi ha fatto eseguire una nuova RMN di controllo, fatta nello stesso centro, che riportava:
- falda di versamento intra-articolare nella tibio-tarsica e nella sottoastragalica
- sfumato focolaio di edema osseo a livello del processo di Stieda dell'astragalo
Mi ha quindi congedato dicendomi che sospendendo l'attività fisica e pazientando ancora qualche mese, la situazione rientrerà completamente.
Adesso, dopo soldi spesi a vuoto nel tentativo di risolvere il problema, vorrei chiedere un vostro cortese parere sulla situazione, se ritenete che possano esserci speranze di miglioramento, se devo fare qualcosa in particolare. Vorrei inoltre capire se, dall'indicazione della ultima RMN eseguita, l'edema osseo stia rientrando o meno perché leggo "sfumato" e non so se significa che è in via di guarigione o peggioramento. Rischio una necrosi?
Allo stato attuale i sintomi che ho sono:
1) dopo molto tempo in piedi fermo (ad esempio per lavoro) avverto una sensazione di fastidio/pressione nella zona mediale della caviglia, sotto al malleolo all'incirca, nella direzione del calcagno;
2) se carico molto correndo, saltando o spingendo a terra con forza l'alluce durante la deambulazione, avverto in 3 casi su 4 dolore nella stessa zona indicata al punto precedente.
cercherò di esporre il mio caso in modo sintetico senza tralasciare informazioni preziose.
Sei mesi fa ho riportato una "distorsione" alla caviglia, così definita dal medico del pronto soccorso che, praticata RX, non riscontrava fratture nonostante tumefazione evidente, dolore forte e quasi impossibilitato nell'appoggio. Dopo 1 settimana ho rimosso il bendaggio come da istruzioni, ma dolore e gonfiore erano ancora lì.
Così è iniziato il calvario: sono stato da un ortopedico che mi ha fatto eseguire ecografia da cui si evidenziavano versamenti diffusi, tendini ispessiti e tenosinovite del tibiale posteriore. Ho fatto 2 cicli di tecar, ultrasuoni, FREMS, laser YAG, mobilizzazione passiva, esercizi propriocettivi e assunzione di integratori a seguito dei quali dolore e gonfiore erano diminuiti di molto, consentendomi la deambulazione. Mi ha fatto eseguire una nuova ecografia da cui i problemi a carico dei tendini erano spariti e pertanto ero guarito per lui.
Sono stato da un secondo ortopedico che mi ha fatto eseguire una RMN da cui è emerso:
- falda di versamento articolare periastragalico, con aspetto saccato al recesso dorsale astragalo-scafoideo
- sfumata zolla di edema spongioso al processo astragalico posteriore di aspetto contusivo
A seguito di ciò, mi ha prescritto 2 cicli di magnetoterapia totalmente inutili al termine dei quali mi ha fatto eseguire una nuova RMN di controllo, fatta nello stesso centro, che riportava:
- falda di versamento intra-articolare nella tibio-tarsica e nella sottoastragalica
- sfumato focolaio di edema osseo a livello del processo di Stieda dell'astragalo
Mi ha quindi congedato dicendomi che sospendendo l'attività fisica e pazientando ancora qualche mese, la situazione rientrerà completamente.
Adesso, dopo soldi spesi a vuoto nel tentativo di risolvere il problema, vorrei chiedere un vostro cortese parere sulla situazione, se ritenete che possano esserci speranze di miglioramento, se devo fare qualcosa in particolare. Vorrei inoltre capire se, dall'indicazione della ultima RMN eseguita, l'edema osseo stia rientrando o meno perché leggo "sfumato" e non so se significa che è in via di guarigione o peggioramento. Rischio una necrosi?
Allo stato attuale i sintomi che ho sono:
1) dopo molto tempo in piedi fermo (ad esempio per lavoro) avverto una sensazione di fastidio/pressione nella zona mediale della caviglia, sotto al malleolo all'incirca, nella direzione del calcagno;
2) se carico molto correndo, saltando o spingendo a terra con forza l'alluce durante la deambulazione, avverto in 3 casi su 4 dolore nella stessa zona indicata al punto precedente.
Salve l'edema è posteriore lei a quanto ho capito ha dolore sul malleolo mediale quindi sec me tutto dipende da una lesione /tendinite del tibiale posteriore associato o meno a lesione del legamento deltoideo specialmente se il trauma è stato importante come mi è parso di capire
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