Buonasera, per trocanterite, ho seguito un ciclo di tecarterapia e, inizialmente, l'ortopedico mi h
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Buonasera,
per trocanterite, ho seguito un ciclo di tecarterapia e, inizialmente, l'ortopedico mi ha fatto una sola infiltrazione cortisonica.
Dopo un mese, persiste il dolore e il gonfiore, che sto curando, su indicazioni del fisiatra, con mesoterapia, ghiaccio e riposo.
In concomitanza alla trocanterite, e secondo fisiatra e neurologo causa della stessa, ho un'ernia espulsa che si sta riassorbendo con ozono ossigeno terapia e fisioterapia.
Ieri il neurologo, che mi sta seguendo per la cura dell'ernia L4-L5, osservando l'ematoma post infiltrazione, ha considerato che, effettivamente, sia ancora molto esteso e violaceo, essendo già passato un mese.
Secondo il neurologo, l'ortopedico può aver rotto più di un capillare.
Mi ha consigliato la pomata Liotom, che già da ieri sera sta sicuramente agendo e apporta un minimo sollievo.
Sono trattata con anti-epilettici, che tengono a bada i sintomi neurologici più importanti ma che non annullano il disturbo.
Sono refrattaria, da novembre, a qualsivoglia analgesico, compresi cortisone e oppioidi (subito interrotti perché inutili e solo disturbanti).
Ernia e trocanterite giocano, inevitabilmente, a ping-pong, come mi viene confermato da neurologo e fisiatra.
Sono stati mesi infernali, per il dolore cronico e lancinante, e continuo a non poter camminare, se non in casa.
Vorrei sapere in quanto tempo l'ematoma possa riassorbirsi perché sono veramente sfinita e comincio a demoralizzarmi.
Sono seguita, a livello psico-corporeo per gestione dolore ma ho bisogno di cominciare a vedere uno spiraglio di luce.
Uso ghiaccio e argilla, oltre alla mesoterapia, alla tecarterapia conclusa e ora la pomata Liotom, suggeritami dal neurologo.
Resto a riposo per non aggravare la trocanterite e non riattivare, come già avvenuto la sintomatologia dell'ernia, camminando con una postura sbilanciata per la borsite.
Più di così non so cosa fare...
Mi confermate, gentilmente, che io possa solo curarmi, stare a riposo e pazientare?
Vi ringrazio per la disponibilità e per la premura, in anticipo.
per trocanterite, ho seguito un ciclo di tecarterapia e, inizialmente, l'ortopedico mi ha fatto una sola infiltrazione cortisonica.
Dopo un mese, persiste il dolore e il gonfiore, che sto curando, su indicazioni del fisiatra, con mesoterapia, ghiaccio e riposo.
In concomitanza alla trocanterite, e secondo fisiatra e neurologo causa della stessa, ho un'ernia espulsa che si sta riassorbendo con ozono ossigeno terapia e fisioterapia.
Ieri il neurologo, che mi sta seguendo per la cura dell'ernia L4-L5, osservando l'ematoma post infiltrazione, ha considerato che, effettivamente, sia ancora molto esteso e violaceo, essendo già passato un mese.
Secondo il neurologo, l'ortopedico può aver rotto più di un capillare.
Mi ha consigliato la pomata Liotom, che già da ieri sera sta sicuramente agendo e apporta un minimo sollievo.
Sono trattata con anti-epilettici, che tengono a bada i sintomi neurologici più importanti ma che non annullano il disturbo.
Sono refrattaria, da novembre, a qualsivoglia analgesico, compresi cortisone e oppioidi (subito interrotti perché inutili e solo disturbanti).
Ernia e trocanterite giocano, inevitabilmente, a ping-pong, come mi viene confermato da neurologo e fisiatra.
Sono stati mesi infernali, per il dolore cronico e lancinante, e continuo a non poter camminare, se non in casa.
Vorrei sapere in quanto tempo l'ematoma possa riassorbirsi perché sono veramente sfinita e comincio a demoralizzarmi.
Sono seguita, a livello psico-corporeo per gestione dolore ma ho bisogno di cominciare a vedere uno spiraglio di luce.
Uso ghiaccio e argilla, oltre alla mesoterapia, alla tecarterapia conclusa e ora la pomata Liotom, suggeritami dal neurologo.
