Buongiorno, a due mesi da un episodio di diverticolite acuta, trattata con Flagyl e Rocefin per 10 g
Buongiorno, a due mesi da un episodio di diverticolite acuta, trattata con Flagyl e Rocefin per 10 giorni, ho fatto una colonscopia, dove mi hanno confermato un quadro di malattia diverticolare, rimosso un polipo e due lesioni non polipoidali (aspetto istologico). Ho fatto diversi consulti gastroenterologi, dove non mi hanno dato limitazioni sugli alimenti che posso mangiare (es. Semi e filamenti), i medici mi hanno solamente detto dell'importanza dell'evacuazione quotidiana. Il mio problema è che sono stitica praticamente dalla nascita. Sono altresì intollerante al glutine, lattosio e uova. Premetto che sono seguita da una dietologa, che al momento mi sta facendo inserire alimenti in maniera graduale, favorendo pasti preferibilmente frullati o passati. I vari gastroenterologi e il medico di base, a causa della mia stitichezza cronica, mi hanno prescritto diverse soluzioni che però non hanno aiutato a regolarizzare le evacuazioni. Ho provato bustine di psyllogel fibra, dulcosoft, stipsigol, redipeg, probiotici come abincol, enterolactis plus, tisane a base di finocchio, malva, tarassaco e senna. Tutto a cicli di 20 giorni per farmaco. Nella dieta ho inserito inoltre kiwi e prugne secche. Ma al momento non ho avuto risultati! Quando la pressione intestinale diventa eccessiva prendo 2 pillole di dulcolax, non ottenendo comunque uno svuotamento intestinale. Volevo chiedere quindi cosa potrei fare e quale potrebbe essere la soluzione al mio problema grazie e buona giornata
3 risposte
Per combattere la stipsi vi sono altri prodotti, sicuramente più efficaci di quelli che ha assunto. Le regole del sito vietano tassativamente di consigliare farmaci di alcun genere, perciò QUI non posso entrare in dettaglio. Se crede mi contatti altrove ( vedi mio profilo)
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Dopo almeno 3 mesi dall'episodio di Diverticolite acuta , durante il quale ,oltre la terapia ormai ben definita , occorre seguire una dieta assolutamente priva di legumi,se non decorticati od estratti , verdure (solo un pò di quella a foglie molto piccole) ed ortaggi , frutta con buccia e semi e qualsiasi altro alimento ricco in fibre , si può riprendere una dieta normale cercando possibilmente di evitare solo verdure a foglie molto larghe . Ciò è ancor molto importante per chi soffre di stipsi e quindi necessita , oltre altre cose , di seguire una dieta ricca di fibre perchè la prima terapia in tale fase è quella favorire l'evacuazione quotidiana . Per chi ha una lunga storia di stipsi abituale utile , a parte la dieta ricca di fibre e l'utilizzo di vari farmaci ed integratori , non perdere maì l'abitudine quotidiana di sedersi sul vaso , anche in assenza di stimolo evacuativo , e , stando seduto , aiutarsi con alcuni piccoli ma importanti esercizi che facilitano il torchio addominale ed il pavimento pelvico ad espletare al meglio la loro funzione con unn piccolo sforzo al fine di evitare riflessi vagali . l'evacuazione è un atto riflesso e come tale è un riflesso condizionato . Quanti pazienti riferiscono che vanno in bagno solo se fumano 1 sigaretta o bevono 1 caffè appena alzati od avvertono lo stimolo mentre si lavano i denti ? Buona giornata :
Buongiorno. Nel suo caso, più che continuare a provare ciclicamente prodotti diversi, credo sia utile inquadrare meglio la causa della stitichezza, considerando che è presente praticamente da sempre e sembra rispondere poco sia alle fibre sia ai lassativi osmotici e stimolanti. Un punto importante: non è indispensabile evacuare ogni giorno per prevenire la diverticolite. L'obiettivo è avere evacuazioni regolari, con feci morbide e senza sforzo eccessivo. Inoltre, dopo la risoluzione della fase acuta della diverticolite, in genere non è necessario eliminare sistematicamente semi, frutta secca o alimenti contenenti filamenti. La scarsa risposta a psyllium, macrogol e persino bisacodile merita però un approfondimento. Bisognerebbe distinguere soprattutto tra un transito intestinale molto rallentato e un problema della fase finale dell'evacuazione, cioè una difficoltà di coordinazione del pavimento pelvico. In quest'ultimo caso aumentare continuamente fibre e lassativi può produrre soprattutto gonfiore e senso di pressione senza risolvere realmente il problema. Le consiglierei pertanto una valutazione presso un gastroenterologo/centro dedicato alla motilità intestinale o un coloproctologo. In base alla visita possono essere indicati esami come studio del transito colico, manometria anorettale e test di espulsione del palloncino, eventualmente completati da defecografia. Se venisse riscontrato un disturbo dell'evacuazione, una delle terapie più efficaci è la riabilitazione del pavimento pelvico con biofeedback, piuttosto che aumentare ulteriormente i lassativi. Se invece si trattasse di stitichezza da rallentato transito, esistono anche terapie farmacologiche specifiche per la stitichezza cronica da valutare con lo specialista quando il macrogol correttamente utilizzato non è sufficiente. Eviterei inoltre di ricorrere frequentemente a 2 compresse di Dulcolax come trattamento di emergenza, soprattutto se non producono un'evacuazione soddisfacente: questo è un ulteriore motivo per impostare una terapia continuativa e personalizzata. Infine, dato il numero di alimenti esclusi dalla dieta, continuerei il percorso con la dietologa evitando ulteriori restrizioni non necessarie. Se per “intolleranza al glutine” non intende una celiachia documentata, anche questo aspetto meriterebbe di essere chiarito. Se invece dovessero comparire dolore addominale importante e crescente, marcata distensione, vomito o impossibilità a evacuare sia feci sia gas, non bisogna semplicemente aumentare i lassativi ma è necessaria una valutazione medica tempestiva.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


