Buonasera, sono una ragazza di 16 anni. Non ho ancora avuto relazioni, ma ho sempre preferito amiciz
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Buonasera, sono una ragazza di 16 anni. Non ho ancora avuto relazioni, ma ho sempre preferito amicizie maschili a quelle femminili. Non riesco a trovare interessanti gli argomenti di cui parlano le ragazze e nell'ultimo periodo mi sento quasi a disagio quando vedo scollature profonde o cose simili. Non so cosa facciano le altre ragazze, ma personalmente guardo contenuti pornografici (nell'ultimo periodo mi sono orientata tantissimo verso quello gay) e mi piace anche scrivere racconti hard. Mi sento ragazza, ma mi trovo male con le ragazze. È normale?
Salve, a 16 anni piano piano si sviluppa una propria personalità associata a delle preferenze. Ognuno di noi si sente più a proprio agio con certe persone piuttosto che con altre, e questo può cambiare anche col tempo. È assolutamente normale preferire la compagnia dei maschi, così come lo è preferire quella delle femmine o di entrambi. Non dice nulla di sbagliato su di lei. Le persone sono diverse, e ciò che conta è sentirsi bene nelle relazioni che si scelgono. Anche per quanto riguarda i contenuti pornografici o racconti hard è normale che le piacciano o voglia sperimentare la sua sessualità. Se lei prova disagio quando vede scollature profonde magari sarebbe da approfondire il motivo sottostante a questa sua difficoltà.
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Buonasera,
quello che descrivi è un periodo di esplorazione e di conoscenza di te stessa, molto comune durante l’adolescenza. A 16 anni è normale interrogarsi sulla propria identità, sui propri interessi e sul modo in cui ci si relaziona con gli altri. Preferire le amicizie maschili non significa necessariamente qualcosa di “strano”: può semplicemente indicare che ti trovi più a tuo agio con persone che condividono interessi o modalità di comunicazione più affini alle tue.
Anche la curiosità verso la sessualità, compresi i contenuti pornografici o la scrittura di racconti erotici, è una parte frequente del percorso di scoperta personale. L’importante è cercare di capire cosa ti suscita curiosità o piacere e cosa invece può crearti disagio, ricordando che la pornografia non rappresenta la realtà delle relazioni o della sessualità.
Sentirsi “a disagio” di fronte a certi comportamenti o atteggiamenti altrui non è sbagliato: può essere semplicemente il segnale che stai cercando di capire meglio i tuoi confini, le tue emozioni e la tua identità.
Per approfondire questi vissuti in modo sereno e costruttivo, è consigliato rivolgersi a uno specialista, come uno psicologo o psicoterapeuta, che possa accompagnarti in questo percorso di comprensione di te stessa.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che descrivi è un periodo di esplorazione e di conoscenza di te stessa, molto comune durante l’adolescenza. A 16 anni è normale interrogarsi sulla propria identità, sui propri interessi e sul modo in cui ci si relaziona con gli altri. Preferire le amicizie maschili non significa necessariamente qualcosa di “strano”: può semplicemente indicare che ti trovi più a tuo agio con persone che condividono interessi o modalità di comunicazione più affini alle tue.
Anche la curiosità verso la sessualità, compresi i contenuti pornografici o la scrittura di racconti erotici, è una parte frequente del percorso di scoperta personale. L’importante è cercare di capire cosa ti suscita curiosità o piacere e cosa invece può crearti disagio, ricordando che la pornografia non rappresenta la realtà delle relazioni o della sessualità.
Sentirsi “a disagio” di fronte a certi comportamenti o atteggiamenti altrui non è sbagliato: può essere semplicemente il segnale che stai cercando di capire meglio i tuoi confini, le tue emozioni e la tua identità.
