Buonasera, soffro di ansia da alcuni anni, da circa 2 anni mi è stato prescritto alprazolam 10 gocce
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Buonasera, soffro di ansia da alcuni anni, da circa 2 anni mi è stato prescritto alprazolam 10 gocce, non ho più ansia, lo prendo prima di dormire perché dormo meno di 6 ore a notte con qualche risveglio, ma sto riscontrando una lieve difficoltà di concentrazione, di memoria breve e soprattutto a volte non mi vengono le parole, sempre 2 anni (2023) ho fatto RM, tutto ok, però ho fatto anche test psicologici, dove mi hanno riscontrato solo pensiero rallentato, ma non mi è stato dato nulla. Facendo ricerche, ho scoperto un integratore, Glialia, potrebbe andar bene per migliorare la velocità di pensiero e la memoria? Ho 58 anni e sono figlia di un'alzheimeriana. Grazie.
Grazie per aver raccontato la tua situazione in modo così dettagliato.
Il quadro che descrivi – difficoltà di concentrazione, rallentamento del pensiero e piccoli vuoti di memoria – può avere più cause, e nella maggior parte dei casi non significa che stia iniziando una malattia degenerativa.
Alcuni elementi importanti:
L’alprazolam, se assunto regolarmente per lunghi periodi, può dare effetti collaterali cognitivi come rallentamento e riduzione della memoria a breve termine.
L’ansia cronica e il sonno non ristoratore (meno di 6 ore con risvegli) hanno un impatto diretto sulla memoria e sulla velocità del pensiero.
La familiarità per Alzheimer è un fattore di rischio, ma non è una condanna: molti dei sintomi che riporti sono spiegabili dai punti sopra e non da una patologia neurodegenerativa.
Per quanto riguarda Glialia (citicolina e homotaurina), è un integratore che viene proposto come supporto per la memoria e la funzione cognitiva. Può avere un ruolo di sostegno, ma non è una terapia risolutiva: i benefici sono modesti e vanno inseriti in un percorso più ampio.
Dal punto di vista funzionale, ci sono aspetti su cui puoi agire concretamente per proteggere la salute del cervello:
migliorare la qualità del sonno con igiene del sonno e, se possibile, rivalutando con il medico l’uso cronico di alprazolam;
curare i fattori vascolari e metabolici (pressione, glicemia, colesterolo), che sono fondamentali per la prevenzione della demenza;
attività fisica regolare e stimolazione cognitiva quotidiana;
alimentazione ricca di nutrienti neuroprotettivi (omega-3, polifenoli, vitamine del gruppo B).
In sintesi:
I tuoi sintomi sono più probabilmente legati a sonno e farmaco che a un esordio di Alzheimer.
Glialia può essere valutato come supporto, ma non sostituisce la correzione dei fattori che realmente incidono su memoria e pensiero.
È utile parlarne con il neurologo per verificare se sia possibile ridurre gradualmente l’uso di benzodiazepine, e per impostare una vera prevenzione cognitiva.
Il quadro che descrivi – difficoltà di concentrazione, rallentamento del pensiero e piccoli vuoti di memoria – può avere più cause, e nella maggior parte dei casi non significa che stia iniziando una malattia degenerativa.
Alcuni elementi importanti:
L’alprazolam, se assunto regolarmente per lunghi periodi, può dare effetti collaterali cognitivi come rallentamento e riduzione della memoria a breve termine.
L’ansia cronica e il sonno non ristoratore (meno di 6 ore con risvegli) hanno un impatto diretto sulla memoria e sulla velocità del pensiero.
La familiarità per Alzheimer è un fattore di rischio, ma non è una condanna: molti dei sintomi che riporti sono spiegabili dai punti sopra e non da una patologia neurodegenerativa.
Per quanto riguarda Glialia (citicolina e homotaurina), è un integratore che viene proposto come supporto per la memoria e la funzione cognitiva. Può avere un ruolo di sostegno, ma non è una terapia risolutiva: i benefici sono modesti e vanno inseriti in un percorso più ampio.
Dal punto di vista funzionale, ci sono aspetti su cui puoi agire concretamente per proteggere la salute del cervello:
migliorare la qualità del sonno con igiene del sonno e, se possibile, rivalutando con il medico l’uso cronico di alprazolam;
curare i fattori vascolari e metabolici (pressione, glicemia, colesterolo), che sono fondamentali per la prevenzione della demenza;
attività fisica regolare e stimolazione cognitiva quotidiana;
alimentazione ricca di nutrienti neuroprotettivi (omega-3, polifenoli, vitamine del gruppo B).
In sintesi:
I tuoi sintomi sono più probabilmente legati a sonno e farmaco che a un esordio di Alzheimer.
Glialia può essere valutato come supporto, ma non sostituisce la correzione dei fattori che realmente incidono su memoria e pensiero.
È utile parlarne con il neurologo per verificare se sia possibile ridurre gradualmente l’uso di benzodiazepine, e per impostare una vera prevenzione cognitiva.
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