Resto a riposo per non aggravare la trocanterite e non riattivare, come già avvenuto la sintomatologia dell'ernia, camminando con una postura sbilanciata per la borsite.
Più di così non so cosa fare...
Mi confermate, gentilmente, che io possa solo curarmi, stare a riposo e pazientare?
Vi ringrazio per la disponibilità e per la premura, in anticipo.
Cerco di rispondere con chiarezza e onestà, tenendo conto di tutto quanto hai descritto.
Hai già fatto tutto il possibile e stai seguendo un percorso corretto
Terapia per ernia espulsa (ozonoterapia + fisioterapia mirata + antiepilettici per il dolore neuropatico).
Cura per la trocanterite (tecar, mesoterapia, ghiaccio, pomata e riposo).
Supporto psico-corporeo, che è fondamentale per gestire il dolore cronico.
Tutto ciò è perfettamente in linea con le linee guida attuali per il trattamento di queste patologie in associazione.
Un ematoma persistente da oltre un mese può essere Conseguenza della rottura di piccoli vasi profondi (come sospetta il neurologo).
Rallentato nel riassorbimento da una postura protettiva, ridotto movimento e possibile infiammazione locale.
La pomata Liotom e il ghiaccio sono indicati. Possono volerci anche 6–8 settimane (a volte di più) per un completo riassorbimento, soprattutto se il trauma è stato più profondo.
Ecografia dell’area glutea-trocanterica → per monitorare dimensioni dell’ematoma, escludere raccolte o calcificazioni.
Valutazione del circolo venoso (se gonfiore persistente e dolenzia): per escludere complicanze tipo flebite superficiale.
Terapia compressiva leggera (se tollerata) può aiutare l’assorbimento.
Hai ragione: a un certo punto il percorso richiede pazienza e fiducia nel tempo biologico di guarigione, che purtroppo non sempre corrisponde al nostro bisogno di sollievo immediato.
Hai già attivato le strategie migliori. La lentezza del recupero non significa inefficacia, ma che il corpo è ancora in fase di riorganizzazione e guarigione.
Non stai sbagliando nulla. Il recupero è spesso fatto di piccoli passi invisibili.
Continua a monitorare con i tuoi specialisti e non perdere la fiducia: il dolore cronico logora, ma ogni giorno senza peggioramento è già un segno di stabilizzazione.
Hai già fatto tutto il possibile e stai seguendo un percorso corretto
Terapia per ernia espulsa (ozonoterapia + fisioterapia mirata + antiepilettici per il dolore neuropatico).
Cura per la trocanterite (tecar, mesoterapia, ghiaccio, pomata e riposo).
Supporto psico-corporeo, che è fondamentale per gestire il dolore cronico.
Tutto ciò è perfettamente in linea con le linee guida attuali per il trattamento di queste patologie in associazione.
Un ematoma persistente da oltre un mese può essere Conseguenza della rottura di piccoli vasi profondi (come sospetta il neurologo).
Rallentato nel riassorbimento da una postura protettiva, ridotto movimento e possibile infiammazione locale.
La pomata Liotom e il ghiaccio sono indicati. Possono volerci anche 6–8 settimane (a volte di più) per un completo riassorbimento, soprattutto se il trauma è stato più profondo.
Ecografia dell’area glutea-trocanterica → per monitorare dimensioni dell’ematoma, escludere raccolte o calcificazioni.
Valutazione del circolo venoso (se gonfiore persistente e dolenzia): per escludere complicanze tipo flebite superficiale.
Terapia compressiva leggera (se tollerata) può aiutare l’assorbimento.
Hai ragione: a un certo punto il percorso richiede pazienza e fiducia nel tempo biologico di guarigione, che purtroppo non sempre corrisponde al nostro bisogno di sollievo immediato.
Hai già attivato le strategie migliori. La lentezza del recupero non significa inefficacia, ma che il corpo è ancora in fase di riorganizzazione e guarigione.
Non stai sbagliando nulla. Il recupero è spesso fatto di piccoli passi invisibili.
Continua a monitorare con i tuoi specialisti e non perdere la fiducia: il dolore cronico logora, ma ogni giorno senza peggioramento è già un segno di stabilizzazione.
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