Per approfondire questi vissuti in modo sereno e costruttivo, è consigliato rivolgersi a uno specialista, come uno psicologo o psicoterapeuta, che possa accompagnarti in questo percorso di comprensione di te stessa.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Gentile paziente, ognuno di noi, nella propria specificità, può preferire di instaurare relazioni con persone dello stesso sesso o del sesso opposto. È importante tenere a mente la distinzione tra identità di genere e orientamento sessuale: per identità di genere si intende il genere con cui una persona tende a identificarsi maggiormente, mentre per orientamento sessuale si intende da chi ci si sente romanticamente e/o sessualmente attratti. Da quanto ha scritto, sembra evincersi che lei presenti un’identità di genere femminile e un orientamento sessuale eterosessuale. Naturalmente, quanto espresso necessita di un approfondimento attraverso un colloquio clinico, nel quale sarebbe utile esplorare ulteriormente alcuni aspetti, come il senso di disagio che riferisce nel vedere scollature profonde e la tipologia di racconti “hard” che scrive. Tali elementi permetterebbero di fare maggiore chiarezza sulla distinzione tra orientamento sessuale e identità di genere.
Buongiorno
grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo.
Ciò che descrivi è comune a molte ragazze e ragazzi durante l’adolescenza, un periodo in cui il corpo e la sessualità iniziano a prendere una nuova forma. Si può provare curiosità e/o attrazione nei confronti di cose diverse e per questo sentirsi un po’ “fuori posto” rispetto agli altri. Tutto questo fa parte di un percorso di conoscenza di sé. Le preferenze nelle amicizie, l’interesse verso certi contenuti o la sensazione di disagio in alcune situazioni non “definiscono” chi si è, ma raccontano soltanto qualcosa di ciò che in questo momento risuona intimamente. Sentirsi incuriosit@ da contenuti erotici, o provare piacere nello scrivere racconti a tema sessuale, può essere parte del processo di esplorazione della propria sessualità e la scrittura diventare la tua via per dare spazio alla fantasia e alle emozioni in modo creativo oppure con il tempo trasformarsi in una vera e propria passione artistica o narrativa, da coltivare come parte della propria identità creativa. In adolescenza la persona cerca un equilibrio tra ciò che sente, ciò che pensa di “dover essere” e ciò che osserva negli altri. È una fase di sperimentazione emotiva e cognitiva, che ha bisogno di tempo, sicurezza e ascolto. Il disagio di fronte a certe situazioni (come le scollature o i comportamenti più esibiti) può avere molte letture. Non è necessariamente un segno di un determinato orientamento sessuale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologa – Sessuologa Clinica
grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che stai vivendo.
Ciò che descrivi è comune a molte ragazze e ragazzi durante l’adolescenza, un periodo in cui il corpo e la sessualità iniziano a prendere una nuova forma. Si può provare curiosità e/o attrazione nei confronti di cose diverse e per questo sentirsi un po’ “fuori posto” rispetto agli altri. Tutto questo fa parte di un percorso di conoscenza di sé. Le preferenze nelle amicizie, l’interesse verso certi contenuti o la sensazione di disagio in alcune situazioni non “definiscono” chi si è, ma raccontano soltanto qualcosa di ciò che in questo momento risuona intimamente. Sentirsi incuriosit@ da contenuti erotici, o provare piacere nello scrivere racconti a tema sessuale, può essere parte del processo di esplorazione della propria sessualità e la scrittura diventare la tua via per dare spazio alla fantasia e alle emozioni in modo creativo oppure con il tempo trasformarsi in una vera e propria passione artistica o narrativa, da coltivare come parte della propria identità creativa. In adolescenza la persona cerca un equilibrio tra ciò che sente, ciò che pensa di “dover essere” e ciò che osserva negli altri. È una fase di sperimentazione emotiva e cognitiva, che ha bisogno di tempo, sicurezza e ascolto. Il disagio di fronte a certe situazioni (come le scollature o i comportamenti più esibiti) può avere molte letture. Non è necessariamente un segno di un determinato orientamento sessuale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologa – Sessuologa Clinica
Quello che descrivi fa parte del normale percorso di scoperta e costruzione della propria identità. A 16 anni è naturale sentirsi confusi, farsi diverse domande e avere dei dubbi. Le preferenze nei rapporti di amicizia o nei contenuti non definiscono chi sei ma raccontano ciò che in questo momento ti attrae o ti fa sentire più a tuo agio.
Tutto pienamente nella norma!
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